Leclerc Briant, nella famosa Avenue de Champagne di Epernay (Francia)

Leclerc Briant, storica azienda di Champagne fondata nel 1872 a Cumières e trasferitasi nel 1950 ad Epernay, che produce vini biodinamici

13 Febbraio 2026

Leclerc BriantDopo una notte di riposo nella struttura di proprietà dell’azienda, Le 25bis, situata nella famosa Avenue De Champagne di Epernay, approfondiamo la storia e i vini di Leclerc Briand.

La sede operativa si trova poco fuori dal centro di Epernay, e con Antonella, ligure che si occupa di accoglienza, ma anche di alcuni processi produttivi, andiamo a scoprire i particolari di questa realtà storica che da circa quindici anni ha un nuovo volto.

Leclerc Briand è stata fondata nel 1872 a Cumières da Bernard Leclerc e Jaqueline Briant, spostando nel 1950 la sua sede ad Epernay, poiché si trovava la linea ferroviaria che trasportava i vini nel Regno Unito. L’azienda ha visto come protagonista principale per la produzione di bottiglie e per l’investimento nella conduzione biodinamica Pascal Leclerc, il quale ha lasciato la sua eredità alle quattro figlie, che però non hanno continuato la tradizione di famiglia.
Nel 2012 l’azienda è stata acquistata dalla coppia americana Mark Nunnelly e Denise Dupré, appassionata di Champagne, la quale ha voluto investire nel settore delle bollicine, pur mantenendo integra l’identità originaria della conduzione delle vigne e della produzione di vino. In seguito all’acquisto dell’azienda e del suo sito produttivo si è voluto investire anche nella ricettività, acquistando una residenza storica nel cuore della famosa Avenue de Champagne, da cui sono ricavate le quattro stanze di Le 25bis by Leclerc Briant.

Leclerc BriantFacendo un tuffo ai giorni nostri, possiamo approfondire che oggi sono presenti quattordici ettari di proprietà, pur vinificandone circa il doppio, acquistando le uve della stessa qualità prodotta, da alcuni conferitori, talvolta storici. Le uve allevate sono quelle più classiche della Champagne: Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier, nelle zone di Montagne de Reims, Vallée de la Marne e Côte des Blancs.

Leclerc Briant è certificata Bio e Demeter, poiché, già dagli anni Ottanta, la proprietà precedente aveva iniziato a lavorare secondo i criteri della biodinamica, adottati anche nella nuova gestione.

Leclerc BriantL’azienda in vigna utilizza i vari preparati biodinamici, 500 e 501, prodotti in autonomia, alternando i trattamenti consentiti dal disciplinare biologico, con prodotti naturali a base di ortica, camomilla, equiseto, tarassaco, salice, valeriana. Nel corso degli anni, sia per la concimazione naturale dei terreni, sia per la movimentazione naturale della terra, si sono introdotti alcuni maialini neozelandesi, rosa con macchie nere, la cui peculiarità è che non girano il collo verso su, così da non riuscire a mangiare le uve quando sono mature.

Leclerc BriantOltre a quanto già indicato, la filosofia delle lavorazioni rispetta il ciclo di nove mesi della vigna, un numero che si riflette anche in quello degli affinamenti del vino base in barrique, sempre di nove mesi. Leclerc BriantL’uva arriva in cassetta, dopo essere stata vendemmiata entro le dieci di mattina per evitare il caldo, e viene inserita nella pressa esterna, per ricavare solo il mosto fiore (duemila cinquanta litri) da trasferire per caduta, dopo circa ventiquattro ore di decantazione e conseguente sfecciatura, in acciaio o barrique, dove avvengono le fermentazioni senza l’aggiunta di solforosa, che viene addizionata esclusivamente in fase di imbottigliamento, se necessaria. Nell’ottica di un’economia circolare, gli avanzi delle pressature non vengono gettati, per esempio ciò che rimane dalle bucce si porta ad un’azienda terza che produce creme per la cosmesi e l’acido tartarico fatto trasformare in scrub per la pelle.

Tutti i processi, dal tiraggio alla sboccatura vengono effettuati internamente e si crede nel riposo delle bottiglie sui lieviti, che si attesta in un minimo di trentasei mesi per il vino di ingresso al mondo Leclerc Briant.

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Leclerc BriantDando uno sguardo ai vari ambienti della cantina, si possono vedere diverse aree, dalle più moderne, dove sono presenti i magazzini di stoccaggio, la linea di imbottigliamento ed etichettatura, oltre alla sala degli acciai, fino ai vari cunicoli della cantina originaria. Una peculiarità delle vasche in acciaio utilizzate è che sono di medio-piccolo formato, divise tra parte superiore ed inferiore, così da gestire piccole quantità di vino, provenienti da diverse particelle. Leclerc BriantOltre all’acciaio si utilizzano le barrique, disposte in un’estensione della struttura, di costruzione più moderna. Decine di botti che provengono da fornitori differenti, in cui si svolge sia la fermentazione alcolica di alcuni mosti fiore, sia l’affinamento ed eventuale malolattica spontanea, senza mai svolgere battonage o aggiungere vino per colmare il legno (lavorando così in ottica ossidativa) e senza filtrazioni, alla temperatura costante che offre questo ambiente. Leclerc BriantLe barrique sono disposte in una stanza dove la pavimentazione alterna basi in cemento e piccole pietre, così da avere sia un più equilibrato livello di umidità naturale dato dal sottosuolo, sia una sorta di scambio di energie telluriche con il sottosuolo.
Leclerc Briant

Non solo legno, ma altri vasi vinari come le damigiane in vetro (materiale eco-friendly in cui ci si crede molto, data la sua durata nel tempo, anche se il suo utilizzo da disciplinare non è consentito al 100% per la produzione di Champagne), contenitori di cemento, a rappresentare il gesso del substrato, la terracotta, per riprendere l’argilla e una speciale barrique placcata al suo interno in oro. I vini base fermentati ed affinati in questi tre contenitori, assieme al rovere, sono utilizzati per la produzione del vino più importante dell’azienda dal nome “La Croisette”.
Tra le gallerie edificate in mattoni o scavate all’interno del gesso si possono trovare le bottiglie accatastate che riposano sui lieviti, ma anche una piccola nicchia dove si conservano le vecchie annate, aperte saltuariamente in occasioni speciali.

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Solitamente, dopo la sboccatura, i vini restano per circa tre mesi a riposo, per poi essere spediti alle varie destinazioni commerciali, di cui il 70% del mercato è rappresentato dagli Stati Uniti, mentre il mercato locale non è che una minima percentuale.

La produzione di bottiglie si attesta sulle centoquaranta, centosessanta mila per anno, di cui centomila sono di Réserve Extra Brut e le restanti, prodotte solo nelle annate favorevoli, si dividono in altre sette etichette, con vini esclusivamente di millesimo. Leclerc BriantDa quando è subentrata la nuova gestione si è cominciata la produzione di un vino che riposa dieci anni sui lieviti, lo “Château D’AvizeBlanc de Blanc Brut Zero, con uve Chardonnay provenienti dai vigenti di Avize, ad oggi disponibile nelle annate 2013, 2014 e 2015. Inoltre, è stato portato avanti un secondo progetto, cominciato nel 2012, denominato “Abyss”, producendo due nuovi Champagne, nella versione Blanc de Blanc e rosè, per un totale di circa cinquemila bottiglie, i quali effettuano un affinamento tra i nove e gli undici mesi nei mari dell’Ile d’Ouessant, in Bretagna, ad una profondità di sessanta metri.

Leclerc BriantDopo un approfondimento insieme ad Antonella sull’azienda, è il momento di assaggiare alcuni dei vini prodotti, all’interno di una sala degustazioni riservata, al piano superiore della struttura.
Cominciamo proprio con il Réserve Extra Brut, che, pur avendo nel nome il termine riserva, non presenta questa tipologia di vino al suo interno. Champagne a base 42% Pinot Nero, 33% Chardonnay, 25% Pinot Meunier che affina per almeno tre anni sui lieviti, al cui interno presenta quattro grammi di zucchero, il quale si presenta con note fresche, di frutta matura, di ananas disidratato, agrume, leggera frutta secca, tocco iodato, per un sorso integrato, di beva, buona spalla acida, abbastanza minerale e sapido, discreta persistenza e chiusura amarotica.

Leclerc BriantContinuiamo con “Derrière le Clos”, Extra Brut, millesimo 2019, la cui base 100% Pinot Nero fermenta e affina in barrique. Vino dai due grammi zucchero, affinato per cinque anni sui lieviti, che si presenta al naso con una piccola frutta rossa, note più balsamiche, di mentuccia, speziate, per un sorso più pungente, dalla bolla fine, dritto, sempre con un carattere sapido e minerale, una buona acidità e persistenza.

Leclerc BriantÈ il momento dello “Château d’AvizeBlanc de Blanc Brut Zero, annata 2013, che, anche in questo caso presenta un vino base di 100% Chardonnay da uve vendemmiate ad ottobre, affinato e fermentato in legno. Grazie ai suoi dieci anni sui lieviti regala note più complesse ed evolute, di mela matura, miele, note burrose, di frutta secca, pasticceria, un tocco ammandorlato che torna in bocca, dove riempie il palato, con una bolla delicata, sorso abbastanza minerale e sapido, comunque bilanciato, fresco, con un leggero tannino e una buona persistenza.

Leclerc BriantConcludiamo con “Abyss” 2019, nella sua versione rosè, da uve 90% Chardonnay e 10% di Pinot Nero in rosso, il quale regala note di lampone, fragola matura, sanguinella, sentori burrosi, di confetto e pasticceria, per un sorso abbastanza fresco, con discreta acidità, abbastanza minerale e sapido, oltre ad una buona persistenza.

Leclerc BriantUn ringraziamento e un arrivederci in Italia ad Antonella, curiosi di seguire i progressi di Leclerc Briant e il suo percorso di crescita nel mondo della Champagne sostenibile ed innovativa.

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