Tra i Colli Euganei la piccola azienda i Castagnucoli
07 Novembre 2020
Una partenza con il piumino per arrivare in maglietta in una mattinata di novembre con venti gradi e un sole splendente nella piccola azienda i Castagnucoli, a Cinto Euganeo.
Mi accoglie Nicola, il giovane titolare, che ha quasi del tutto abbandonato la strada dell’archeologo specializzato in preistoria per dedicarsi alla vigna e alla produzione di vino.

I terreni dove ci troviamo sono stati acquistati dai genitori nel 1974 i quali da sempre hanno prodotto vino, sfuso per lo più e qualche bottiglia, promuovendo un’agricoltura senza chimica e con il massimo rispetto dell’ambiente circostante. Nel 1994 hanno ottenuto la certificazione bio, che da quest’anno Nicola ha deciso di interrompere.
Una scelta dettata dalla troppa burocrazia per una piccola azienda come la sua.
La natura dell’azienda non sarà sicuramente stravolta mantenendo le buone pratiche del biologico e alcuni principi biodinamici con preparati naturali e un’attenzione particolare alle lune. In vigna viene fatto rigorosamente tutto a mano e le biodiversità si vedono e sentono, con piccoli animaletti, mosche e moschini che gironzolano liberamente.
Il giovane dopo un po’ di burocrazia per rilevare l’azienda ha dato vita ufficialmente a i Castagnucoli nel 2010, con le prime bottiglie e sperimentazioni.
La realtà conta ad oggi 1,2 ettari di proprietà e alcuni in affitto dislocati in quattro territori diversi, che vanno da quello più adiacente alla cantina ad uno terrazzato in un colle che si intravede tra gli ulivi. Viene prodotta anche una piccola quantità di olio con olive di due varietà: Leccino e Rasara. Il sottosuolo si diversifica da zona a zona, da terreni più vulcanici a misti con più marna e calcare nelle parti più basse, mentre più basalto e trachite in quelli più alti.
Quando i cinghiali e la natura lo permette la produzione arriva a quasi novemila bottiglie per anno e quando l’azienda sarà a regime si conta di arrivare a quasi il doppio.
Dopo aver esplorato i vigneti, dai larghi filari (una volta in mezzo venivano coltivati grano, foraggio, fagioli, piselli…) e i pali più disparati, ci spostiamo in cantina.
Qui vengono utilizzate principalmente vasche in vetroresina e piccole anfore di terracotta, di origine spagnola, tranne una più piccola di ceramica proveniente dalla vicina Cittadella.
Un imperativo de i Castagnucoli è sperimentare, con vinificazioni diverse e microvinificazioni che danno origine ogni anno ad etichette diverse.
I vini principali che vengono prodotti sono:
- un Raboso frizzante prodotto con metodo ancestrale,
- un rosato di Cabernet Sauvignon,
- una Glera “ferma” macerata un paio di mesi in anfora,
- un blend di Garganega (al 70%), Marzemina bianca, Glera con macerazione di circa una settimana,
- Carmenere,
- Merlot,
- Moscato Giallo secco,
- un taglio bordolese di Merlot, Carmenere e Cabernet Sauvignon,
- un bled di uve autoctone Corbinello, Pataresca, Cavrara,
- un blend di Raboso e Tirchetta con macerazione carbonica.
Assaggiamo assieme il Raboso frizzante rifermentato in bottiglia prodotto con metodo ancestrale, utilizzando i propri lieviti. Una piacevole bolla con sentori di frutta rossa, piacevolezza di beva, ottima mineralità e sapidità.
Il nome i Castagnucoli deriva dal nome di un dosso presente tra le vigne, da cui si può scorgere l’appezzamento terrazzato presente sul monte vicino. L’origine del nome non è chiara, ma di certo non ci sono castagne!
Curioso di assaggiare gli altri vini che stanno riposando i rifermentando saluto e ringrazio Nicola per dirigermi alla scoperta di altre due realtà sui Colli Euganei.




