Accolti da Ilenia e Andrea Spagnoli, rispettivamente la quarta e la terza generazione dell’Azienda Agricola Spagnoli, Il Fienile
07 Luglio 2023
Percorrendo una via sempre più stretta, dove ci passa a malapena una sola automobile, tra le colline di La Spezia, in via Masignanano ad Arcola, si trova l’Azienda Agricola Spagnoli, Il Fienile. Una seconda tappa ligure assieme a papà Andrea e alla figlia Celeste, che rappresentano rispettivamente la terza e la quarta generazione di questa piccola realtà fondata nel ventesimo secolo dal nonno e dal papà di Andrea.
Una famiglia originaria di Parma che un tempo si occupava della gestione di un castagneto, nella provincia emiliana, al fine di estrarre i tannini di questo legno, utilizzati per la tintura delle pelli. Grazie ad una sorella che aveva sposato un ragazzo del posto e a causa dell’avvento dell’industrializzazione che ha fatto passare in secondo piano i trattamenti naturali delle pelli, si è valutata la possibilità di acquistare un appezzamento in queste terre.
Il podere era stato lasciato da un’anziana signora alla curia di Sarzana e, per la cifra di trecentotrentamila lire, venne acquistata dalla famiglia Spagnoli nel 1945. Curiosità è che per registrare il terreno nell’ufficio preposto ci vollero trecentomila lire, praticamente la stessa somma dell’acquisto, poiché le terre di Masignano erano da sempre censite come terre ad alta redditività.
Un vero e proprio colpo di fulmine per questo territorio che sortito la decisione di vendere l’attività principale per dedicarsi alla viticoltura e all’allevamento di vacche da latte.
A quei tempi in questa zona non c’era nulla, né l’acqua, né la strada né tantomeno l’elettricità. Papà Celeste, mancato qualche mese prima della visita, alla veneranda età di novantotto anni, all’inizio portava l’acqua a spalla, per abbeverare i capi di bestiame e da utilizzare come bene di prima necessità in famiglia. In seguito, scrutando alcune zone più umide nella proprietà cominciò a scavare dei pozzi e, dopo alcuni tentativi, trovò l’acqua. Il suo ingegno gli fece creare un sistema a caduta per portare tale utenza nel neo-costruito bagno dell’abitazione. Celeste è stato anche uno dei fautori della strada che collega questo paese alla cittadina di Arcola, ma anche il primo ad aver sbancato la collina e ad aver comprato un trattore. Definito in prima battuta come “matto” dai vicini, gli stessi, qualche anno più tardi, vedendo il lavoro portato avanti in vigna erano soliti domandare “mi da un filare dei tuoi e io ti do tutta la mia terra?”. Amore, passione, attaccamento e dedizione che sono state trasmesse al figlio Andrea, il quale ha dedicato la vita a questo mestiere, mantenendo anche l’allevamento di alcuni capi di bestiame (tre o quattro vacche all’anno più qualche gallina) e una parte di orticole dedicate al consumo presso l’agriturismo.
C’è da ricordare, inoltre, che la famiglia Spagnoli, a metà degli anni ’80 è stata una delle fondatrici della DOC Colli di Luni, puntando sul suo simbolo, il Vermentino. La quarta generazione è rappresentata da Ilenia che, dopo gli studi in enologia a Pisa, ha iniziato ufficialmente il suo percorso in azienda nel 2014, dedicandosi alla produzione di vini con meno impatto possibile, fermentazioni spontanee, senza chiarifiche o filtrazioni eccessive.
Il nome, oltre Azienda Agricola Spagnoli è Il Fienile, facendo riferimento all’unico edificio presente un tempo nella proprietà, che fungeva da stalla, cantina, fienile e parte di abitazione; oggi trasformato in una piccola struttura ricettiva, con tre camere e la possibilità di pranzare o cenare con i prodotti chilometro zero (su prenotazione, con un massimo di trentacinque coperti).
Oggi, facendo un giro della proprietà troviamo tre ettari vitati, con piante che raggiungono oltre settant’anni d’età e le varietà più tipiche della zona, con Vermentino, Trebbiano e Albarola a bacca bianca, mentre più di un 60% di Sangiovese, Canaiolo ed un ospite internazionale quale il Merlot. Più che un vigneto sembra un giardino vitato sorretto da pali di castagno, con alberi di ulivo che crescono tra una vite e l’altra, tutti i filari sono inerbiti e l’erba viene tagliata a mano con il decespugliatore; soprattutto in quest’anno piovoso dove non si fa in tempo a tagliarla che ricresce quasi immediatamente. Sporadicamente viene effettuata una semina di favino e i trattamenti sono a base di rame e zolfo, agevolando la sanità della vigna anche grazie alla costante brezza, che asciuga eventuali inizi di umidità.
Ci troviamo in un corpo unico che va dai quasi zero, ai centotrenta metri sul livello del mare, con un sottosuolo caratterizzato da argilla sciolta, mai irrigato, con lavorazioni di “apertura” primaverile, per evitare di avere successive spaccature a causa del caldo.
Oltre ai vigneti troviamo alcune decine di piante di ulivo, che negli ultimi anni “fanno tribulare” a causa di un insetto orientale che intacca le foglie degli alberi, i quali reagiscono salvaguardando la propria vitalità a discapito della produzione dei frutti.
Dando uno sguardo alla cantina si può notare la prevalenza di vasche in acciaio e una sola botte da dieci ettolitri, che è stata il regalo da parte del padre ad Ilenia in occasione della laurea. Qui avvengono sia le fermentazioni, con un pied de cuve ottenuto da una vendemmia preventiva, sia tutti i processi di vinificazione ed affinamento. Le bottiglie prodotte per anno spaziano tra le dieci e le dodici mila, oltre alla produzione di vino sfuso, e si dividono in cinque etichette.
Troviamo un Vermentino in purezza; un assemblaggio di Vermentino, Trebbiano ed Albarola con uve macerate per sei giorni; lo stesso uvaggio in versione “Extreme”, dove la macerazione è di quindici giorni (l’unico ad affinare in cemento); un rosso “di annata”, a base di Sangiovese, Merlot e Canaiolo e lo stesso uvaggio che viene affinato in legno per circa due anni.
In compagnia del cucciolo di pastore australiano Scooby ci spostiamo nella sala dell’agriturismo, che viene utilizzata anche per le degustazioni, al fine di assaggiare un paio di etichette prodotte dall’Azienda Agricola Spagnoli.
Il primo vino assaggiato è il Vermentino “Pan” 2022, un nome che rappresenta la prima parola del primogenito di Ilenia, protagonista che trova anche la sua manina in etichetta. Le bucce restano a contatto per circa sei giorni, al fine di non avere un’estrazione eccessiva, oltre che per rimanere dentro ai parametri del disciplinare. Note fruttate, di mela golden, nespola, litchi, un tocco tropicale, macchia mediterranea, rosmarino, salvia, tiglio, note erbacee, un leggero tocco di pepe bianco. In bocca è pieno, sapido, discreta spalla acida, abbastanza minerale e con una discreta persistenza.
È il turno di un rosso, il “Ca’ Vignà” 2018, l’unico tra le etichette ad affinare in legno, a base di Sangiovese, Merlot e Canaiolo. Al naso emergono sentori di prugna, frutti di bosco, leggero sottospirito, liquirizia, rabarbaro per un gusto pieno, dalla buona sapidità, di beva anche se con un buon tenore alcolico, ricco in persistenza.
Nel mirino dell’Azienda Agricola Spagnoli c’è un nuovo appezzamento da prendere in affitto, avendo il desiderio di poter allargare la produzione, ma non di molto, visto che “le forze sono quelle che sono”. Intanto per Ilenia ed Andrea maglietta numero 270!


