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giovedì, 13 Giugno, 2024

Fattoria di Poggiopiano, tra le colline di Fiesole (Firenze)

Fattoria di Poggiopiano, in compagnia di Mauro Galardi per un percorso di degustazione dall’olio al vino prodotti in azienda, trovando riposo nello splendido agriturismo con vista

28 Gennaio 2022

Fattoria di PoggiopianoDopo almeno due anni di conoscenza, finalmente sono riuscito a toccare con mano le meraviglie dell’azienda Fattoria di Poggiopiano, all’interno delle colline di Fiesole, a soli sette chilometri da Firenze.

La stradina che porta alla fattoria non è delle migliori, ma vale la pena affrontare poco più di un chilometro di curve e salite per arrivare prima all’agriturismo e quattrocento metri dopo alla cantina, dove ad accogliermi è Mauro Galardi. Coincidenza vuole che la figlia Martina sia stata febbricitante e l’incontro, per un saluto, sia avvenuto solo a distanza di qualche metro.

Essendo ormai calato il sole ci accomodiamo nella sala degustazioni adiacente alla casa dove vive la famiglia, un casolare risalente alla metà del 1600 nella sua forma originaria di fienile, creato con i sassi estratti dai campi circostanti, ampliato attorno al 1750 (data incisa e ritrovata durante il più recente restauro).

Fattoria di PoggiopianoPrima di affrontare la storia dell’azienda e gli assaggi dei vini un focus su un altro prodotto di eccellenza dell’azienda Fattoria di Poggiopiano, l’olio extravergine di oliva. Attorniata da ulivi questa realtà produce alcune migliaia di bottiglie di olio per anno, dipendentemente dall’annata e dalla generosità delle piante, da cui di media, nelle colline fiesolane si ottengono duecento grammi di olio per ognuna. Le varietà sono principalmente Frantoio, Moraiolo, Leccino e gli alberi, oltre ai nuovi e più recenti impianti, sono stati per la maggior parte ripristinanti dopo la devastante gelata del 1985, dove la temperatura è arrivata a meno ventitrè gradi. Questo si può notare dalla loro attuale conformazione, carente del ceppo centrale, per espandersi con alcuni fusti più ridotti attorno a quello che un tempo era il fulcro della pianta. Per capire la mentalità dell’azienda, che poi si riflette in vigna, Mauro evidenzia che i trattamenti sono effettuati solo in ottica di prevenzione, principalmente con rame e caolino, oltre alle trappole cromotropiche e feromoniche per combattere le mosche che depongono le uova all’interno delle olive, nel periodo in cui queste sono più morbide e vulnerabili.

Fattoria di PoggiopianoDopo qualche accenno più o meno tecnico a tema olio si arriva all’assaggio di questo prezioso nettare verde, sia con un pezzo di pane, sia da solo, per capirne le varie sfumature e l’impatto che ha sul cibo. Da quanto sono riuscito a percepire, non avendo alcuna nozione né tecnica né di degustazione, se ne intuisce la freschezza, un leggero gusto amarognolo e un piccante che non disturba oltre ai profumi che ricordano il carciofo, l’erba fresca, il cardo.

Prima di iniziare a degustare i vini un excursus sulla storia della Fattoria di Poggiopiano, partendo dal nome, che proviene dalla parte pianeggiante della collina dove sorgono i due casolari che oggi rappresentano agriturismo e cantina. Un tempo queste erano abitati dai mezzadri che lavoravano i campi del proprietario terriero, la cui abitazione, oggi di altri proprietari, sorge tra le due residenze della famiglia Galardi.

Fattoria di PoggiopianoL’acquisto dei terreni e degli immobili è stato fatto dal nonno di Mauro, che proveniva dal settore dell’industria meccanica, occupandosi in particolare della produzione di frantoi oleari e macchine per la produzione di vino e farina. Balzando a cinquant’anni dopo e scavalcando una generazione ad entrare in azienda Mauro, che dal 1991 ha iniziato un percorso di nuovi restauri per ottenere, dopo l’inizio dell’attività vitivinicola in bottiglia, quello dell’attività ricettiva, dotandosi di dodici unità abitative, con tanto di piscina lunga diciassette metri. Nel corso dei decenni è cambiata anche la filosofia, spostandosi da una produzione copiosa, con vigne sfruttate al massimo, alla cura minimale dei grappoli più piccoli e spargoli, aumentando la qualità a discapito della quantità.

Oggi l’azienda è gestita da tutta la famiglia, con l’aiuto di alcuni collaboratori e una delle protagoniste è Martina, figlia di Mauro e ultima generazione Galardi, laureata in enologia e specializzata sia nei processi di cantina, a fianco dell’enologo, sia per quanto riguarda gli aspetti più commerciali e legati al marketing. Dopo alcune esperienze internazionali tra Bordeaux e Nuova Zelanda, la possibilità di fare uno stage in una cantina francese nella direzione commerciale e marketing, ha arricchito il suo profilo degli aspetti meno tecnici dell’enologia, ma più legati alla comunicazione, promozione e vendita.

Fattoria di PoggiopianoLe bottiglie prodotte sono circa trentamila per anno e cominciamo gli assaggi con la bottiglia seicentocinque di seicentosettantadue di “Vin Orange” 2018, un vino ottenuto dalla macerazione sulle bucce di Trebbiano e Verdicchio, per sessanta giorni in acciaio e un affinamento di otto mesi in barrique. Dal colore ambrato, esprime al naso sentori di frutta secca, albicocca disidratata, fico secco, pepe e una nota tostata nel finale; al palato fresco e di buona beva, con discreta acidità e buona mineralità, abbastanza persistente con un leggero tannino in chiusura.

Fattoria di PoggiopianoPassiamo subito ai rossi di Fattoria di Poggiopiano con il Chianti Superiore 2016 “Voce alla Terra”, dal nome che sottende la sua nascita in vigna da una materia di grande qualità. Un Chianti che vede al suo interno l’80% di Sangiovese, 15% di Colorino e un tocco internazionale con il 5% di Cabernet Sauvignon, i quali fermentano separatamente in acciaio e dopo un affinamento sulle fecce fine per poco più di una settimana, il vino viene “messo a pulito” mediante un travaso e fatto affinare per una parte in acciaio e per l’altra in barrique, per un totale di cinque anni, costantemente monitorati sia dall’olfatto sia dal palato, per sapere quando è il momento giusto per andare in bottiglia.

Al naso spiccano i frutti di bosco, la marasca, fiori rossi, leggere spezie e note di tabacco oltre ad uno spunto erbaceo per un gusto ben equilibrato, avvolgente, una buona mineralità e un tannino setoso, oltre alla buona persistenza. Un vino che ben si sposa con il tagliere di salumi e formaggi in abbinamento, tra cui finocchiona, salame casentino, lonzino e un pecorino toscano.

Fattoria di PoggiopianoL’ultimo assaggio è un’anteprima di un taglio bordolese, Merlot e Cabernet Sauvignon lasciato in pianta a surmaturare; annata 2017 e affinamento tra anfora di terracotta e barrique.
Un vino dai sentori di frutta rossa, lampone, violette, leggermente erbaceo, speziato, note di liquirizia e vaniglia; in bocca è pieno, morbido, abbastanza minerale e ben persistente, con un tannino già ben smussato.

Dopo aver degustato alcuni dei vini accompagnati a pietanze tipiche regionali rimandiamo la scoperta della cantina al giorno successivo, trovando un po’ di riposo in una delle stanze dell’agriturismo, nel silenzio delle colline fiesolane.

Fattoria di PoggiopianoL’indomani con un po’ di luce uno sguardo ai vigneti principali a corpo, circa cinque ettari, che trovano spazio tra i due casali e sorgono in un terreno ricco di argilla, ma anche di scheletro, il tipico galestro che rende oneroso in termini di tempo e denaro ogni nuovo impianto. Fattoria di Poggiopiano è certificata BIO ormai da venticinque anni, una delle prime aziende della zona ad aver intrapreso questo percorso. I trattamenti sono effettuati con rame e zolfo, lasciando le vigne inerbite spontaneamente e adottando la tecnica del sovescio, con la semina periodica di trifoglio, pisello, favino e altre piante favorevoli alla vite. Le concimazioni avvengono con letame a, quasi, chilometro zero, dal vicino Mugello.

Fattoria di PoggiopianoOltre alla prevalenza di ettari coltivati a Chianti e gli internazionali Merlot e Cabernet, Mauro mi svela anche che è stato il primo a piantare il Verdicchio in Toscana, in un tempo in cui non era ancora un vitigno autorizzato, per la produzione di vini a indicazione geografica in questa Regione e, pertanto, imbottigliato come vino da tavola. La scelta del Verdicchio è stata conseguenza di una sperimentazione dell’Università di Agraria di Firenze su vitigni bianchi non autoctoni toscani, che ha evidenziato le potenzialità del Verdicchio anche in questa zona.

Fattoria di PoggiopianoDopo la vigna la cantina di Fattoria di Poggiopiano, che si estende in una parte esterna, con alcune vasche d’acciao e due ambienti interni, il primo vicino alla sala degustazioni, mentre il secondo sotto all’abitazione di famiglia, rispettivamente una sala per le vinificazioni, magazzino ed alcuni affinamenti, mentre l’altra dedicata agli affinamenti sia in contenitori di acciaio sia botti di legno e un’anfora di terracotta.

Fattoria di PoggiopianoAll’esterno viene posizionata la pigiadiraspatrice e, dopo la vendemmia, le uve a bacca bianca subiscono una pressatura soffice, con pressa pneumatica a polmone, per poi fermentare nelle vasche termo condizionate con lieviti selezionati, mentre le uve a bacca rossa, si lasciano in macerazione per il tempo necessario ad estrarre colore e profumi. Durante questo processo, che dura tra i sette e i venticinque giorni vengono effettuati frequenti rimontaggi e anche dopo la fermentazione il vino si lascia riposare sulla sua feccia fine, arricchendosi così di mannoproteine, prima di essere travasato e lasciato affinare, periodo nel quale si svolge anche la fermentazione malolattica.

Fattoria di PoggiopianoI vini arrivano per caduta nella sala adibita ad affinamento in acciaio e magazzino, dove lo stock di bottiglie riposa a temperatura costante. Le vasche sono tutte saturate con argon, così da non permettere al vino di ossidarsi. Gli spazi di Fattoria di Poggiopiano sono limitati e ancor di più nella cantina ricavata dalla ex stalla all’interno della casa dove abitano Mauro e la moglie, con un progetto di ampliamento in stand-by, ormai da cinque anni, per più di qualche cavillo burocratico.

Fattoria di PoggiopianoNon poteva mancare uno sguardo anche alla piscina, che pur essendoci una temperatura poco idonea, fa venir voglia di un tuffo per godere della vista sulla Valle dell’Arno, rilassandosi tra gli ulivi e le vigne.

Fattoria di PoggiopianoIn attesa di tornare a godere di questo magnifico posto e panorama, maglietta numero 137 per Martina e foto con papà Mauro!

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