Eraldo Dentici, tra le campagne umbre nei pressi di Montefalco (Perugia)

Eraldo Dentici, un po’ di relax tra i vigneti dell’Umbria; assaggi delle bottiglie prodotte e qualche prelibatezza gastronomica locale

15 Luglio 2021

Dopo una prima parte di settimana nel caos cittadino della stupenda Napoli ci si sposta in Umbria per trovare un po’ di relax e la scelta ricade sull’azienda Eraldo Dentici, vedendo spesso ottimi commenti, dagli amici virtuali e non, presenti nei vari social che hanno fatto aumentare la curiosità di approfondirne la storia e filosofia.

Prima di arrivare da Eraldo Dentici una piccola tappa intermedia a dieci minuti dalla cantina ci porta a trovare Marco, titolare del caseificio la Redola Verde, in località Turrita, sempre in provincia di Perugia.

Con Marco era stato organizzato un incontro virtuale nel mese di maggio, durante il quale è stato abbinato in diretta uno dei suoi formaggi di pecora con il Primitivo di Enoz Winery. Essendo di passaggio e volendo conoscere Marco di persona l’occasione è buona per toccare con mano la sua fattoria, che conta circa una sessantina di pecore, con un agnellino appena nato, maiali cinta senese, galline, conigli, cavalli.

Dopo un piccolo tour per fare la conoscenza di tutti gli animali presenti, siamo stati deliziati dagli ottimi formaggi che produce Marco, dai più freschi ai più stagionati, accompagnandoli da una bollicina metodo ancestrale.
Un aperitivo con i fiocchi per poi dirigerci da Eraldo Dentici, con qualche mezz’ora di ritardo.

L’azienda è situata tra le campagne di Montefalco, a dieci minuti dal centro del paese, e si raggiunge dopo aver percorso qualche centinaio di metri in una strada sterrata.
Finalmente in mezzo al nulla, dove l’unico rumore serale è quello delle cicale e l’unica cosa fastidiosa sono le zanzare, ma per godere di un po’ di relax sono assolutamente sopportabili.
Ad accoglierci sono Eraldo, la moglie e i due figli Romeo e Virginia, quest’ultima di soli due anni, ma già con un grande spirito di guida dell’azienda e subito ci illustra l’orto e i vigneti circostanti.

Ci accomodiamo nella parte esterna, dove si possono scorgere i sette ettari di vigna, tutti a corpo e, nella parte frontale dell’abitazione/azienda, si può notare la predisposizione per un nuovo impianto vitato, due ulteriori ettari di trebbiano spoletino e altre uve a bacca bianca.

Eraldo DenticiEraldo è il protagonista di questa azienda che non trova origini famigliari ma è stata fondata da zero, imparando il mestiere del vignaiolo sul campo ed in cantina. La casa che possiamo vedere oggi era una costruzione diroccata e negli anni è stata restaurata, ricavandone anche degli appartamenti per gli ospiti; gli impianti vitati sono stati creati ex novo e la cantina, al piano interrato, da un semplice garage è stata ampliata con il passare del tempo.

Il progetto di fare il viticoltore è nato un po’ per gioco e un po’ per casualità, poiché Eraldo Dentici da adolescente si divertiva a fare il dj e bighellonare con gli amici. Il suo sogno era quello di far architettura, ma viste le tempistiche per finire le superiori fu accantonato. Alla chiamata della leva militare l’unico modo per scantonare questo anno, secondo lui sprecato, era quello di avere un’attività con partita iva e, in concomitanza con la concessione da parte della Regione Umbria di alcune quote e finanziamenti per la coltivazione della vigna, provò a cimentarsi in questa pratica, fino a quei tempi poco conosciuta.

Le prime vinificazioni risalgono ai primi anni duemila, con la vendita del vino sfuso e la produzione di circa mille bottiglie; erano gli anni d’oro del Sagrantino, anni in cui l’uva veniva pagata cifre molto alte, oggi impensabili. Nel 2005 Eraldo, che aveva anche altri lavori, si iniziò a dedicare a tempo pieno alla viticultura e, tre anni dopo, cominciò a non vendere più l’uva per concentrarsi sulla produzione di vino in bottiglia.

Gli alti e bassi sono stati diversi e l’unico modo per poter superare i cali ciclici nelle vendite, tra una crisi e l’altra, è stato quello di aprire delle enoteche in punti strategici della regione, come Montefalco, Gubbio e Spello, delle quali ad oggi ne resta sono una aperta e una deve riaprire a stretto giro.

Un altro step fondamentale per l’azienda è stato nel 2015, quando la concentrazione delle energie si indirizzò nelle lavorazioni naturali sia in vigna sia in cantina; considerando che anche precedentemente non c’è mai stata un’esasperazione di trattamenti o l’incentivazione di pratiche dedite alla chimica.

Oggi si cerca di trattare il meno possibile, con rame e zolfo quando necessario, tutti i vigneti sono inerbiti e si pratica il sovescio per colmare l’assenza di ferro nei terreni. Terreni che sono principalmente caratterizzati da argilla, che può variare da metro a metro, assumendo diverse colorazioni, più spinte verso tonalità di giallo, grigio o marrone scuro. Anche il clima in questa zona è molto particolare, con un tasso di umidità piuttosto elevato, giornate calde, con nottate caratterizzate da correnti fredde e per fortuna con una costante ventilazione che giova la sanità delle vigne.

La volontà e gli investimenti nella ricerca per cercare di eliminare il rame, con prodotti derivati dalla natura come alghe marine, erba medica, bergamotto, tutti biostimolanti per favorire le autodifese della pianta.

Per assaggiare i vini, ci sediamo nella sala degustazioni interna, davanti ad un piatto di delizioso prosciutto umbro. Le bottiglie prodotte sono circa trentacinque/quaranta mila per anno e cominciamo con le due dedicate ai figli. Romeo e Virgì, le cui rispettive etichette riportano l’immagine dei piedini dei due piccoli.

Eraldo Dentici Entrambi rosati, con un contatto minimo sulle bucce e fermentazioni spontanee, nati come metodo ancestrale di Sangiovese il primo e Sagrantino il secondo.

Romeo 2020 è il frutto dell’assemblaggio di cinque diverse vasche di uve raccolte in tempi diversi; si presenta al naso vivace, con sentori di lampone, frutta rossa, rosa, pot pourrì di fiori, che ingannano bene l’alcolicità. In bocca un leggero petillant stuzzica le papille gustative, il sorso è pieno, abbastanza minerale e con un tocco di acidità, chiude abbastanza persistente.

Eraldo Dentici

Virgì 2020 a base di uve Sagrantino che vedono l’assemblaggio di tre vasche differenti, al naso è più “arrogante”, con un’accezione sicuramente positiva, ed emergono sentori di mosto, prugna, frutta rossa. Il gusto è più incisivo e verticale, con un tannino che emerge nella parte finale, maggior sapidità e lunghezza in bocca.

Davanti ad una ricca grigliata di carne, passiamo ai vini rossi che sono la parte dominante dell’azienda, cominciando con “Musa” 2019, nome che proviene dall’opera di un’artista spoletino, Cosimo Brunetti, raffigurata in etichetta.
Sangiovese al 100% che effettua una macerazione di circa cinquanta giorni in vasche d’acciaio e affina nello stesso contenitore per almeno tre mesi, oltre ad un risposo in bottiglia prima di essere immesso nel mercato. I sentori principali sono una concentrazione di frutta rossa, frutta sotto spirito, leggera spezia; per un gusto intenso, caldo e avvolgente al palato, una buona mineralità e lunghezza in bocca.

Eraldo Dentici

Passiamo al “Corcurione”, che prende il nome dal presunto fondatore della città di Montefalco, il senatore romano Marco Curione. Un blend di uve 60% Sangiovese, 30% Merlot e 10% Sagrantino; affinamento in legno usato per circa nove mesi. Questa è l’etichetta più prodotta dall’azienda ed incontra il gusto della maggior parte dei consumatori, con i suoi sentori di frutta rossa, more selvatiche, lamponi, vaniglia, liquirizia, una speziatura dolce e una buona morbidezza al palato, avvolgenza nel gusto, intensità, persistenza e se vogliamo con un carattere un po’ ruffiano.

Eraldo Dentici

Dopo due rosati e due rossi a rompere le righe è “Esimio” 2019 (una delle ultime due bottiglie rimaste), forse il vino più conosciuto di Eraldo Dentici, almeno nell’ultimo paio d’anni. Il nome e l’etichetta riprendono un’opera dello stesso Cosimo Brunetti e l’uvaggio è composto da Grechetto, Trebbiano e Chardonnay. Un punto di rottura con un bianco intenso sia nei profumi sia nel gusto, il quale deve trovare la giusta grazia, a mio avviso, in abbinamento o in una fase più prossima alla meditazione.
La macerazione delle uve è di circa due mesi per quest’annata e l’affinamento avviene sia in acciaio sia in barrique di rovere usate. Al naso emergono sentori di arancia disidratata, note di miele, frutta candita, note salmastre. Al palato emerge la trama tannica che si accompagna ad una buona sapidità e persistenza. La curiosità nello scoprire come può evolvere nel corso degli anni, ma il problema/non-problema principale è che le bottiglie sono sempre inferiori alla richiesta.

Eraldo Dentici

Per ultimo l’enfant terrible, il Sagrantino nella sua versione “Montefalco Sagrantino DOCG” dell’annata 2015, dal nome di un’altra opera dello stesso artista “Cipriano” e l’etichetta che raffigura un dipinto dell’artista Cipriano Piccolpasso.
Anche per il “Cipriano” circa cinquanta giorni di macerazione e fermentazione spontanea, per poi affinare circa tre mesi in acciaio, almeno due anni in botte e non meno di sei mesi in bottiglia.
Una conclusione complessa, come solo il Sagrantino sa essere, con una balsamicità che accompagna una frutta sotto spirito e una buona alcolicità, oltre alle note di spezia e liquirizia. In bocca il tannino è il protagonista principale che apre le porte ad una buona mineralità ed acidità e anche in questo caso lo sguardo ed il pensiero mi portano al futuro.

Cena e degustazione con i fiocchi che si conclude con un sigaro, le ultime curiosità e chiacchiere, intervallate dalla presenza di Virginia, che è la più sveglia ed attiva di tutta la compagnia.

Il nome dell’azienda Eraldo Dentici fino a qualche anno fa era Cantina Rialto, trovandosi in zona “Rialto”, un luogo rialzato rispetto alla media dei terreni circostanti. La similitudine per le iniziali ad un famoso calciatore e la volontà di dare un’identità più personale al brand hanno influito nella trasformazione del nome in quello attuale.

Eraldo Dentici

Dopo un riposo coccolati dalla pace delle campagne umbre la mattina seguente un giro tra vigneto e cantina per esplorare i vari ambienti che fanno nascere i vini degustati.

La cantina è il luogo di sperimentazione di Eraldo dove, assieme all’arzillo padre ottantenne che lo supporta nelle attività, gestisce tutti i processi fino all’imbottigliamento e allo stoccaggio e ulteriore affinamento delle bottiglie.
L’acciaio la fa da padrone, ma la volontà è quella di ritornare al cemento e gli investimenti sono in questa direzione. Ruolo secondario per il legno che trova spazio in una piccola barricaia, principalmente popolata con barrique di rovere usate.

Eraldo Dentici

Una cantina a tutto tondo, dove ti sembra di essere in famiglia, grazie all’ospitalità e la gentilezza che tutti i suoi protagonisti sanno offrire.

Sarà sicuramente un piacere tornarci, ma prima dei saluti qualche scorta di bottiglie e maglietta numero 65 per Eraldo Dentici.

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