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giovedì, 13 Giugno, 2024

Azienda Agricola Mos, in un garage nel borghetto trentino di Lisignago (Trento)

Agricola Mos, in compagnia di Federico alla scoperta della “garage Winery” fondata con il cugino Luca, per dar seguito al loro progetto personale

28 Maggio 2022

Agricola MosDopo aver bevuto più volte i vini di Agricola Mos c’è stata finalmente l’occasione di toccare con mano questa neonata realtà della Val di Cembra e conoscere uno dei suoi protagonisti, Federico, scortato dal pastore tedesco Mia.

L’azienda si trova in una sorta di borghetto tra le vie del paesino di Lisignago ed è nata da un progetto di Federico e del cugino Luca, che da sempre hanno lavorato in campo viticolo. La decisione di sfruttare un ettaro vitato appartenente alla famiglia, per la produzione del proprio vino, è stata presa nel 2018 e con questo obiettivo sono stati anche affittati altri due ettari, sempre nella Val di Cembra.

Agricola MosLa conduzione è legata ai criteri del biologico, con rame e zolfo, anche se, viste le misure ridotte di questa realtà, non si insegue nessuna certificazione o “pezzo di carta” per il momento. Le concimazioni, quando necessarie, si effettuano con il letame prodotto dalle vacche del fratello di Federico, che ha un paio di capi, oltre a due capre e, periodicamente, alcuni vitelli. Tutti i filari sono inerbiti e non si usano da diversi anni erbicidi; probabilmente nel prossimo futuro in alcune zone mirate si sta pensando di provare ad effettuare del sovescio.

Gli occhi di Federico anticipano la sua stanchezza, causata dall’essersi svegliato alle tre di mattina per fare i trattamenti, vista la giornata di pioggia. “Per il poco che abbiamo, facciamo il meglio che possiamo e lo scopo ultimo è quello di arrivare in cantina con uve perfette”.

Gli appezzamenti nel paese di Lisignago si estendono tra i quattrocento e i seicento metri, lungo il corso del fiume Avisio e il substrato è generalmente caratterizzato da roccia e porfido, tranne in alcune parti dove prevale la ghiaia; sicuramente la terra è una materia rara da queste parti. Il Pinot Grigio, invece, si trova a Zambana, zona di riporto sotto la Paganella, rinomata per la produzione di asparagi.

Agricola MosLa cantina dove avvengono le vinificazioni di Agricola Mos è stata ricavata da un insieme di stanze sotto alle abitazioni, ribattezzando l’azienda una “garage winery”. Gli spazi, per ora, sono sufficienti per contenere alcune vasche d’acciaio, tonneau e barrique. Le fermentazioni avvengono tramite l’inoculo di lieviti selezionati e, dipendentemente dalla varietà, si utilizzano i diversi vasi vinari.

Oggi le bottiglie prodotte sono circa sei/sette mila per anno e si cerca di crescere in maniera graduale e calibrata, per far si che un giorno questa possa diventare l’attività principale per Federico e Luca.

Il nome Agricola Mos riprende la prima parte del cognome di Luca, Moser.

Agricola MosTra le bottiglie prodotte apriamo due annate di Schiava in versione Rosato e dal nome che ne anticipa alcune qualità “Para Se” (dissetante). Vino dal colore rosa acceso che nell’annata 2020 esprime sentori di rosa rossa, piccoli frutti rossi, sanguinella, melograno, pietra bagnata. In bocca ha una beva straordinaria, buona freschezza e acidità, sapido, abbastanza persistente; caratteristiche che confermano il nome che gli è stato affibbiato. La sorella più giovane, del 2021 accentua le note fresche e verticali, con una maggior esuberanza, che sarà domata con qualche mese in più di bottiglia.
Le uve Schiava, vigneto del 1948, e quelle dello Chardonnay, dei primi anni ’90, sono coltivate sotto alla chiesetta di San Leonardo, duecento metri più su del fiume Avisio, in un territorio più caldo e dal substrato ricco di ghiaia.

L’etichetta della Schiava è uguale a quella del Pinot Grigio, con il fiume Avisio stilizzato, attorniato dai filari delle vigne, mentre in quella di Chardonnay e Riesling vengono rappresentate scene della vendemmia, anche in questo caso in maniera stilizzata.

Agricola MosUn assaggio anche del Riesling 2020 che affina in tonneau di rovere usati per circa dieci mesi prima di essere imbottigliato e riposare ancora qualche mese prima di essere stappato. Al naso esprime sentori fruttati, di mela gialla, ma anche ginestra, pepe bianco ed un inizio di note di idrocarburo; pieno in bocca, ricco di mineralità, buona beva e persistenza.

Prima dei saluti un piccolo furto dalle barrique di rovere, di secondo passaggio, che contengono lo Chardonnay 2021 in affinamento. Al naso una frutta ancora non troppo matura, spunti di ananas, agrumi, leggera spezia per un gusto pieno, avvolgente, nella sua fase di equilibrio. Lo Chardonnay in etichetta porta il nome “Tesadro”, che è il cognome della famiglia di Federico.

Per il futuro, oltre alla volontà di governare l’azienda a tempo pieno e trovare nuovi e più confortevoli spazi, ci sarà una new entry tra le etichette di Agricola Mos, un Pinot Nero, che è stato piantato due anni fa.

Agricola MosSarà necessario tornare ad assaggiare il frutto di questa varietà, ma intanto maglietta numero 163 per Federico!

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