APPASSIONATO DI VINO - NO INFLUENCER

domenica, 29 gennaio, 2023

Due chiacchiere con Francesca Bardelli Nonino

Una chiacchierata con la sesta generazione della storica Grappa Nonino rappresentata da Francesca Bardelli Nonino

Francesca Bardelli Nonino

Incuriosito dalla presenza nei social, tra cui LinkedIn ed Instagram e dalla sua figura all’interno dell’azienda di famiglia decido di contattare Francesca Bardelli Nonino per una chiacchierata a tema grappa.
L’energica Francesca, dopo aver risposto con entusiasmo alla mia richiesta e avendo fissato un incontro purtroppo virtuale, mi racconta che rappresenta la sesta generazione della famiglia di distillatori friulani: Grappa Nonino.

Laureata in economia, sommelier, bartender e “masterizzata” in Social Media Communication, Francesca si occupa nell’azienda di famiglia di comunicazione online e dei mercati americano e russo. Proprio dall’America un importante premio che ha aperto al meglio l’anno 2020 “Migliore distilleria del Mondo 2019”, titolo conferito da Wine Enthusiast, facendo diventare Nonino la prima distilleria italiana e l’unico brand di grappa a ricevere il titolo.

Una storia lunga più di 120 anni che chiedo a Francesca Bardelli Nonino di raccontare in cinque date salienti:
la prima è sicuramente quella della fondazione: il 1897 è l’anno in cui Orazio Nonino, il
“Quadrisnonno” di Francesca, stabilisce ai Ronchi di Percoto la sede della propria distilleria, esistita fino ad allora solamente sotto forma di alambicco itinerante, montato su ruote.
La seconda data è la data che ha segnato per sempre la storia della Grappa: il 1° dicembre 1973, giorno in cui Giannola e Benito Nonino hanno lanciato la prima grappa di singolo vitigno, il Monovitigno® Nonino. Andando contro la tradizione che vedeva la grappa come il distillato povero di vinacce bianche e rosse mescolate insieme, i Nonino furono i primi a distillare la grappa con vinacce di un unico vitigno e, per dimostrare quanto meraviglioso potesse essere il distillato considerato fino a quel momento “l’acqua di fuoco che bruciava anche la fame”, cominciarono con le vinacce dell’uva più preziosa, simbolo del Friuli-Venezia Giulia: il Picolit.

Fino a quel periodo la grappa rappresentava un distillato povero, fatto con gli scarti della
produzione del fratello maggiore vino, non considerata degna di competere con i distillati più blasonati provenienti da tutto il mondo. Per far capire fin dal primo sguardo che la Grappa Cru Monovitigno® Picolit Nonino era diversa da qualsiasi altra grappa messa fino ad allora sul mercato ci fu una rivoluzione anche nel packaging.

La Monovitigno® Nonino fu infatti imbottigliata in ampolle soffiate a mano da 250 ml, ciascuna con la propria carta di identità firmata da Giannola Nonino.
Un vero gioiello, il cui prezzo di vendita era di 8000 lire l’una.
Fu proprio il prezzo a essere il problema. Il consumatore di grappa dei tempi, abituato a spendere 2000 lire per il bottiglione da due litri, lo considerava spropositato, ma Giannola e Benito sicuri del valore e la qualità del nettare che avevano distillato, piuttosto che svenderlo, decisero di regalare la loro preziosa Grappa Cru Monovitigno® Picolit ai personaggi più influenti del panorama economico italiano dell’epoca.
Fra questi a ricevere il prezioso regalo, fu proprio Gianni Agnelli, che rimasto entusiasta dall’assaggio di questa grappa, decise di acquistarne 60 ampolle per fare i regali di Natale agli amici.
La curiosità che si creò attorno alla prima grappa Monovitigno® grazie al passaparola, fu tale che i Nonino non avevano grappa a sufficienza per rispondere a tutte le richieste, facendo di nonna Giannola una delle capostipiti dell’influencer marketing.

La terza data è il 27 novembre 1984, la data della creazione del primo distillato d’uva, unico distillato al mondo di cui si conosce la precisa data di nascita.
Dopo un viaggio in Alsazia e foresta nera alla scoperta dei distillati di frutta, Benito e Giannola Nonino decisero di distillare un frutto a loro più congeniale, mai distillato prima nella usa interezza: l’uva. Il 27 Novembre 1984, distillando in un’unica operazione buccia, polpa e succo d’uva, crearono così l’Acquavite d’Uva chiamata ÙE®, uva in lingua friulana, in onore della loro terra.
L’Autorizzazione Ministeriale alla produzione dell’Acquavite d’Uva (D.M. 20.10.84) è concessa su specifica richiesta dei Nonino.

Il successo di questo distillato negli anni è stato tale di indurre i distillatori italiani e stranieri a seguire il modello Nonino. L’Acquavite d’Uva racchiude in sé l’eleganza del distillato di vino e il carattere della grappa.

Il nuovo millennio si apre con un nuovo distillato, il 3 aprile 2000 la mamma di Francesca e le due zie creano GIOIELLO® il distillato della ‘Purezza’, l’acquavite ottenuta dalla distillazione del solo miele in tutte le sue varietà di gusti. Il miele è una materia prima infermentescibile per natura e la produzione di questo distillato è limitatissima in quanto strettamente condizionata dalla qualità del miele che deve assolutamente provenire da ambienti ecologicamente puri per riuscire a fermentare e quindi essere distillato.
Un distillato che è la prova della qualità della distillazione Nonino, tutto il profumo e il sapore del miele racchiusi in un bicchiere, ma non la dolcezza.

L’ultima data, un paio di anni fa a Marzo del 2018 quando la mamma di Francesca, Cristina, lanciò sul mercato, dopo anni di ricerca, il distillato di puro zenzero: Nonino GingerSpirit.
Lo zenzero è una radice che cambia tantissimo in base al terroir e fu solo con la scoperta e successiva distillazione dello zenzero biologico italiano che Cristina capì di avere trovato la materia prima ideale per il distillato, festeggiando questa grande conquista ponendo, per la prima volta nella storia della famiglia di distillatori, la sua firma come Maestro Distillatore sulla bottiglia.

Oggi Nonino è la più grande distilleria artigianale italiana e conta 66 alambicchi discontinui; contro la media di 6-12 alambicchi delle altre distillerie.
La scelta dietro questa struttura è stata fatta perché la filosofia di distillazione Nonino oltre alla distillazione 100% con metodo artigianale, prevede la distillazione di materia prima freschissima.
Francesca Bardelli NoninoNonostante la legge italiana permetta la distillazione di vinaccia da agosto, fino a giugno dell’anno successivo, la famiglia Nonino distilla esclusivamente in concomitanza della vendemmia (in base alle annate da agosto fino a fine ottobre), 24 ore su 24, 7 giorni su 7 vinaccia freschissima, appena svinata.
Perché secondo loro la distillazione artigianale riesce ad esprimere la sua vera essenza solo
se la qualità della materia prima è assoluta. E quando la vinaccia è pronta, non può attendere.
Nonino possiede circa 40 ettari vitati, allevati con le tipiche uve del Friuli Venezia Giulia tra cui Picolit, Ribolla Gialla, Fragolino, Schiopettino, Sauvignon e il 95% della materia prima proviene dai migliori viticoltori della Regione che lavorano le uve con estrema qualità.
Estrema qualità poiché come racconta il nonno a Francesca, descritto come tipico friulano di poche parole, “o le cose le fai bene o non le fai”, una frase che ricalca la filosofia della distillazione Nonino.

La ricerca di materia prima dalla qualità assoluta e la necessità di avere la vinaccia appena svinata, ha fatto sì che negli anni si instaurasse con i vignaioli un rapporto quasi fraterno. La vinaccia che diventa grappa Nonino proviene esclusivamente da pressature soffici per fare vini di qualità.
La produzione è strettamente dipendente dalle annate e dalla resa dell’uva che può subire gli effetti di madre natura e ogni anno fa variare i quantitativi di bottiglie di grappa immesse nel mercato.

Parlando di mercati, molte soddisfazioni arrivano dall’America, dove il made in Italy è sempre visto con fascino e la qualità viene sempre più apprezzata, grazie anche alle varie masterclass ed interventi formativi che vengono effettuati direttamente da Francesca Bardelli Nonino. La sete di cultura oltre oceano e la voglia di imparare è tale da far avvicinare sempre più persone a questo mondo dei distillati italiani cercando sempre più la qualità.
In Italia negli anni il concetto di grappa è stato spesso associato al “grappino” di fine pasto, come un correlato gratuito che il ristoratore offre ai clienti. Un tema che purtroppo è facilmente associabile al “prosecchino” di benvenuto che fa appiattire agli occhi dei più il prosecco come vino di poca qualità. Ovviamente la grappa offerta, come il prosecco, non è mai quella di prima scelta e il liquido viene semplicemente visto come una cosa dovuta che talvolta brucia la gola e fa digerire.
Un processo lento è quello di cercare di infondere la cultura della grappa e del suo consumo
consapevole non solo come fine pasto ma capendone l’essenza della produzione, delle differenze, delle tecniche e dell’importanza di leggere e capire anche l’etichetta.

Francesca Bardelli Nonino

Io che pensavo che la grappa facesse rilassare mi sbagliavo di brutto vedendo l’energia di Francesca Bardelli Nonino e la furia parlando proprio di etichette della grappa.
Gli obblighi di legge per la grappa sono diversi e meno trasparenti di quelli del vino e un tema sul quale la famiglia Nonino si sta battendo è che il consumatore deve essere consapevole di quello che beve.
E’ necessario che diventi obbligatorio indicare in etichetta anche per la grappa il metodo di distillazione, da chi viene distillata e da chi viene imbottigliata con gli anni di invecchiamento esplicitati chiaramente.
Meno storielle e più dati reali per non ingannare i consumatori che talvolta si trovano davanti ad invecchiamenti fittizi, numeri in etichetta fuorvianti e grappe il cui seducente colore dorato è dato dall’aggiunta di caramello invece che dal tempo trascorso in Barrique.

Calmando le acque con una domanda al vetriolo a tema essere figlia/nipote di emerge la Francesca che si è fatta il c… / mazzo per entrare in un’azienda che pur essendo di famiglia non le ha mai fatto sconti.
Essere figlia di è un biglietto da visita importante ma è necessaria la sostanza e la concretezza per poter portare avanti il nome della famiglia con umiltà e orgoglio.
Traspare la voglia di meritarsi un posto che possa rappresentare la sua personalità che va al di là della sua immagine fisica facendo emergere l’unicità e il branding di Francesca e non solo di Nonino.

In conclusione alla domanda qual è l’ora della grappa, Francesca mi risponde “è sempre l’ora della grappa” (ovviamente con responsabilità)!

Nella speranza di poter andare presto in visita alla distilleria Nonino e magari assaggiare un goccio di un’esemplare della prima grappa Monovitigno® del 1973 ringrazio molto Francesca Bardelli Nonino.

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