Tenuta Stella, con Erika ed Alberto in una mattinata di metà novembre sul Collio, Scriò (Gorizia)

Tenuta Stella, una giornata sul Collio per approfondire la storia e l’evoluzione di un’azienda condotta da Erika Barbieri ed Alberto Faggiani

19 Novembre 2025

Tenuta StellaUna mattinata di metà novembre ci porta sul Collio, in località Scriò, a Dolegna del Collio, per approfondire la storia e l’evoluzione di Tenuta Stella.

Ad accoglierci Erika Barbieri, che, assieme al marito Alberto Faggiani, un’enologa e un agrotecnico, si occupano da un lato della parte produttiva, commerciale estero, marketing, dall’altro di conduzione della vigna e mercato italiano di questa azienda. Tenuta StellaTenuta Stella è una realtà relativamente giovane fondata da un imprenditore di tutt’altro settore nel 2009, con l’acquisto di un primo blocco vitato di cinque ettari, che comprendevano anche un’abitazione e una vecchia stalla, da cui si è ricavata una parte della cantina, sala accoglienza e uffici. Nel 2018 l’azienda è raddoppiata in termini di ettari vitati, acquisendo alcuni terreni all’asta, che, anche in questo caso, comprendevano alcuni stabili. Infine, nel 2022 si sono acquisiti gli ultimi cinque ettari, arrivando così ad una tenuta che conta una quarantina di ettari di superficie, di cui quattordici ad oggi sono vitati ed in produzione, su un potenziale di diciassette, mentre il resto sono occupati dai vari immobili e dal bosco.

Tenuta StellaIn prima battuta, erano presenti solo varietà a bacca bianca, quasi esclusivamente di varietà autoctone, ad eccezione di cinquemila metri di Chardonnay, dedicati ad uno Spumante Metodo Classico. Con le nuove acquisizioni si sono ereditate anche ulteriori varietà internazionali, come il Sauvignon e il Pinot Grigio, vigneti che sono stati reinnestati a Malvasia e Friulano, oltre ai vitigni a bacca rossa, per lo più di varietà autoctone, ma anche qualche filare di Merlot.

Tenuta StellaPasseggiando tra le vigne si può toccare con mano la superficie vitata di Tenuta Stella e i grandi lavori di ripristino delle varie terrazze e vigneti che arrivano, nel punto più alto, a duecentosettanta metri sul livello del mare. Uno di questi, in particolare, si trova ad un centinaio di metri dalla cantina, in una sorta di anfiteatro naturale composto da terrazzamenti. Fino al 2015 quest’area era una zona boschiva, ma, grazie al ritrovamento di tracce di viticoltura e di alcune terrazze ormai inglobate dalla vegetazione, si è potuto passare alla sua bonifica e alla rivalutazione. Un grosso lavoro di ripristino, con tanto di deviazione delle risorgive, aspettando per un lungo periodo prima di piantare la vigna, che ha trovato ufficialmente dimora nel 2020. Da questo vigneto si può vedere nettamente il confine con la Slovenia, ad una manciata di metri, ma anche il Monte Quarin, ritornando in Italia e lo skyline di Lignano che ci porta ad avere uno sbocco sul mare, ben visibile nelle giornate più limpide.

Tenuta StellaOltre alla vigna, si può notare come il bosco abbia preso il sopravvento in queste aree, anche a causa dello spopolamento che hanno subito negli anni. Questo è sicuramente un alleato al fine di proteggere e rendere isolati i vari vigneti, non avendo vicini di casa e potendo portare avanti una coltivazione biologica. Tenuta Stella è certificata Bio dal 2016, utilizzando solo prodotti di copertura quali rame e zolfo, cercando di sostituire ed integrare il primo con oli essenziali di arancio. Essendo tutta la proprietà basata sulla ponca, che in alcune aree è più compatta e meno fertile, è necessario integrare una concimazione sia con letame, sia con l’aiuto del sovescio che porta nutrimenti al substrato, ma anche con una concimazione ed integrazione fogliare.
Tenuta StellaAnche se questa è una zona molto piovosa, si riesce a condurre la vigna in biologico, senza esagerare con i trattamenti, grazie anche alla protezione del bosco prima e delle montagne più in lontananza, oltre ad una costante aerazione che agevola un’ottima sanità in vigna.

Tenuta StellaDopo aver toccato con mano la parte esterna dell’azienda, esploriamo la cantina di affinamento, ricavata all’interno della struttura principale. Fino a qualche anno fa erano presenti anche le vasche in acciaio e tutto il processo era gestito in questo ambiente, diventato poi limitato, trasferendo l’acciaio in un secondo stabile, a poche decine di metri. Tenuta StellaDopo un restauro che ha riportato alla luce la ponca di cui sono composti i muri, sono state posizionate le botti di diverso formato, utili a far riposare i diversi vini.
Sono, infatti, presenti sia botti grandi, sia tonneau ed infine barrique poiché la maggior parte dei vini Tenuta Stella effettuano un passaggio in legno, per l’intero quantitativo della massa o solo per una parte.

Le bottiglie prodotte variano di anno in anno, avendo toccato un picco di cinquantamila nel 2022, dimezzate nei due anni successivi a causa delle avverse condizioni meteo e della grandine, pur avendo l’obiettivo di arrivare a regime ad una produzione di settantamila.
Tenuta StellaSi contano oggi undici referenze, tra cui troviamo due bollicine Metodo Classico, rispettivamente a base di Ribolla Gialla e Chardonnay, per poi passare al Collio Bianco (introdotto nel mercato nel 2025), blend Ribolla Gialla, Friulano e Malvasia; Ribolla Gialla, Friulano e Malvasia in purezza; Ribolla Gialla macerata, che esce come Riserva; Friulano Riserva; per poi passare ai vini rossi con Merlot Riserva; Pinot Nero e “Sdencina”, che prende il nome dalla via in cui si trova l’azienda ed è un blend di Pignolo, Tazzelenghe, Schioppettino e Refosco, raccolte e vinificate a coppie, dato il periodo di maturazione.

Parlando di fermentazione alcolica, questa avviene in maniera spontanea su tutte le masse, senza alcun tipo di aggiunta, né di lieviti né di un piede per il suo avviamento e tutti vini effettuano anche la fermentazione malolattica.
Tenuta StellaSulla Malvasia, la Ribolla Gialla e la base Spumante di Chardonnay, viene fatta finire la fermentazione di una parte della massa in tonneau, con la peculiarità di utilizzare una botte di legno di gelso per la Malvasia. I rossi e le riserve effettuano macerazione ed affinamento in legno, di barrique e tonneau; nel caso del Pinot Nero si utilizzano solo barrique nuove. Tenuta StellaLe botti grandi solitamente vengono usate per il riposo del vino un ulteriore anno, o il tempo che si ritiene necessario, dopo un periodo di affinamento di barrique o tonneau.

Prima degli assaggi una curiosità sul nome Tenuta Stella, questo deriva dalla prima soffieria di vetro della famiglia fondatrice del progetto, che si chiamava appunto Stella, e si occupava principalmente della produzione di bottiglie per contenere la grappa e il vino.

Tenuta StellaAll’interno della sala degustazioni con vista sulle vigne, ci immergiamo nella degustazione dei vini Tenuta Stella, cominciando dalla bollicina Metodo Classico di Ribolla Gialla, che affina trentasei mesi sui lieviti. In questo caso assaggiamo una 2020, sboccata nel 2024, la quale si presenta con delicate note floreali, di gelsomino, ma anche pesca bianca, mela croccante e un sottofondo legato alla crosta di pane e pasticceria, scaldandosi. In bocca presenta una bolla fine, buona beva, caratterizzata da sapidità e mineralità, oltre ad una moderata spalla acida e discreta persistenza.

Tenuta StellaPassiamo alla sua versione in bianco, annata 2023 (annata dove purtroppo la grandine ha fatto perdere circa il 50% della produzione di tutta l’azienda), vinificata ed affinata in solo acciaio, a cui viene aggiunta una piccola percentuale dello stesso vino macerato. I sentori si caricano maggiormente e la pesca diventa più matura, la mela più gialla, facendo emergere sentori di tiglio, un tocco di liquirizia e un sentore vanigliato, per un sorso di beva, elegante, con una discreta sapidità e mineralità, un leggero sentore tannino e discreta persistenza.

Tenuta StellaAssaggiamo la versione macerata, dove le bucce stanno a contatto per circa trenta giorni, prima di una torchiatura manuale e l’affinamento in legno, tra tonneau e botte grande per un totale di due anni. Una 2020 che esprime sentori di pesca candita, frutta sotto spirito, dattero, zafferano, vaniglia, con un sorso comunque fresco e di beva, dove aumenta leggermente l’acidità e la nota sapida e minerale, con un tannino che si fa sentire e una buona persistenza. Caratteristiche al naso che si attenuano nell’annata successiva, 2021, anche se in bocca il tannino si dimostra più astringente e le parti dure si fanno sentire maggiormente.
Da sottolineare che parte delle uve di Ribolla Gialla utilizzate per questo vino provengono da un vigneto a piede franco, mentre per il prossimo futuro, sarà utilizzata anche la produzione del vigneto ad anfiteatro toccato con mano all’inizio della visita.

Tenuta Stella ha visto in questi ultimi anni un cambio nella grafica delle etichette, sostituendo quelle iniziali, di colore nero, con colori che comunicano maggiormente l’essenza della cantina e di quello che vuole trasmettere.

Tenuta StellaCambiamo varietà con il Friulano 2023, un vino che si presenta molto fresco ed esplosivo al naso, con note floreali, di camomilla, tiglio, ma anche sentori vegetali ed erbacei, con un tocco di frutta secca, mallo di noce, leggera mentuccia e spunto agrumato. In bocca entra fresco e di beva, con una buona sapidità e mineralità, oltre ad una moderata persistenza e una chiusura amaricante, tipica della varietà.

Tenuta StellaAssaggiamo anche il Friulano Riserva 2022, ottenuto da uve che restano a contatto tra di loro per una decina di giorni. Qui i sentori freschi si attenuano, facendo emergere dei fiori più essiccati, una frutta più matura, frutta disidratata, buccia d’arancia candita, frutta secca, spezie dolci e sentori di foglia bagnata. In bocca è più pieno e tondo, pur mantenendo le note dure, ma anche lo spunto di mandorla amara, aumenta la persistenza ed emerge una trama tannica. Questo vino è stato prodotto solo nelle annate 2021 e 2022, ottenuto da vecchie piante, che nel 2026 compiranno cent’anni.

Tenuta StellaÈ la volta della Malvasia 2023, di cui il 70% riposa in legno di tonneau, quasi tutto nuovo, e si presenta con iniziali note timide, di frutta, tra cui la pera, pesca bianca, ma anche un tocco di ananas, pepe bianco, una leggera vaniglia, sentori erbacei e un velo di balsamicità. In bocca entra con una buona sapidità, tocco minerale, abbastanza larga, ma comunque di beva, con una leggera acidità e buona persistenza. Un vino che potrebbe avere ancora bisogno di un ulteriore affinamento in bottiglia per esprimere le sue potenzialità.

Tenuta StellaConcludiamo con il rosso “Sdencina” 2021, il cui nome, oltre ad aver battezzato la via dove si trova l’azienda, significa letteralmente “risorgiva”. Questo vino viene affinato per un anno nella barrique usate, precedentemente dal Pinot Nero, e si presenta con sentori di frutti di bosco, un iniziale tocco di sottobosco, confettura, rosa rossa, cipria, uno spunto ematico, ma anche speziato, con una leggera liquirizia, cacao e note di china. In quest’annata c’è una prevalenza di Pignolo e Tazzelenghe che si fanno sentire al palato, con un tannino importante, una buona acidità, ma anche sapidità e mineralità, chiusura secca e buona persistenza. Anche in questo caso incuriosisce la sua evoluzione nel tempo.

Tenuta StellaDopo aver pasteggiato con un tagliere di prodotti locali, tra cui ottimi salumi e formaggi, assieme ad Erika e Alberto, la foto di rito con la maglia numero 421 e un arrivederci per scoprire le successive evoluzioni di Tenuta Stella.

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