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mercoledì, 17 Aprile, 2024

Ultima visita a Marsala nell’azienda Caruso e Minini, Marsala (Trapani)

Caruso e Minini, l’unione di due famiglie per dar una nuova vita ad una storica azienda situata nel centro di Marsala

15 Settembre 2023

Assieme ad Aldo ed Ylenia, che si occupano dell’accoglienza nell’azienda Caruso e Minini, che trova il suo quartier generale al centro di Marsala, per assaggiare alcuni dei vini prodotti da questa giovane, ma al contempo storica, realtà.

Prima di addentrarci nella storia di questa azienda un assaggio di Grillo 2022, certificato biologico (caratteristica che vuole sottolineare l’azienda), con uve coltivate nei terreni tra i quattrocento e cinquecento metri sul livello del mare e un affinamento di pochi mesi in acciaio. Altra caratteristica che viene messa in evidenza è il basso livello di solforosa aggiunta in questo e negli altri vini Caruso e Minini. Grillo dai sentori agrumati, note di erbe aromatiche, mentuccia, macchia mediterranea, spunto di ananas, In bocca è fresco, con una buona sapidità, discreta acidità, abbastanza persistente.

La famiglia Caruso acquistò il baglio in cui ci troviamo nel 1800, cominciando una prima ristrutturazione della struttura nel 1997, mantenendo nella sua conformazione originale la grande cantina in tufo in cui è stata poi posizionata la barricaia. Un giro in questo ambiente, non accessibile al pubblico (per mantenere la temperatura costante, a detta della nostra guida) fa scoprire il mondo degli affinamenti dei vini rossi e dei Marsala, con vasi vinari in legno di rovere francese ed americano sia di medio-grande formato sia barrique e tonneau. Ripercorrendo a ritroso il processo di vinificazione troviamo altri tre ambienti principali: quello legato all’imbottigliamento ed etichettatura (processi che si compiono in cantina), lo spazio dedicato alle fermentazioni indotte con lieviti selezionati, dove sono presenti le vasche in acciaio, all’interno delle quali affinano alcuni vini Caruso e Minini ed infine l’area dove tutto comincia, con una pigiadiraspatrice e due presse a polmone. Nel percorso delle uve troviamo due preziosi alleati, il freddo e l’azoto, gas che viene utilizzato nella fase di pressatura, vinificazione in acciaio e messa del vino in bottiglia.

Nel 1904 questa realtà possedeva già centoventi ettari di vigna, corrispondenti alle attuali proprietà, da cui un tempo si ricavavano le uve da vendere alle più rinomate cantine della zona di Marsala.

L’obiettivo dei Caruso è da sempre stato quello dell’imbottigliamento con una propensione ai mercati internazionali e, l’incontro ed amicizia con la famiglia Minini, ha fatto si che si realizzasse tale sogno, grazie alla famiglia che detiene il 50% della società, esperta in vendite e marketing. Oggi siamo giunti alla terza e quarta generazione dei Caruso, con papà Stefano, nelle retrovie, e le figlie protagoniste Giovanna e Rosanna.

Oggi gli ettari vitati sono rimasti sempre centoventi, con impianti a controspalliera che poggiano su un terreno per lo più argilloso e calcareo. Le lavorazioni in vigna rispettano il disciplinare BIO, con trattamenti a base di rame e zolfo. Tra le varietà coltivate troviamo per lo più varietà autoctone, tra cui Grillo, Catarratto, Grecanico, Inzolia, Zibibbo, Nero d’Avola, Frappato, ma anche ospiti internazionali come Chardonnay, Cabernet Franc, Merlot, Syrah.

La produzione media per anno si attesta sulle circa ottocentomila un milione di bottiglie (destinate per il 70% all’estero) suddivise in ventuno etichette e cinque diverse linee. Tra le varie linee troviamo:

Le Selezioni”, con un Nero d’Avola Sicilia DOC; “Nino”, Rosso Sicilia IGT a base di Frappato, Perricone, Nero d’Avola, Nerello Mascalese; un Metodo Classico venti mesi sui lieviti, da uve Catarratto e un Syrah Riserva, Delia Nivolelli DOC.

Naturalmente BIO” dove troviamo Nero d’Avola, Grillo e Catarratto tutti Sicilia DOC e un Terre Siciliane IGP Perricone.

Cusora” con due internazionali: Chardonnay e Cabernet Sauvignon Sicilia DOC.

Terre di Giumara” dove sono presenti un Nero d’Avola Sicilia DOC e tutti vini Terre Siciliane IGP, tra cui: Grecanico, Inzolia, Zibibbo, Frappato e Nerello Mascalese in blend e infine un Syrah.

Inoltre” con “Tagos”, Grillo frutto di una vendemmia tardiva, una Marsala cinque anni Superiore Riserva e anche la produzione dell’Olio Extra Vergine d’Oliva IGP Sicilia.

Tasari” dove sono presenti un ulteriore vino bianco e un rosso, sempre a base di uve del territorio.

Una curiosità è che le etichette dell’azienda Caruso Minini sono state da poco rielaborate, coinvolgendo una onlus che ospita ragazzi con disabilità mentale.

Prima di passare agli altri vini, un assaggio anche di olio che viene prodotto con una singola varietà di olive coltivate nei venti ettari presso Castelvetrano, varietà Nocellara del Belice. Un buon profumo al naso, con note erbacee, di erba verde appena tagliata e un pizzico di piccantezza al palato.

È il momento di un Frappato, le cui uve finiscono direttamente in pressa, “Frappo” 2022, in quale al naso presenta note di piccoli frutti rossi, fragoline, pesca, albicocca, melone, petali di rosa, gelsomino. In bocca presenta una buona acidità, sapido, rimane una punta di amaro al palato, un buon corpo e una discreta persistenza.

Il terzo vino è “Arancino” (nome insolito per la zona, dove uno dei piatti tipici siciliani viene chiamato al femminile: “Arancina”), un bianco a base Catarratto, che macera circa venti giorni in acciaio. Prima bottiglia di vino in cui non viene messa la capsula e le etichette sono di carta riciclata, nell’ottica di essere sempre più sostenibili. I sentori si caricano e l’albicocca la fa da padrona, ma emerge anche una ciliegia, uno spunto di mandorla, confetto, leggere note mielose. In bocca è fresco e ha una buona beva, ritornano i sentori che si sentivano al naso nella retronasale, un tannino velato e una discreta persistenza.

Ci spostiamo tra le fila dei rossi, con l’internazionale Syrah, Riserva 2016, affinato per due anni in barrique francesi e americane, si apre al naso con sentori di frutti di bosco, note di sottobosco, rosa rossa, ciclamino, note speziate, pepe nero, chiodi di garofano, leggera liquirizia. In bocca entra abbastanza fresco, con un buon corpo, discreta spalla acida, abbastanza minerale e con una discreta sapidità, per una buona lunghezza e un tannino abbastanza velato in chiusura.

Conclusione con il Marsala Caruso Minini invecchiato cinque anni, per questo Superiore Riserva, Secco, con ventisette grammi zucchero. Oltre al Grillo e Catarratto viene aggiunto il mosto cotto, prendendo il colore di Ambrato (una delle ventinove categorie di Marsala). Al naso i sentori sono tenui, di albicocca disidratata, miele d’acacia, noce, fiori di campo secchi, fico secco, sottofondo speziato.
In bocca entra fresco, abbastanza bilanciato, con una discreta acidità, buona persistenza.

Un saluto ad Ylenia ed Aldo, nella speranza di conoscere presto la nuova generazione Caruso, che porta avanti l’azienda blend delle due famiglie Caruso e Minini.

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