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lunedì, 4 luglio, 2022

Due chiacchiere con Marco, inventore del Gin Sospiri

Due chiacchiere con Marco, inventore del Gin Sospiri, prodotto con le botaniche dell’isola veneziana di Sant’Erasmo

Una chiacchierata con Marco, conosciuto grazie alla passione comune per il beverage, dietro al banco di una manifestazione locale, intento nella miscelazione del Gin Sospiri, che ha creato e da poco lanciato sul mercato.

Gin Sospiri

Anche se non ama mettersi in mostra e parlare di sé, i suoi due metri e due centimetri di altezza lo fanno sicuramente notare ed innescano automaticamente il pensiero sul suo possibile passato da cestista.
Effettivamente le allusioni vengono confermate e la sua vita è stata alternata dal basket e dalla passione per il mondo del bartending, che lo hanno portato ad intraprendere prima gli studi all’istituto all’alberghiero e poi il lavoro di barman e bar manager.

Una carriera iniziata tra i banchi, o meglio dietro ai banchi, di diversi locali di Venezia; consolidata con gli studi nel panorama milanese, per poi volare verso Londra e Barcellona.

Gin SospiriA Venezia ho imparato tanto, ma la mixology di allora era abbastanza comune e sappiamo bene che gli insegnamenti dei vecchi barman sono spesso legati al ruba con l’occhio. Ho deciso così di spostarmi prima a Milano, poi a Londra ed infine a Barcellona, così da trovare finalmente qualcuno che mi spronasse e valorizzasse alcune idee innovative”.

Un percorso coltivato passo dopo passo, abbandonando la carriera sportiva per la passione della mixology.

L’esperienza di Londra e un viaggio in Scozia, che gli ha aperto il mondo alla spiritualità intrinseca degli spirits, principalmente con il whisky, hanno messo le fondamenta per la costruzione di un futuro legato a questo settore.

I mattoni invece sono stai eretti nel capoluogo catalano dove Marco ha diretto tre diversi locali, nei quali i distillati e i cocktail erano i protagonisti principali.

In uno di questi c’è stata anche la possibilità di sperimentare alcune distillazioni tramite un alambicco discontinuo tradizionale, che gli permetteva di creare i propri gin; i più bizzarri all’aglio nero, al wasabi e addirittura alla birra.

Gin Sospiri

Un percorso che si è concluso con il primo lockdown e il ritorno in madre patria, arricchito da un bagaglio di esperienze, idee, emozioni che ben presto hanno trovato la concretizzazione nel Gin Sospiri.

Proprio durante questo periodo Marco ha iniziato a coltivare alcune piante aromatiche nell’isola veneziana di Sant’Erasmo, oltre a raccogliere e scoprire le proprietà di un asparago di mare che vive in laguna: la salicornia. Una particolarità del terreno che coltiva nell’isola, nota ai più per il carciofo violetto, è che si presenta in alcuni punti più basso del livello del mare e una delle sue caratteristiche principali è il ricco contenuto di sale.

Gin Sospiri

La filosofia che accompagna il Gin Sospiri è quella di poter essere sostenibile in tutto: le etichette sono in cotone, con le scritte ricavate da un colore ottenuto con gli scarti delle lavorazioni delle erbe (che vengono tassativamente coltivate e raccolte a mano), denominato “Verde Sospiri”. La plastica è stata abolita da tutta la filiera e i macchinari usati sono a bassa emissione di CO2.

L’idea alla base è stata quella di creare un distillato che avesse i sentori del ginepro, ma a farla da padrona fosse la salicornia, accompagnata dalle castraure, tipiche dell’isola, pistilli del cardo mariano, basilico e timo limonato, per una nota più acida, senza l’utilizzo di agrumi (di certo non autoctoni di Sant’Erasmo).

Il processo di distillazione avviene in una distilleria di Crespano, con acque risorgive del vicino Monte Grappa e segue tre fasi, dividendo le erbe in due categorie: la salicornia da un lato e il mix delle altre piante aromatiche dall’altro. La terza distillazione avviene per creare ed ottenere il Gin Sospiri nell’essenza desiderata, dopo aver fatto più di cento prove di distillazioni diverse.

Gin Sospiri

Il nome è emblema della venezianità, con quel Ponte dei Sospiri che un tempo collegava Palazzo Ducale alle carceri, ovvero a morte quasi certa. Revocando cosi quei sospiri durante la degustazione di questo prestigioso distillato.

La produzione asseconda la naturale crescita delle erbe e, da quando il Gin è stato lanciato sul mercato, il 21 giugno 2021, con un evento a Barcellona, ne sono state prodotte tremila bottiglie.

Il primo prodotto è stato il Gin Sospiri, ma non ci si vuole fermare al ginepro, continuando a stupire la clientela con un brand iconico; nella mente di Marco e già in qualche bottiglia ci sono già dei nuovi prodotti, ma ancora non si può anticipare nulla.

In attesa delle novità ci godiamo un Gin Sospiri, botaniche veneziane”, liscio per apprezzarne al meglio tutte le sfumature, ma anche miscelato in un buon cocktail.

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