Il Filò delle Vigne a Baone, nella zona sud dei Colli Euganei (Padova)

Il Filò delle Vigne, un incontro con Matteo, tuttofare di questa azienda situata nell’estremo sud dei Colli Euganei, a Baone

04 Settembre 2021

Filò delle VigneDopo diversi tentativi di visitare il Filò delle Vigne, assaggiandone più volte i vini, riesco ad organizzare con Matteo un incontro, nel pieno del marasma dei travasi post-vendemmia delle uve a bacca bianca.

Matteo è l’anima di questa piccola realtà, situata nell’estremo sud dei Colli Euganei, a Baone; un perito agrario che dal 1999 fa parte dell’azienda, occupandosi quasi a trecentosessanta gradi delle attività che spaziano dalla vigna, alla cantina, all’accoglienza e alla parte commerciale.

Sono arrivato qua che non sapevo fare il vino, sono diplomato come perito agrario, ma poi ho imparato e ho sposato il progetto Filò delle Vigne”.

Filò delle VigneSicuramente la sua passione per il mondo dell’enologia era ben insita nel DNA, grazie anche alla famiglia che da sempre possiede appezzamenti vitati per una piccola produzione casalinga.

L’inizio della storia dell’azienda, per come la possiamo vedere oggi, risale tra il 1989 e 1990, anni nei quali hanno cominciato a coltivare e vinificare questi terreni gli allora soci dell’azienda Vignalta, per poi cambiare progetto. Nel 1996, hanno acquistato la proprietà i fratelli Carlo e Sergio Giordani, assieme ad un terzo socio.
La prima importante opera fatta dai nuovi titolari è stata quella di creare un pozzo per la raccolta dell’acqua, elemento indispensabile per il mantenimento delle vigne, che, in queste zone, soffrono di stress idrico.

Filò delle VigneCi troviamo in un territorio caratterizzato al 70% circa da scaglia bianca e scaglia rossa, dove il calcare la fa da padrone. Sono presenti anche tracce di marna vulcanica, rocce basaltiche e trachite che segue diverse conformazioni, dipendentemente dal processo in cui si è raffreddata la lava, più solida o più friabile.

Il Filò delle Vigne ad oggi conta ventidue ettari per lo più a corpo, con l’80% di uve a bacca rossa.

Filò delle VigneLe lavorazioni vengono fatte rispettando il più possibile l’ambiente circostante, cercando di entrare in vigneto con il trattore solo se necessario. Questo tema sta facendo meditare l’azienda su una possibile conversione BIO, che però richiederebbe più trattamenti, pur abbandonando i pochi sistemici che effettuano. Il biologico è sicuramente visto di buon occhio, anche se la riflessione si estende al numero maggiore dei passaggi in vigna e lascia la scelta ad oggi in stand-by.
Non vengono, ormai da anni, effettuati diserbi e si lavora con macchine che muovono la terra tra i filari e le varie piante.

Generalmente le rese sono molto limitate con mezzo chilo/un chilo di uva per pianta; rese che in alcuni vigneti possono arrivare a dieci/quindici quintali di uva per ettaro. Matteo afferma che “la produzione ideale in un metro quadro di foglie e di un chilo d’uva”.

Filò delle VigneTra un lavoro e l’altro in cantina Matteo riesce a trovare il tempo di accompagnarmi nella vigna di fronte alla struttura principale dell’azienda Filò delle Vigne. Siamo in un’isola felice, distanti da strade e autostrade e gli appezzamenti sono caratterizzati da una prima parte in cui sono piantate vecchie varietà, a piede franco, tra cui Marzemina Nera Bastarda, Corbina, Corbinona, Pattaresca; mentre proseguendo verso valle, in una sorta di sella di cavallo, si trovano Merlot e Cabernet Sauvignon.

Alla fine dell’immaginaria sella sorgeva un’azienda di circa tre ettari piantati a Pinot Nero, acquistata qualche anno fa dal Filò delle Vigne. La peculiarità di questi terreni è che li è situato un secondo pozzo con una capacità di erogazione d’acqua di duemila/tremila litri al minuto, un toccasana per questi terreni così aridi.

Alzando lo sguardo si può vedere svettare il Monte Cecilia, sul quale si trovano degli altri appezzamenti dell’azienda con piante di Riesling, Carmenere e Cabernet Franc, oltre a un piccolo vigneto di Cabernet Franc Francese, le cui uve ogni anno non arrivano alla vendemmia poiché vengono mangiate dai cinghiali.

Ripercorrendo la strada verso l’azienda si può intravedere l’ex convento e la villa adiacente che oggi ospita gli spazi della cantina. Il primo stabile è una costruzione del 1300 mentre la villa è più recente, eretta nel diciassettesimo secolo.
Filò delle VigneDalle foto presenti all’interno della sala degustazioni, scattate antecedentemente al primo conflitto mondiale, si possono notare delle vigne ad alberello. A testimoniare la produzione di vino in quelle zone, sono anche i ritrovamenti di alcune bottiglie di vino dolce, probabilmente destinate al consumo durante le celebrazioni ecclesiastiche.

Tornando al punto vendita interno è giunto il momento di degustare i vini, partendo da un calice di mosto di Chardonnay, la cui uva è stata vendemmiata due giorni prima ed è in fase di travaso verso le barrique, per la fermentazione e successivo affinamento per produrre il vino “Calto delle Fate”.

Filò delle Vigne

Dopo questo assaggio di succo dai caratteri tropicali, di mela e pera passiamo alla bottiglia di RosèOphrys” 2020, il cui nome deriva da un’orchidea tipica dei Colli Euganei, a base di vecchie varietà autoctone. Vino affinato in solo acciaio, fresco a verticale, dai sentori di albicocca, note erbacee e piccoli frutti rossi, con una buona acidità e mineralità; ottimo ingresso nel mondo Filò delle Vigne.

Una curiosità sul nome dell’azienda: questo proviene dal modo di dire “Fare Filò” ossia raccontare una storia, associando quanto può raccontare una vecchia vigna, sia in pianta sia con i suoi frutti e nel vino che si produce.

Precedentemente l’azienda si chiamava Cecilia di Baone e poi Tenuta di Teralba, come testimonia una bottiglia del 1963 ormai diventata un ornamento.

Filò delle VignePassiamo al Rosso d’ingresso dell’azienda, che come il precedente è chiuso con il tappo stelvin: “Volo” 2020 a base di Merlot per il 70% e Cabernet Franc il restante 30%, affinato per meno di un anno in acciaio. Vino schietto e diretto, dai sentori di frutta rossa, mora, gelso, rosa canina, note di radice di liquirizia per un gusto diretto, dalla buona acidità e mineralità oltre ad una discreta persistenza.

E’ il turno di “Cecilia di Baone” 2017, che prende il nome dal Monte Cecilia, 50% Merlot 50% Cabernet Franc affina due anni in cemento. Al naso emergono note di frutta a bacca nera, spezie, note erbacee e di liquirizia. Una buona acidità in bocca, minerale e con un tannino che si fa sentire.

Il terzo rosso è “Casa del Merlo” 2018, Merlot 100% prodotto per la prima volta nel 2012 (“dal 2000 al 2012 abbiamo fatto delle prove”); in questo caso viene utilizzato legno nuovo per l’affinamento di circa dodici mesi. Sentori più complessi di frutta rossa, confettura, ma anche tabacco e cuoio, con le note di legno che si fanno sentire. In bocca è più morbido del precedente, il tannino è più setoso e non mancano mineralità e buona acidità, che sono delle costanti di questi vini.

Filò delle VigneFiniamo con il vino forse più conosciuto del Filò delle Vigna: “Borgo delle Casette” 2016, dal nome della località in cui si trova l’azienda, 70% Cabernet Sauvignon e 30% Cabernet Franc, affina in barrique di primo, secondo e terzo passaggio. Al naso emergono note di frutta matura, frutta sotto spirito, ma anche frutta secca, caffè, note di tabacco, spezie con un buon equilibrio in bocca, minerale e persistente.

Gli altri vini prodotti sono: “Luna nel Parco”, Moscato Giallo secco; “Io di Baone”, ottenuto da vecchie varietà autoctone a bacca rossa; “Calto delle Fate” a base di 70% Chardonnay al 70% e 30% tra Riesling Italico e Tai; “Terralba di Baone” con 40% Chardonnay, 30% Riesling e 30% Tai ed infine un Moscato Fiori d’Arancio spumantizzato.

Filò delle VignePrima di lasciare Matteo ai numerosi lavori, diamo uno sguardo alla cantina, che è parzialmente scavata nella roccia. All’inizio di questa avventura, a fine anni ’90 in azienda si contavano una ventina di barrique estremamente esauste, mentre oggi si possono vedere vasche in acciaio, cemento e una barricaia con botti di diversi passaggi, cercando di acquistarne ogni anno di nuove. Le fermentazioni avvengono quasi tutte in maniera spontanea e si cerca di inficiare il meno possibile nelle varie fasi dalle vinificazioni agli affinamenti e successivo imbottigliamento. Filò delle VigneIl Filò delle Vigne è arrivata a produrre circa quaranta/quarantacinque mila bottiglie per anno, con una potenzialità di poterne produrre fino a settanta/ottanta mila.

Negli anni abbiamo capito come fare il vino partendo dalla vigna, negli altri processi possiamo solo rovinarlo.

Filò delle VigneQuesta la frase con cui mi lascia Matteo con la promessa di rivederci con più calma, ma intanto per lui maglietta numero 77!

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