De Mondion, una cena stellata in un locale unico, situato a Medina, l’antica capitale dell’isola di Malta
Dopo una giornata di visite tra grotte, paesaggi immersi nella natura, costiere a picco sul mare blu di Malta e, senza farci mancare la scoperta ad un paio di cantine dell’isola, una serata emozionale presso il ristorante stellato De Mondion, situato nel cuore di Medina, l’antica capitale.
Grazie agli amici di Visit Malta, abbiamo avuto il piacere e il privilegio di poter godere del palcoscenico di una storia che si intreccia con la memoria, la bellezza e il gusto: la terrazza del De Mondion, un locale unico incastonato tra le nobili mura dell’hotel Xara Palace Relais & Châteaux.
Il palazzo, costruito nel Seicento per i Moscati Parisio, porta ancora lo stemma di famiglia e le linee barocche che il genio di Charles François de Mondion, da cui ha preso il nome il ristorante, ha donato alla città dopo il terremoto del 1693.
Qui, dove i Cavalieri di Malta hanno lasciato tracce di nobiltà e visione, la storia si è fatta silenzio, rifugio, rinascita. Dalla quiete postbellica, quando lo Xara Palace era solo un ricordo tra le pietre, alla rinascita voluta dalla famiglia Zammit Tabona, che ha restituito al palazzo la sua anima e lo ha consacrato all’eccellenza dell’ospitalità Relais & Châteaux.
La sera si apre con il pane di lievito madre, l’olio delle Xara Gardens e il burro di Bretagna: gesti semplici che preparano il palato e lo spirito. Lo chef Gabriel Caruana, con la sua storia personale che si riflette in ogni piatto, ci accompagna in un percorso che è racconto di infanzia, casa, crescita.
L’antipasto “Tribute to the Mediterranean Sea” (due piattini distinti a base di gambero e tonno crudi) è un abbraccio salino e un chiaro riferimento al mare che circonda l’isola, reso sontuoso dal caviale Osetra; la “Cocotte di lumache della Bebbuxellu Farm” è un ritorno alle radici, dove il burro di patate e il brodo di cipolla si fanno carezza.
I primi piatti esordiscono con un “Tortellone di capretto Ta’ Zeppi Far con, limone e latte di capra”, sintesi di terra e memoria, mentre la “Ricciola alla plancha, con pomodoro Hemsija e salsa provenzale”, racconta la freschezza e la luce di Malta, con uno sguardo sul mare. Passando ai secondi, il “Piccione di Bresse, con salsa Madeira e pepe di Noirmoutier”, è il trionfo della tecnica e della passione, arricchito dal tartufo nero stagionale per chi vuole osare ancora.




Ogni piatto è una pagina del diario dello chef, che si svela con pudore e intensità. “Childhood Memories” chiude il percorso con dolci che parlano di casa, giochi, sogni, nel ricordo della sua infanzia, mentre la “Tarte Ambroisie Bernard Pacaud” e i “Petit Fours” sono il sigillo di un viaggio che non si vorrebbe finisse mai. 

Come sempre è il vino che diventa voce narrante e complice, spaziando dai vini dell’isola, a vini europei, balzando oltreoceano. Il Cote de Provence dell’azienda Château L’Auzade apre la danza con freschezza e mineralità, seguito dal locale “Jeanparisot”, Ta’ Betta Wine Estate, che esalta le note mediterranee e accompagna il mare nel piatto. Il “Vinos Finos” Rioja 2016, Viña Gravonia porta in tavola la storia e la profondità della Spagna, mentre, ritornando a giocare in casa, il Markus Divinus “Kirah” 2021 sorprende per la sua vivacità e struttura. Non poteva mancare un altro francese, proveniente dalla regione della Beaujolais, Morgon 2022 dell’azienda Jean Foillard, giovane e vibrante, dialoga con le carni e le emozioni più intense; mentre, facendo un salto oltreoceano con “Othello” 2013 della Dominus Estate di Christian Moueix, incontriamo profondità e complessità, come pagine di un romanzo che si svela lentamente. Il gran finale è affidato al “Kopke” 20 Years Old Tawny Porto, un sorso che racchiude il tempo, la pazienza, la sapienza, e chiude la serata con la dolcezza di un arrivederci.

La location ti coccola nel pieno del relax, mentre il personale è presenza discreta e attenta, capace di anticipare i desideri e di raccontare, con passione, la storia del luogo e dei piatti. La terrazza, sospesa tra cielo e pietra, regala una vista che commuove: Mdina si illumina, la notte avanza, e il palazzo sembra respirare insieme agli ospiti.
Questa esperienza è stata un viaggio nell’anima di Malta, tra sapori, storie e persone che sanno accogliere con il cuore. Grazie a Visit Malta che ci ha permesso di raccontare questo luogo straordinario, dove la cucina diventa emozione e la bellezza si fa memoria.
E mentre la notte avvolge Mdina, resta la gratitudine per chi sa trasformare una cena in racconto, un vino in poesia, un luogo in casa.


