Maso Poli, il fiore all’occhiello della Famiglia Togn, Lavis (Trento)

Maso Poli, il fiore all’occhiello della Famiglia Togn: alla scoperta di questa azienda agricola nata dalle ceneri di un Maso del 1600 ormai in declino, oggi riportato ad un antico splendore

29 Settembre 2021

Maso PoliUn vivo desiderio di Luigi Togn era quello di poter avere dei vigneti di proprietà, che si concretizza 1978, con l’acquisto di otto ettari di vigne e dieci di bosco, con annesso un Maso del 1600 ormai disabitato da decenni. La località un tempo si chiamava Maso Poli, diventata oggi Masi di Pressano, sull’antica via Claudia Augusta. Il Maso per decenni ha visto un susseguirsi di diverse proprietà, che avevano portato anche la prima sperimentazione sullo Chardonnay utilizzato da Giulio Ferrari nelle sue bottiglie, per includere il Pinot Nero e il Pinot Grigio.

Una delle prime decisioni di Luigi fu quella di ampliare il Pinot Grigio e il Pinot Nero, mantenere solo una parte di Chardonnay e riportare il focus sulla Nosiola.

Attualmente, la proprietà è costituita da 10 ettari di vigneto e 5 di bosco. Uno degli aneddoti divertenti raccontati da Romina è quello in cui Luigi ha venduto parte del bosco per acquistarsi una Ferrari bianca, in seguito venduta, quando lei aveva 17 anni e ancora oggi è delusa di non averla potuta guidare.

Maso PoliL’antico Maso ha subito una ristrutturazione nel 1999, un percorso non semplice, visto lo stato di abbandono, i problemi strutturali ed i vincoli amministrativi. Attualmente è Valentina, una delle tre sorelle, a viverci assieme alla sua famiglia.

Nel 2003 sono cominciati i lavori di costruzione della nuova cantina, di cui solo il 20% è fuori terra; partiti con l’espianto di 4 ettari di vigneto che, dopo aver rimodellato parte della collina, sono stati reimpiantati a conclusione dei lavori, utilizzando il sistema di allevamento a guyot in verticale, invece della pergola trentina originaria.

Maso PoliCon un progetto dello Studio Pallaoro Balzan si è voluto dare vita ad una cantina moderna, costruendo tre ambienti distinti, dedicati ai processi che le uve ed il vino compiono prima dell’imbottigliamento. Il concetto architettonico consiste nel creare tre semicerchi con al centro la casa, dando vita ad una sorta di rosa dei venti, come sintesi di circolarità dell’energia, che è poi diventato il logo del Maso. Dal semicerchio più esterno, da una grande apertura verso il vigneto, fanno ingresso le uve in cantina, per la prima parte della lavorazione; il secondo è dedicato ai contenitori in acciaio per la fermentazione e lo stoccaggio del vino e infine, in quello più interno, la barricaia, mantenuta a temperatura costante, per permettere l’affinamento dei vini in legno. Il 2020 è stato dedicato alla ristrutturazione del wine point in uno stile diverso dal precedente, che ben si integra con la struttura della cantina.

Maso PoliLa cantina è visitabile dall’alto, grazie a tre ampie vetrate e i vasi vinari in legno che si possono vedere sono per lo più barrique, tonneau e ovaline da ventotto/trenta ettolitri, tutti con tostature poco invadenti. Ognuno di essi è usato con parsimonia per accompagnare il vino, scoprendo ed assecondando il suo talento.

Le fermentazioni vengono svolte sia in acciaio sia in legno utilizzando lieviti selezionati e dotandosi del massimo della tecnologia, al fine di regolamentare al meglio ogni processo del vino in cantina.

Spostando lo sguardo all’esterno si possono vedere i vigneti di Maso Poli che ad oggi conta quasi dieci ettari di vigna con una produzione di circa settantacinque mila bottiglie per anno, commercializzate all’estero e in Italia.

Il Maso si trova nel cuore delle Colline Avisiane, ad un’altezza compresa tra i duecento ed i cinquecento metri. Da qui c’è una visuale incredibile sulla Val d’Adige che sembra un canyon e a nord si vede molto bene la Piana Rotaliana. In queste colline il terreno è composto da marne, che dal grigio virano al rosso intenso, mentre la valle sottostante ha un terreno composto da limo e ciottolati. Questa posizione, favorevole alla produzione di Pinot Grigio e Pinot Nero, ha un’esposizione al sole a sud-ovest ed è mitigata dal vento dell’Ora del Garda, che con la sua brezza garantisce una buona salubrità delle uve. L’ultimo impianto di quasi un ettaro è stato ricavato a cinquecento metri sul livello del mare, nel bosco sopra a Maso Poli, in cui viene allevato parte del Pinot Nero.

Dagli anni ’90 il Trentino segue la filosofia della lotta integrata, applicando un rigido protocollo in vigna, che comprende anche la confusione sessuale. Luigi è stato il presidente del Comitato Vitivinicolo e, circa venticinque anni fa, firmò il primo protocollo della lotta integrata in Trentino.

Dagli insegnamenti di questa esperienza di Luigi, Romina crede fermamente nella coesistenza di più metodologie di coltivazione della vigna, poiché le diverse visioni, portano ad un confronto costruttivo tra i produttori, che hanno tra gli scopi, non solo il business, ma anche la tutela del territorio.

Maso PoliDopo aver fatto visita alle sale principali della cantina e aver toccato con mano i vigneti, è il momento di assaggiare i vini Maso Poli.

Cominciamo con il Trento DOC, vendemmia 2014, sboccatura 2020: 70% Chardonnay (di cui il 20% fermenta nei legni) e 30% Pinot Nero. Affina sessanta mesi sui lieviti, si presenta al naso con note di frutta secca, fiori bianchi appassiti, frutta matura, leggere note di pasticceria, una parte officinale, quasi mentolata. In bocca è ricco di mineralità ed acidità, pieno, avvolgente e con una bolla fine, armonico e abbastanza lungo.

Maso PoliPassiamo poi alla regina indigena del territorio, la Nosiola 2019, di cui una piccola percentuale affina in legno. Al naso è timida, ma pian piano escono le sue caratteristiche legate alla frutta matura, frutta secca e note di micetta e leggero idrocarburo. Un vino minerale, quasi salino, che a prima impressione può ingannare la sua provenienza, ma capendone l’essenza e aspettando anche negli anni può riservare sorprese emozionanti.

Maso PoliConcludiamo con il principe Pinot Nero 2018, che accompagna le chiacchiere e si apre sempre di più donando note di ciliegia, fragolina di bosco, leggera nota speziata. Un vino che affina in barrique nuove per un terzo, di secondo passaggio e di terzo passaggio per i restanti due terzi. Ancora un po’scontroso ha sicuramente bisogno di affinare un altro po’in bottiglia, ma tutte le caratteristiche per ritrovarlo più equilibrato in un futuro non troppo lontano, ci sono ancora.

Maso PoliGaierhof Maso Poli sono due aziende che ad oggi sono guidate da un “pink team” dinamico e focalizzato sugli obiettivi, sempre in prima linea, dalle vigne agli aspetti tecnici, comunicativi e commerciali. Completa l’affiatata squadra Goffredo Pasolli, marito di Valentina, creatore dei vini di entrambi i brand e presidente dell’Associazione Enologi Enotecnici del Trentino.
Papà Luigi, che quasi sfiora gli ottant’anni, svolge un ruolo istituzionale, mantenendo lo stesso entusiasmo e la stessa passione che lo contraddistingue da sempre.

Scambi di magliette finali dove io ho conquistato quella con la scritta “Baciato dal Pinot Nero” e Romina la numero 87 di Winetelling, oltre a qualche scorta di bottiglie (da aprire tra qualche anno).

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