Maso Thaler, tra le vigne più alte dell’Alto Adige, Gleno (Bolzano)

Maso Thaler, in un luogo suggestivo tra i vigneti di Gleno, dove troviamo un Pinot Nero di montagna, ma anche varietà a bacca bianca

13 Dicembre 2025

Maso ThalerCi troviamo a Gleno, appena sopra al paese di Montagna, tra le vigne piú alte dell’Alto Adige, in compagnia di Francesco Motta, che conduce assieme al fratello l’azienda di famiglia, Maso Thaler, fondata dal padre Pasquale, detto Nino.

Maso ThalerDopo una strada che si fa sempre più stretta e ricca di curve, si raggiunge il Maso Thaler, un luogo suggestivo dove trova le sue radici l’ultimo Maso della zona, ad un’altitudine di seicentotrenta metri sul livello del mare.
Questa struttura che risale al 1812 è della famiglia di mamma Anna Maria Vianini Tolomei, che si è trasferita qui quarantacinque anni. Dalla caotica Roma al restauro del vecchio Maso e di quella che era l’unica vigna presente, di circa un ettaro, tutta a pergola.

Maso ThalerIn una fase iniziale l’uva veniva conferita ad aziende terze, ma passo dopo passo e con l’arrivo dei figli di Nino e Anna Maria, Francesco e Filippo, gli ettari sono aumentati e si sono iniziate le prime vinificazioni, introducendo la prima bottiglia sul mercato nel 2004.
Oggi troviamo un totale di tre ettari e settemila metri, tutti attorno al Maso, di cui circa un ettaro e ottomila metri di Pinot Nero, mentre la restante parte è a bacca bianca, tra cui Gewürtztraminer, Incrocio Manzoni, Chardonnay e Sauvignon. Tutte le vigne sono state convertite, o piantate ex-novo a guyot, rendendole meccanizzabili, e sono circondate dai boschi del Parco Nazionale del Monte Corno, arrivando ad un’altitudine massima di settecentotrenta metri sul livello del mare.

Maso ThalerDal Maso possiamo vedere la vicina collina di Mazzon, una delle più vocate per la coltivazione del Pinot Nero, che, a causa del repentino cambiamento climatico degli ultimi anni, è talvolta penalizzata, a favore di aree più alte e ventilate.

Maso ThalerLa ventilazione, oltre alla grande escursione termica tra giorno e notte, è uno dei segreti di questa zona, poiché le vigne sono in mezzo a due flussi ventosi, quello che arriva dal Garda, la cosiddetta “Ora del Garda” e quello che arriva dalla gola situata nella parte posteriore della proprietà, proveniente dalla Val di Fiemme.Maso Thaler
Con inverni ormai meno rigidi, ma primavere molto piovose, si deve fare la massima attenzione in vigna, portando avanti, nel caso di Maso Thaler, un lavoro convenzionale, ma ragionato, con un presidio costante e i giusti interventi per avere uve di qualità da vinificare.

Maso ThalerParlando di substrato, questo è molto frastagliato in tutta l’area, con differenti tipologie di terreni, i quali possono variare da vigna a vigna, dalle altitudini e, talvolta, da metro a metro, con una terra rossa di origine porfirica ormai pietrificata, rocce dolomitiche calcaree, oltre al tufo giallo.

Maso ThalerLa cantina è stata ricavata in una parte della struttura del Maso Thaler, dove si può trovare la barricaia, al cui interno sono presenti diverse barrique di rovere francese, miste tra nuove ed usate e qualche tonneau. Le botti sono utilizzate principalmente per il Pinot Nero, di cui uno riposa circa un anno, mentre la Riserva, frutto di una meticolosa selezione delle migliori uve, resta in affinamento per diciotto mesi. Il legno è dedicato anche allo Chardonnay, che in minima parte, circa il 20% della massa, riposa in barrique.

Maso ThalerIn una seconda area si è ricavata una piccola sala accoglienza e degustazioni, che guarda agli acciai e alle due botti troncoconiche in rovere dedicate alle fermentazioni delle uve di Pinot Nero, oltre ad essere il rifugio invernale della pressa.
Pressa che è il primo strumento che incontrano le uve a bacca bianca, per poi fermentare in acciaio, con l’utilizzo di lieviti selezionati e controllo della temperatura, dove affinano per poi essere imbottigliati.

Maso ThalerMaso Thaler produce una media di diciotto/ventimila bottiglie per anno, divise in sei etichette, che dal 2012 sono tutte monovarietali. Come anticipato, troviamo due diversi Pinot Nero, uno Chardonnay, Sauvignon, Gewürtztraminer ed Incrocio Manzoni.

I protagonisti di questa realtà sono principalmente Francesco, che si occupa della parte amministrativa, commerciale di comunicazione e marketing, e il fratello Filippo, dedicato alla vigna e alle vinificazioni, anche se, essendo una realtà così piccola è necessario che tutti possano essere a supporto dei vari processi, al bisogno.

Maso ThalerSeduti al tavolo con vista sulla cantina dedicata alle vinificazioni assaggiamo qualche etichetta di Maso Thaler, cominciando con l’Incrocio Manzoni 2023, che si presenta al naso con note floreali, di fiori bianchi, ma anche pesca bianca, mela croccante, melone, un tocco di pietra bagnata e un finale di erbe aromatiche, tra cui la salvia. Al palato entra dritto, ricco in sapidità, minerale, con una buona spalla acida e moderata persistenza.

Maso ThalerContinuando con i bianchi passiamo al Gewürtztraminer, annata 2023, il quale si presenta con note delicate di miele d’acacia, pera, un leggero litchi, un tocco agrumato e sottofondo di rosa bianca. Sentori ben integrati al naso che si riflettono al palato, dove entra secco, verticale, con una buona acidità (costante dei vini di questa azienda), buona mineralità, sapido e con una discreta persistenza.

Maso ThalerConcludiamo con il Pinot Nero 2021, con uve che vengono pressate e diraspate, lasciando il mosto in tini troncoconici per tre/quattro giorni, con numerosi rimontaggi, aggiungendo in seguito i lieviti per la fermentazione. Prima di inserire il vino in barrique si lascia a contatto ancora alcune settimane, per poi passare all’affinamento in legno piccolo, con conseguente fermentazione malolattica. Prima dell’imbottigliamento il vino riposa in acciaio per alcuni altri mesi, per poi affinare almeno venti mesi in bottiglia, prima di essere commercializzato.

Pinot Nero che regala delicate note di frutti rossi, lampone, ciliegia fresca, ma anche una leggera vaniglia, rabarbaro, note ematiche e spezia dolci. Elegante al naso ed elegante in bocca, dove entra con un sorso dritto, caratterizzato da una buona acidità, tannino molto setoso e discreto, minerale, con una discreta sapidità, buona beva e persistenza.

Maso ThalerUn ringraziamento a Francesco per averci fatto scoprire il suo Maso Thaler, nascosto tra le montagne altoatesine e foto di rito con la maglia numero 434 Winetelling.

Torna in alto