Crush 525, un hub innovativo che va oltre alla semplice cantina (Georgia)

Crush 525, molto più di una cantina, un innovativo centro di vinificazione ed affinamento per i viticoltori della Georgia

19 Maggio 2026

Crush 525Ci troviamo a nord delle città di Tbilisi e Mtskheta, tra le campagne di Saguramo, dove è stata fondata Crush 525, un centro di vinificazione ed affinamento per viticoltori della Georgia, i quali possono portare qui le proprie uve per essere trasformate in vino.

Ad accoglierci Nick e Goga, vignaioli e distillatori, i quali gestiscono questo progetto, fondato nel 2023, da una rete di investitori, dandogli il nome di Crush 525, per evidenziare la tradizione di pressare le uve, affiancata al numero 525, che richiama le varietà endemiche della Nazione in uno stile grafico che riporta alla mente le anfore Qvevri.

Crush 525 Crush 525 Crush 525

Una struttura quasi completa, ad eccezione della linea d’imbottigliamento (gestendo tale processo con la linea mobile a chiamata), all’interno della quale si possono trovare numerose vasche in acciaio, ma anche una ventina di anfore e alcune barrique, così da poter offrire un metodo di lavorazione delle uve versatile. Non ci sono regole imposte e ogni viticoltore può decidere come vinificare il proprio raccolto, con il supporto e l’aiuto dei membri del team Crush 525. Lieviti selezionati o spontanei; acciaio, anfora, legno o un mix dei tre; lunghi affinamenti o brevi periodi di riposo, per ottenere i vini a proprio marchio destinati ad essere commercializzati.

Crush 525 Crush 525 Crush 525 Crush 525

Quest’organizzazione aperta ha visto nel suo primo anno di attività sette produttori coinvolti, per poi passare a diciotto e diminuire a quattordici nel 2025, a causa del maltempo. Tendenzialmente tutte le uve vengono portate qui in cassette da quindici chili e lavorate dopo una seconda selezione, così da poter produrre solo vini premium. Chi decide di vinificare qui può presenziare in tutti i processi, oppure affidarsi ai consulenti interni, lasciando così spazio per diversi progetti a marchio privato, sia di commercianti di vino, ma anche da parte di importatori di altre nazioni.

Crush 525

Un hub che vuole coinvolgere protagonisti del mondo del vino, con numerosi free lance o studenti che ogni anno partecipano alle varie fasi del processo di ottenimento del vino, dalle vendemmie, alle analisi, trasformazioni, travasi, fino alle attività d’accoglienza.

Crush 525 produce circa tremila bottiglie per anno con un proprio marchio, di cui ne possiamo assaggiare alcune, grazie all’ospitalità riservataci all’interno della sala degustazioni, dove troviamo una tavolata imbandita e ricca di cibo.

Crush 525Cominciamo con il Kisi 2024, con uve lavorate in solo acciaio, lo stesso vaso vinario dove affina il vino, in sospensione sulle sue fecce fini e ripetuti batonnage. Vino fresco, aromatico, con note di fiori bianchi, pesca, pera, sambuco, mentuccia, per un sorso immediato, sapido, con una discreta acidità e moderata persistenza.

Crush 525Passiamo al Chinebuli 2020, con uve macerate per quattro mesi in anfora e un riposo di due anni in bottiglia prima della sua commercializzazione. In etichetta vengono riportati, in una grafica moderna e accattivante, i nomi delle 525 varietà endemiche. Al naso emergono sentori di dattero, fico, nocciola, una leggera spezia, tocco di curry e cannella, entrando in bocca con un tannino delicato, buona freschezza, sapidità, tocco minerale e non con troppo persistenza.

Crush 525Prima del rosso un passaggio in rosa, con il rosé Tavkveri 2025, le cui uve restano a contatto per qualche ora in pressa. Vinificato ed affinato in solo acciaio, presenta note di ribes, fragolina, ciliegia poco matura, per un sorso ricco in acidità, abbastanza sapido e con una moderata persistenza.

Crush 525Conclusione con Shavkapito 2023, che viene affinato due mesi in barrique usate, dopo aver effettuato una fermentazione in acciaio. Al naso regala note di mirtilli, ma anche mora, rosa canina, violetta e un tocco di cioccolato, entrando in bocca ancora fresco, giovane, con un tannino che si fa sentire, molto succoso, ricco in acidità, sapido e minerale, dalla buona persistenza e capacità di invecchiamento.

Dopo una serie di assaggi e un lauto pranzo, ci lasciamo con l’idea di poter provare a fare una joint venture tra Italia e Georgia, magari fondendo la tradizione vitivinicola di questo Paese con qualche varietà italiana!

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