Garda Wine Stories, una mattinata alla scoperta del territorio Garda DOC, nella prestigiosa Dogana Veneta di Lazise
05 Giugno 2025
Un giovedì mattina alla scoperta del Garda DOC, grazie all’iniziativa Garda Wine Stories, presso la Dogana Veneta di Lazise, gestita dal Consorzio e supportata per la parte di Public Relation dagli amici di AB Comunicazione.
A bordo del Lago di Garda si sono discussi punti di forza e di miglioramento di un’area famosa in tutto il mondo, attraverso lo sguardo dei vini prodotti, nel contesto di una tendenza poco ottimistica del mondo del vino che stiamo vivendo in questi ultimi due anni. Un tema ribadito da Chistoph Mack, CEO di Mack & Schühle, società per azioni leader nel centro Europa per la distribuzione e produzione di vino e altri alcolici, sottolineando il fatto che ad oggi il mondo del consumo del vino si sta modificando molto velocemente, con le nuove generazioni che sono distanti da questa tradizione e soprattutto pecca di “educazione vinicola”. Il lavoro di chi gravita in questo settore dovrà essere nei prossimi anni quello di poter avvicinare le persone al vino, senza trattarlo come un tema elitario, come è stato fatto talvolta negli anni. Formazione per creare maggiore consapevolezza, ma anche per capire che cosa cerca e cercherà il consumatore tra qualche anno. Un percorso sicuramente non semplice e molto tortuoso che però deve essere affrontato per poter interpretare un mercato molto incerto, quasi ai livelli del post scandalo del metanolo.
In una DOC come quella del Garda, formatasi nel 1996 e presieduta oggi da Paolo Fiorini, da qualche anno si è investito molto nella volontà di definire al meglio la caratterizzazione di tale area, sia dal punto di vista di brand ed immagine, ma anche nel suo terroir, dove si comprende un ecosistema più ampio del solo sottosuolo, oltre alla competitività limitrofa o le minacce più distanti. Questa analisi si sta trasformando, come sottolineato da Fabio Piccoli, Direttore Responsabile di Wine Meridian, nella consapevolezza di un territorio, passo dopo passo, che sta portando sempre più ad aprire la strada ad una denominazione moderna e contemporanea, evolvendo nell’ottica del mercato, senza seguire mode che rischiano di essere troppo altalenanti.
A sostegno di alcune di queste tesi è stata svolta una ricerca dalla stessa Wine Meridian, coinvolgendo una settantina di professionisti del settore del vino, tra giornalisti, buyer, blogger o rappresentanti dei media. È emerso che la maggior parte del campione conosce la denominazione Garda DOC, ma meno della metà ne ha degustato i vini. Fattori confortanti nella percezione di questo Consorzio orientato sul mercato contemporaneo ed internazionale, presentando caratteristiche innovative, legate al territorio e alla tradizione vitivinicola, con un forte valore aggiunto che è l’enoturismo.
Emerge, altresì, un’identità poco chiara e discontinua, non troppo riconoscibile dal pubblico finale e degli operatori, soprattutto nella proposta dei vini, che si può tradurre in una presenza non costante nel settore Ho.Re.Ca., con referenze che si sovrappongono a quelle di aree limitrofe. Un’altra criticità si dimostra nella scarsa e poco incisiva comunicazione dei produttori, che si riversa in una altrettanto scarsa critica enologica.
Sicuramente sono molti più i fattori positivi in un’area come quella che ha preso vita nelle zone limitrofe di uno dei Laghi più gettonati d’Europa, se non di tutto il Mondo, con i suoi ventisette milioni di visitatori per anno, dato condiviso da Helena Mariscal, Direttore Acquisti di Mack & Schühle. In un clima dove anche le statistiche condivise da Lucio Ronconi, Direttore del Consorzio Distributori Alimentari (CDA) per quanto riguarda l’Italia e dalla stessa Helena per la Germania (-13,1% di consumo di vini italiani, forti però dell’incremento del circa 10% del prezzo medio) hanno il segno meno, il Lago di Garda può fare la differenza proprio grazie alle sue terre e acque presidiate dai milioni di turisti citati.
È necessario unire questo ai vari pezzi di un puzzle composto da: enoturismo, comunicazione e storytelling, investimento sull’export, sviluppo delle vendite digitali e dirette, crescita della domanda di vini freschi e versatili. Il tutto trovando il proprio posizionamento tra i colleghi di Bardolino, Lugana e Custoza, definendo al meglio la propria identità, come sottolinea un veterano del mondo del vino come Emilio Pedron. Proprio dal dott. Pedron viene sottolineato il fatto che in quest’area si è prodotto un vino più per l’opportunità che per il valore del vino stesso, il consumatore ad oggi acquista Garda per il brand, ma spesso ignora la vera identità di ciò che beve. Sicuramente il marchio del territorio è importante, ma non è tutto, principalmente in un’epoca dove si sta segnando un cambio di pagina notevole in questo settore.
Non solo brand allora, ma anche sinergie, strategie commerciali diversificate, marketing e packaging aggressivo, mentalità imprenditoriale dei produttori, tutti punti che vanno a completare il grande puzzle Garda DOC.
Un pizzico di fortuna è anche quella di essere in un’area che non è danneggiata in questo cambio climatico che stiamo vivendo negli ultimi decenni, come sottolinea Daniele Colombo, Category Manager di Esselunga, azienda da cui passa un terzo delle bottiglie di vino vendute da tutta la GDO italiana. Il gruppo punta ad avvicinare i suoi clienti ad un consumo del vino in maniera consapevole, offrendo qualità al giusto prezzo, cercando di comunicare e formare il consumatore quanto più possibile.
Come sottolinea nelle battute finali Nicholas Moschi, Direttore Acquisti del gruppo del Regno Unito Liberty Wines, il Garda ha giocato un ruolo importante, soprattutto nell’importazione del Pinot Grigio Oltre Manica, facendo da padrone tra tutte le varietà internazionali e non.
Siamo sicuramente fiduciosi che tutti i tasselli si possano combinare per dare lustro al Garda non solo dal punto di vista turistico, ma anche vitivinicolo, enologico e enoturistico.
.


