Borgo Barel e Agriturismo il Cortivo con Rossella ed Ivano, Vittorio Veneto (Treviso)

Borgo Barel, in compagnia di Ivano e Rossella, al caldo del caminetto nell’agriturismo il Cortivo, attorniati dalle vigne in un meraviglioso cucuzzolo tra i colli di Vittorio Veneto

12 Marzo 2023

Immersa tra i colli del Prosecco di Vittorio Veneto, si trova Borgo Barel, un nome nuovo nel mondo del vino, con un passato che conta due precedenti generazioni. Ad accogliermi sono Rossella e Ivano che, assieme conducono l’azienda e l’agriturismo creati da una costola della vecchia realtà dei nonni e genitori di Ivano.

La sua famiglia ha da sempre prodotto vino, venduto principalmente sfuso, con qualche ettaro che circondava il vecchio Borgo in cui erano presenti varietà autoctone ed internazionali tra le quali: Prosecco, Verdiso, Incrocio Manzoni 6-0-13, Riesling Renano, Pinot Bianco, Picolit, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot.

Un blend di un quasi ingegnere civile-edile, che fin dagli anni duemila ha desiderato produrre Prosecco in bottiglia e una commerciale estero/amministrativa per due aziende che, dal 2017, ha preso una strada diversa della produzione di vini sfusi, concentrando le energie sulla spumantizzazione Metodo Martinotti. L’avventura nel mondo del Prosecco è cominciata con Brut, Extra Dry e la Cuvée del Fondatore, un Brut, la cui peculiarità è che ogni anno un 85% di Glera viene blendizzato con un 15% di vino di altri vitigni, come l’Incrocio Manzoni, il Pinot Bianco o il Riesling.

Solo in seguito sono stati aggiunti un Frizzante e un vino fermo, sempre a base di Glera, anche se nel futuro più prossimo c’è l’idea di produrre un Rifermentato in bottiglia e concentrarsi anche nel rosso espressione del territorio, un bordolese blend di Merlot e Cabernet Franc.

Anche l’agriturismo “Il Cortivo” (nome che riprende il cortile più ampio del Borgo) è nato dalle ceneri della struttura aperta da mamma e papà, negli anni ’80, precursori dell’attività ricettiva nel territorio. I coperti sono stati ridotti, limitandosi a venticinque/trenta, concentrandosi su prodotti a chilometro zero, provenienti dagli orti di proprietà, alberi da frutto e salumi ottenuti dai maiali allevati allo stato semi-brado.

Il progetto di riaprire il punto ristorativo è nato durante il periodo della pandemia, con l’idea di affiancare alla produzione del vino un punto accoglienza, per far degustare le bollicine in un clima rilassante, “slow” ed amichevole. Un successo repentino al termine del periodo di restrizioni che ha visto un aumento delle richieste di pranzi e cene essendo “Il Cortivo” aperto solo di sabato e su prenotazione le altre sere o la domenica a pranzo. Curiosità è che anche il parcheggio non è adiacente al corpo del locale, proprio per poter godere al massimo del silenzio e del relax che offre questa location ed arrivare a pranzo o cena ammirando, a piedi, le bellezze che lo circondano.

A tendere sarà presente anche l’olio tra i prodotti che offre l’agriturismo, avendo piantato negli anni alcuni alberi di olivo, di varietà Frantoio e Leccino, oltre a piante storiche di cui non si sa la genetica. Un olio che vuole essere in linea con il Prosecco, estraendo i principali profumi floreali e fruttati che in questo territorio possono emergere, a discapito talvolta dell’estrema finezza.

Per toccare con mano l’ecosistema Borgo Barel un giro nel vigneto di fronte al corpo centrale, dove si trova l’agriturismo, è d’obbligo, potendo ammirare un ecosistema che non presenta la vigna come mono-varietà, ma si alternano orti, alberi da frutto e alcuni edifici, che nascondo i segreti dell’azienda. Uno su tutti è la vecchia cantina di famiglia, in cui sono conservate ancora oggi le vasche di cemento originali, utilizzate un tempo per le vinificazioni. Oggi questa sala sotterranea, che mantiene una temperatura abbastanza costante nel corso dell’anno, viene utilizzata come luogo di affinamento dei salumi prodotti, tra cui ossocolli, pancette, salami, soppresse e speck non affumicato.

Dall’esterno si può vedere la conformazione del Borgo, originario dell’800, che pian piano ha preso una conformazione sempre più autonoma, con le varie case ed edifici acquistati dai mezzadri, suddividendo in micro-proprietà il corpo originario. La prima parte del nome di Borgo Barel è stata svelata, mentre la seconda si riferisce al soprannome del nonno di Ivano, Pietro Casagrande, detto “Moro Barel”, per la diffusione del cognome Casagrande, che è riconducibile (probabilmente) ai bambini della zona di Vittorio Veneto, cresciuti in orfanotrofio.

Dopo l’apertura dell’agriturismo se passavi per Vittorio Veneto e chiedevi dove andare a mangiare, gli abitanti del posto ti rispondevano con un va a magnar da Barel”.

Oggi Borgo Barel si presenta con sei ettari vitati, che si dividono tra le colline di Vittorio Veneto, precisamente a Confin dove ci troviamo, e in cui oltre alla Glera sono presenti altre varietà come Pinot Bianco e Incrocio Manzoni, e a Carpesica, dove a farla da padrona è la Glera.

Il substrato delle due aree è simile, con un terreno prevalentemente argilloso, ma le esposizioni cambiano: a Confin le vigne sono in collina, esposte ad est e ovest, mentre a Carpesica è un appezzamento di fondo valle che un tempo si pensava non fosse vocato, ma negli ultimi anni, grazie o a causa del cambiamento climatico si ottengono ottime basi per la spumantizzazione.

L’azienda è stata tra le prime a seguire il protocollo DOCG e dall’inizio a certificarsi SQNPI, anche se non è mai stato fatto un diserbo e le concimazioni sono sempre state a base di materia organica. Si pensa che il BIO non sia efficace nella zona del Prosecco, poiché si aumenta il numero dei trattamenti e il conseguente utilizzo del trattore, pertanto si è scelto di intraprendere il filone più sostenibile possibile.

Viene lavorato il sotto fila, mentre non si muove il terreno tra un filare e l’altro, lasciando erbe spontanee e capendo man mano se è necessario integrare quanto già offre la natura. “Ci consideriamo custodi del territorio, siamo solo di passaggio e vogliamo lasciarlo ai posteri in una condizione migliore possibile”.

La cantina è in fase di progettazione, riqualificando una delle aree aziendali, e le circa settantamila bottiglie per anno vengono prodotte da un’azienda terza, in un’ottica di repentina e verticale ascesa, visto il successo che l’azienda ha avuto nel mercato.

Dopo un tour in vigna e le chiacchiere sulla ricca storia di Borgo Barel un assaggio di “Cuvée del Fondatore” che nell’annata 2022 ha all’interno un 15% di uve Traminer. Un Metodo Martinotti medio-lungo, con almeno novanta giorni di autoclave, per un vino dai leggeri sentori di pera, fiori bianchi, note erbacee e mentuccia; la bolla è fine, al palato entra “morbido”, avvolgente con una buona mineralità e discreta persistenza.

Un assaggio anche di Brut, che presenta sentori di mela verde, gelsomino, alcune note minerali; mentre in bocca la bolla è più fine, aumenta anche la spalla acida, buona mineralità, discreta persistenza e ritorno dei sentori di mela.

La giornata si è conclusa con il caminetto acceso che ha ospitato salsicce e costicine a chilometro zero, accompagnati da una vista sui vigneti e il vino prodotto da Rossella e Ivano, che meritano la maglia 234!

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