Finca Biniagual, prima tappa tra le cantine di Palma di Maiorca (Spagna)

Finca Biniagual, un inizio di anno non previsto, alla scoperta delle cantine di Palma di Maiorca, grazie ad un favoloso regalo di Nataleanno

Venerdì 02 Gennaio

Finca BiniagualRegalo di Nataleanno (compiendo gli anni proprio il giorno di Natale) a sorpresa, che ci porta a passare la fine del 2025 e l’esordio del 2026 a Palma di Maiorca, dove non poteva non esserci un tour delle cantine di quest’isola, cominciando da Finca Biniagual.

Finca BiniagualCi troviamo nella parte a nord di Palma, nella zona vitivinicola che porta la denominazione d’origine Binissalem, precisamente nel Cami de Muro, dove un tempo sorgeva il villaggio Biniagual, abbandonato nel corso del ventesimo secolo, fino all’arrivo di una famiglia tedesca, che si è innamorata di questo territorio, ormai in preda al corso della natura. Assieme a Lluis, giovane responsabile dell’accoglienza, ripercorriamo le tappe salienti di questa realtà, oltre alla sua filosofia e i dettagli della produzione di vini dall’identità Maiorchina, senza tralasciare, gli assaggi.

Finca BiniagualFacendo un balzo indietro all’epoca dei romani, si possono trovare le prime tracce di viticoltura, ma anche di coltivazione del grano e di alberi di oliva, attività riprese in seguito dai monaci catalani di Jonqueres, che ricevettero la cosiddetta “almeria” (fattoria) dai Visconti di Bearn nel 1264. Dopo essere diventato un fiorente borghetto, a causa della peste del diciassettesimo secolo, si è spopolato, ritrovando nuovi lustri nel secolo successivo, dove furono nuovamente riprese le coltivazioni e introducendo l’allevamento dei maiali, passando via via alla monocoltura della sola vite. Questa zona è diventata un ricco crocevia, creando anche una sorta di struttura ricettiva, oltre alla costruzione di una cappella consacrata e diverse abitazioni. Un ulteriore stop è stato causato dalla fillossera, che ha raggiunto anche Palma di Maiorca all’inizio del ventesimo secolo, facendo dirottare gli abitanti sulla coltivazione di mandorle e fichi, integrando l’allevamento dei maiali con le pecore. Attività che è durata pochi decenni, facendo abbandonare il villaggio a metà del secolo.

Correvano gli anni Sessanta, precisamente il 1968, quando la famiglia Graf, ha acquistato questo piccolo borgo di campagna in rovina, iniziando passo dopo passo la sua ristrutturazione, riprendendone l’aspetto originario, principalmente nelle strutture già esistenti.

Nel corso dei decenni successivi, Finca Biniagual si è evoluta parecchio, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove troviamo una piccola oasi dedicata sia alla famiglia stessa, ma anche una location per eventi, contornata da centosettanta ettari, di cui trentaquattro a vigneto (che ricoprono circa i tre quarti dell’attività, in termini economici), oltre ad agrumeti piantati a limoni ed arance, mandorli, olivi e parte di seminativi. Per riprendere una parte della tradizione del tempo sono state introdotte anche le pecore, un paio di centinaia, utili per tenere pulita la vigna e la campagna, oltre ad essere un ottimo aiuto per la naturale concimazione.

Finca BiniagualImmergendosi tra le vigne di Finca Biniagual, scopriamo le uve che vengono allevate, le quali spaziano da quelle autoctone tra cui Manto Negro, Callet, in rosso, mentre Prensal e Girò (quest’ultima piantata nel 2022 e vinificata per la prima volta nel 2025) per quanto riguarda i bianchi, per poi passare alle internazionali Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay, Moscatel, Viognier, Malvasia.

Finca BiniagualDando uno sguardo al substrato, anche grazie all’aiuto di una mappa della proprietà, si può vedere un terreno piuttosto uniforme, ricco di pietre, più o meno presenti e con una grande abbondanza di ferro, che rende queste terre di colore rosso.

Finca BiniagualL’azienda è stata certificata ufficialmente nel 2023, grazie ad un percorso iniziato dal nuovo enologo di origine francese, Matthieu Pichenot, il quale ha spinto nella conversione. In vigna vengono utilizzate le minime dosi di rame e zolfo, adottando la tecnica del sovescio, per lo più con cereali e piselli verdi per trattenere acqua e umidità, oltre al prezioso aiuto delle già citate pecore. Finca BiniagualIl tutto viene effettuato in maniera manuale, senza privarsi della tecnologia e dei mezzi a motore, anche se la vera differenza viene fatta dalla preziosa squadra di lavoro, composta da una quindicina di persone. Un secondo alleato è sicuramente il clima, secco e poco piovoso, con una costante brezza che contribuisce alla sanità della vigna.

Finca BiniagualSpostando lo sguardo alla cantina, creata su alcune strutture limitrofe ad uno dei vigneti di proprietà, possiamo vedere una prima area dedicata alle vasche in acciaio, di diverso formato al fine di vinificare anche piccoli quantitativi d’uva, che lasciano poi spazio ad alcune vasche di cemento, vetrificato negli ultimi anni. Finca BiniagualIn una seconda sala si trova la barricaia, dove sono presenti un centinaio tra barrique e tonneau, di provenienza francese, americana ed ungherese ed alcune botti grandi, oltre ad alcune anfore di terracotta francesi, introdotte nel 2022. Tutti i processi, dalle vinificazioni agli imbottigliamenti vengono gestiti in azienda, con fermentazioni che tendenzialmente vengono avviate in acciaio e assemblaggi effettuati in cemento.
Finca BiniagualLe barrique sono dedicate ai vini rossi, oltre ad un rosato e un bianco, di cui una parte della massa affina in legno, mentre le anfore sono usate per la stessa referenza di bianco e rosato e per una parte della massa del Manto Negro, di cui sarà introdotta una nuova etichetta, frutto dell’affinamento in questo contenitore.Finca Biniagual

Finca BiniagualLa produzione media per anno è di circa centosettantamila bottiglie, divise in dieci etichette, tra cui troviamo i tre vini più freschi, bianco a base Prensal, Chardonnay e Moscatel; rosato di Manto Negro e Syrah e rosso con uve Manto Negro, Syrah e Cabernet Sauvignon, che effettuano un affinamento in acciaio (tranne una piccola parte della massa dell’ultimo che riposa in legno); il “Veran” bianco, Prensal e Chardonnay in eguali parti e il rosato a base Manto NegroBinimare” le cui masse affinano tra acciaio, legno ed anfora; un secondo rosso a base Manto Negro, Cabernet Sauvignon, Syrah e Merlot; “Veran” rosso con uve uguali al precedente, che ricopre circa il 45% della produzione dell’azienda; per poi passare al Manto Negro in purezza; il “Gran Veran” con un 55% di Syrah e un 45% di Manto Negro e il “Dolc 17-24”, assemblaggio di un Manto Negro e Moscatel vendemmiati nel 2017 tardivamente ed affinati in botte scolma e un vino base delle stesse uve, annata 2024 che riposa in solo acciaio, ottenendo così un grado zuccherino di circa quaranta grammi litro.

Piccola parentesi, gran parte della produzione di Finca Biniagual è concentrata sul Manto Negro, una delle uve autoctone di Palma di Maiorca, di cui non si conosce la provenienza, ma regala vini che tendenzialmente non hanno un’estrema concentrazione alcolica, tenendo in considerazione le varie annate, esprimendo sempre una moderata acidità e un tannino delicato.

Finca BiniagualL’azienda negli anni ha sempre più puntato sull’accoglienza, aprendo anche una sala degustazioni dedicata alle visite e agli assaggi, nel 2019, con un team di professionisti che possano raccontare la storia di questa realtà dalle contaminazioni germaniche che vuole preservare il territorio e l’autenticità di Palma di Maiorca, principalmente tramite i suoi vini autoctoni e non.

Finca BiniagualSeduti al bancone del bar creato nella sala iniziamo a degustare i vini Biniagual con il “Rosat”, 95% Manto Negro e 5% Syrah pressate direttamente, appartenente alla linea più immediata e fresca (essendo l’altro terminato, grazie al successo raggiunto e alla produzione limitata), il quale si presenta, nell’annata 2024, con note di melone, albicocca, agrume fresco, leggero tocco di origano erba aromatica per un sorso caratterizzato da una moderata acidità, fresco, di beva, minerale, abbastanza sapido e con una moderata persistenza.

Finca BiniagualL’unico bianco assaggiato è il “Veran” 2024, affinato tra acciaio, anfora e barrique, dopo una fermentazione in legno sulle sue fecce fini. 40% Prensal, 30% Chardonnay e 30% Viognier, prodotto in sole quattromila bottiglie, regala note di limone maturo, ananas, mango, salvia, oltre alla marcata percezione del passaggio in legno che lascia sentori di vaniglia, pietra focaia, spezia e note burrose. In bocca presenta una maggiore spalla acida, un buon corpo, bilanciato, discreta sapidità e mineralità e buona persistenza.

Finca BiniagualIl mondo dei rossi si apre con il Manto Negro 2023, la prima annata che affina in anfora per il 90%, oltre ad un 10% di botte grande, assaggiato in anteprima. Si percepiscono chiaramente le note fruttate di questa varietà, molto fresche, con sentori di lampone, fragola matura, ma anche petalo di rosa, rabarbaro, un sottofondo erbaceo e speziato, per un sorso delicato, fresco, di beva, con una moderata acidità, tannino setoso, discreta persistenza.

Finca BiniagualProseguiamo con la stessa varietà che affina in legno grande per dodici mesi, annata 2021, il quale regala note di frutta più matura, fragolone, ciclamino, sentori di sottobosco, spezia, incenso, bastone di liquirizia e note ematiche.

Finca BiniagualIl terzo rosso è il “best seller” di Finca Biniagual, il “Veran”, che prende il suo nome da un produttore originario di Berna, città diventata “Beran o Veran”, poiché i Maiorchini non ne pronunciavano il nome in maniera corretta. Manto Negro, Cabernet Sauvignon, Syrah e Merlot che si uniscono in un bordolese dal carattere isolano, affinato quindici mesi tra barrique e botte grande. Un vino che presenta note di frutta scura, prugna, confettura di frutti di bosco, tabacco, liquirizia, cioccolato, note ematiche e balsamiche di eucalipto, per un sorso di corpo, lungo, con le parti dure che lo sostengono, un tannino integrato e un’ottima lunghezza.

Finca BiniagualConcludiamo con il fratello maggiore “Gran Veran”, annata 2022, 70% Manto Negro, 30% Syrah, affinato per diciotto mesi in barrique nuove, i cui sentori si orientano sulla frutta sotto spirito, mirtilli, prugna, ma anche sottobosco, violetta, una spezia dolce, noce moscata, note ferrose e di cacao e una buona balsamicità per un vino di corpo, anche in questo caso ben bilanciato, con un tannino che fa maggiormente capolino ed una grande persistenza.

Un ringraziamento a Lluis per averci guidato nel mondo di Finca Biniagual! Finca Biniagual

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