Zind Humbrecht, un’azienda con radici dal diciassettesimo secolo, Turckheim (Alsazia)

Domaine Zind Humbrecht, nel villaggio di Turckheim per scoprire questa storica cantina che affonda le sue radici nel diciassettesimo secolo

27 Novembre

Zind HumbrechtSeconda tappa alsaziana tra le campagne del villaggio di Turckheim, ad ovest di Colmar, dove affonda le sue radici la storica azienda Domaine Zind Humbrecht.
Ad accoglierci Marine, che si occupa delle vendite dei vini sia nazionalmente che per i mercati esteri e, assieme a lei, ci addentriamo nella storia di questa azienda. Una storia le cui origini risalgono al diciassettesimo secolo, individuando la data 1620 come prima pietra per la costruzione delle radici di quella che nel 1959 è diventata la cantina che possiamo toccare con mano oggi.
Questa data è quella che ha segnato l’unione di Geneviève Zind e Léonard Humbrecht, i quali, oltre a creare una famiglia, hanno messo a fattor comune le proprie proprietà terriere, che contavano alcuni vigneti.

Zind HumbrechtLèonard è stato uno dei pionieri della coltura della vigna in Alsazia, ottimo conoscitore di questo territorio ed estimatore dei vari Cru definiti all’interno della Regione negli anni Settanta.
Una storia di famiglia che continua con il figlio Olivier, entrato in azienda nel 1989 il quale, come da tradizione, ha espanso l’azienda anche grazie al matrimonio con Margaret. Papà Léonard si è battuto per la produzione di vini di territorio, allevando e vinificando le varietà più identitarie di quest’area, percorso continuato da Oliver, che ha aggiunto alcuni nuovi mattoncini alla filosofia aziendale di Domaine Zind Humbrecht.

Zind HumbrechtFin da subito l’idea è stata quella di selezionare le uve migliori dalle diverse vigne, per poterle vinificare singolarmente, concentrandosi sulle varietà a bacca bianca, con pressature soffici, che potessero estrarre solo il meglio da ogni acino.
Nel corso degli anni sono avvenuti dei cambiamenti anche in vigna, avvicinandosi prima al biologico e successivamente, nel 1998, alla biodinamica, ottenendo la certificazione nel 2002.
Dal 2019 troviamo anche la terza generazione di questa famiglia, con l’ingresso di Pierre Emile, il quale ha iniziato, ufficialmente con la vendemmia 2020, la produzione di un Cremant d’Alsace, mantenendo solidi i principi e le basi create dal nonno e dal padre.

Zind HumbrechtOggi l’azienda conta quarantadue ettari vitati, che si estendono tutti ad ovest di Colmar, seguendo la strada principale, battezzata anche come Route de Vins. Inizialmente i due appezzamenti originari sono stati quelli di Goldert, appartenuto alla famiglia di Léonard, oltre a Hengst e Rotenberg di proprietà della famiglia di Geneviève per poi espandersi nel corso degli anni, acquisendo nuove proprietà, con il fiuto di investire nelle aree più vocate.
Zind HumbrechtTra gli appezzamenti i più estesi sono il Clos Windsbuhl, che conta cinque ettari e mezzo e il Clos St-Urbain Rangen de Thann, di cinque ettari.

Zind HumbrechtI substrati in cui si trovano i vigneti sono variegati, come è tipico in questa Regione, pur trovando un denominatore comune nel calcare e nel granito, che identificano questa zona dell’Alsazia.
Come anticipato, l’azienda è certificata biodinamica e vengono utilizzati i vari composti, oltre ad oli essenziali per ridurre le dosi di rame e zolfo, che si utilizzano soprattutto nelle annate più difficili, come nel caso della 2021 (anno in cui si sono effettuati il doppio dei trattamenti rispetto alla media). Zind HumbrechtPer la concimazione delle vigne si prepara un compost che deriva da materiali di scarto della vigna, ma anche delle vinificazioni, mescolati con letame di mucca, cavallo e pecore, che provengono da un allevatore, anch’esso biodinamico.
Lo scopo è quello di portare a casa sempre uve mature, senza affrettare i tempi ed effettuare vendemmie anticipate, rischiando di avere uva cruda.

Zind HumbrechtUna volta che le uve sono in cantina vengono vinificate in maniera separata, con fermentazioni spontanee in botti grandi, che spaziano dai quattrocento litri ai centoquattro ettolitri. Le botti contenute nella cantina al piano meno due, costruita nel 1992, sono di media molto vecchie, arrivando a superare anche i cent’anni in alcuni casi. Per tradizione, questi contenitori sono uno dei regali di matrimonio più frequenti di questa zona (come in molte influenzate dalla cultura germanica) e si può toccare con mano quella regalata al matrimonio di Margaret e Olivier, incisa con simboli che ricordano le due famiglie.
Zind HumbrechtL’affinamento è di media di diciotto mesi per i vini destinati ad essere Grand Cru, mentre di dodici per gli altri. Prima del mettere il vino in bottiglia, direttamente dalla botte, si effettua una filtrazione molto leggera e si aggiunge una minima quantità di solforosa, se necessaria.
Zind HumbrechtDomaine Zind Humbrecht si definisce non interventista, volendo portare in bottiglia il gusto dell’uva, senza lavorazioni superflue, ma con un presidio costante, attraverso continui assaggi e analisi di laboratorio.

La produzione conta di media Centocinquanta/duecentomila bottiglie, con trenta diverse etichette, di cui fa parte anche una linea di vini più fresca, vinificata ed affinata in solo acciaio e dedicata ai mercati esteri.

Zind HumbrechtPer approfondire lo stile e la filosofia di Domaine Zind Humbrecht, vista l’impossibilità di assaggiare tutte le etichette, ci concentriamo su tre diverse interpretazioni di Riesling.

Zind HumbrechtIl primo vino è il Riesling Clos Saint Urbain Rangen de Thann 2023, con vigneti che affondano le proprie radici su un suolo vulcanico, molto in pendenza. Al naso emergono note di agrume, buccia di limone, uno spunto di ananas, pepe bianco e una leggera vaniglia in sottofondo per un sorso abbastanza largo, con una buona acidità, beva, mineralità, discreta sapidità e persistenza e un tocco amarotico sul finale. Sicuramente ancora un vino molto giovane.
Curiosità è che in etichetta è stato riportato un simbolo raffigurato in una pietra trovata da Léonard, datata 1296, con le lettere “I” e “H” (Isidore Humbrecht, antenato dello stesso Leonard), in un altro Cru, scelta comunque per rappresentare questo vino, ma rimossa dalle prossime annate.

Zind HumbrechtPassiamo al Riesling “Brand” 2023, da uve basate su suolo granitico, terreno che assorbe molto caldo di giorno, sprigionato durante la notte. Qui troviamo al naso una frutta più matura, esotica, ananas, limone più concentrato, per un sorso ricco in acidità, con un maggiore corpo, ma comunque beva, mineralità e maggior persistenza.

Zind HumbrechtConcludiamo con il Clos Windsbuhl 2023, da un vigneto di proprietà esclusiva dell’azienda Domaine Zind Humbrecht, dimostrandosi così un Monopole a tutti gli effetti. Qui si sale un po’ più di quota e il sottosuolo è di origine marina, con un calcare che custodisce anche conchiglie e gusci di ostriche. Al naso la frutta fresca passa leggermente in secondo piano, facendo emergere note più speziate e di idrocarburo, per un sorso teso, dritto, con una maggiore sapidità, minerale e con una buona persistenza. Anche in questo caso sarebbe interessante poter toccare l’evoluzione di questo vino.

Zind HumbrechtUn’ultima chicca grazie al Pinot Grigio, annata 2008, frutto di una selezione dei migliori grappoli botritizzati da Clos Jesbal e le sue marne grigiastre. Un vino che non viene prodotto tutti gli anni, imbottigliato in questo caso nel 2012, dopo un affinamento in botte. Al naso troviamo note di foglia bagnata, miele di castagno, tabacco dolce, arancia candita, castagne, dattero essiccato, che sembra quasi viscoso, con i suoi trecento grammi di zucchero, pur entrando in bocca con una discreta beva, sostenuto da una buona spalla acida, ma anche note minerali e fresche, oltre ad avere una buona persistenza.

Zind HumbrechtUn viaggio in questa storica realtà concluso con un vino dolce, ma non troppo e la giusta persistenza per riprendere il viaggio, solo dopo aver consegnato la maglietta numero 423 a Marine.

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