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lunedì, 15 agosto, 2022

Azienda Muzic, assieme a Fabjan a San Floriano del Collio (Gorizia)

All’interno della storia della famiglia Muzic, assieme all’ultima generazione Fabjan Muzic che con il fratello Elia supporta i genitori nella conduzione dell’azienda

12 Febbraio 2022

MuzicMattinata con vista dalla terrazza dell’azienda Muzic, che in località Bivio a San Floriano offre una vista stupenda sui vigneti del Collio, fino alle prime colline di Brda e con l’ossario di Oslavia che fa capolino.

Ad accogliermi è Fabijan, che assieme al fratello Elija, mamma Orieta e papà Ivan, conduce l’azienda di famiglia, ormai giunta alla quarta generazione.

L’inizio della storia dell’azienda Muzic risale ai bisnonni e nonni di Fabijan che arrivarono nella casa colonica dove ci troviamo nel 1927; uno stabile ricostruito dopo la prima guerra mondiale che diventò di loro proprietà nel 1963. Abitazione annessa di stalla, cantina e fienile, che un tempo fungeva da fulcro dell’attività contadina di famiglia che, oltre alla produzione di vino, si occupava della produzione di albicocche, pesche, patate, radicchio ed altri ortaggi destinati alla vendita in piazza a Gorizia.

Nel 1973 venne creato un secondo stabile, una sorta di capannone per ampliare la produzione di vino e le varie vinificazioni per la vendita rigorosamente in formato sfuso.

MuzicLa penultima generazione Muzic, tra l’86 e l’87 produceva circa cinquecento ettolitri di vino, che dalla vendemmia 1990, per un’intuizione della mamma di Fabijan (proveniente dagli studi in ragioneria) iniziò ad essere messo in bottiglia. Dalle prime tremilacinquecento bottiglie si arrivò al 2000 con una produzione di cinquantamila bottiglie, ampliata poi negli anni successivi.

Oggi si producono tra le centoventi e le centotrentamila bottiglie per anno, anche se non c’è una formula matematica che possa calcolare una costante nella produzione, basti pensare alle annate 2018 e 2019 nelle quali si sono prodotti rispettivamente millequattrocento ettolitri il primo anno e l’anno seguente circa la metà, settecentocinquanta ettolitri. “Stiamo parlando di agricoltura non di file excel!”.

I due protagonisti della nuova guardia sono Fabijan ed Elia, rispettivamente enologo e chimico, legati entrambi per l’amore verso la vigna. Fabijan oltre alla campagna si occupa dei processi di cantina, mentre Elia passerebbe tutta la giornata in sella al trattore, vista questa sua grande passione.

Gli ettari coltivati sono ventiquattro, i quali si estendono principalmente a San Floriano del Collio, ventidue ettari, mentre due ettari allevati a Merlot e Cabernet Franc si trovano nella parte pianeggiante di Lucinico, in zona DOC Isonzo.

In vigna viene adottata la strada della lotta integrata, evitando di sfruttare le piante e la terra come negli anni settanta/ottanta, nel pieno del consumismo, ma ritendendo anche che il solo regime biologico non sia sostenibile, soprattutto a causa del rame che è pur sempre un metallo pesante e può essere più dannoso di alcuni prodotti di sintesi. La famiglia Muzic è sempre attenta alle innovazioni che può dare la tecnologia, per impattare il meno possibile in vigna e adottare una forma di “lavoro intelligente”, senza ostinarsi ad utilizzare tecniche vitivinicole considerate superate e che magari potevano essere efficaci nel passato per carenza di metodologie o strumenti che la modernità offre.

Quando l’uva arriva nel piazzale davanti alla cantina secondo noi finisce il processo di agricoltura e comincia quello del vino. Non ci piace la categorizzazione del vino e i termini naturale, convenzionale o altro; facciamo il vino come riteniamo sia giusto per noi, poi ci sono altre modalità”.

MuzicIl disciplinare del Collio, dei primi anni sessanta, ha indicato di lasciare le uve a contatto tra le dodici e massimo quarantotto ore di macerazione sulle bucce per poi passare alla vinificazione ed è questo che segue ancora oggi l’azienda Muzic, adottando una macerazione a freddo. Lo scopo ultimo è quello di ottenere da ogni vendemmia le qualità più espressive di quell’uva e di quell’annata.

MuzicUno sguardo alla cantina fa capire come ci sia la prevalenza dell’uso di contenitori in acciaio, nei quali le fermentazioni vengono innescate tramite lieviti selezionati neutri, per enfatizzare la parte varietale delle uve. L’affinamento per tutti i bianchi, ad eccezione di uno, avviene per almeno cinque mesi in acciaio, sulle fecce fini, con i primi tre mesi durante i quali si svolge un battonage, quando necessario e i relativi travasi; il tutto con un controllo costante della temperatura, che permette di addizionare un minor quantitativo di solforosa. Questa pratica è utilizzata anche per non far effettuare ai vini la fermentazione malolattica. Prima di andare in bottiglia una filtrazione per eliminare i micro-organismi residui ed arrivare quanto più vicini alla rappresentazione dell’uva sottoforma di vino, pur essendo consapevoli che la natura è perfezione e l’impatto dell’uomo non raggiungerà mai questo livello.

MuzicIl cuore dell’azienda Muzic è la piccola cantina originaria in cui oggi riposano i tonneau con all’interno i vini rossi in affinamento, Merlot e Cabernet Sauvignon, oltre ad alcune barrique, la cui funzionalità è solo ornamentale, visto il loro abbandono circa quindici anni fa. La tendenza è quella di affinare i vini rossi, che presentano per natura un buon livello di tannino, non in legno piccolo e dalle tostature pronunciate, ma in botti di formato più grande, che possano fungere da micro-ossigenatori, al fine di ottenere un prodotto ben equilibrato.

Da notare alcuni altri tonneau che risiedono tra le grandi vasche in acciaio, qui riposa la punta di diamante Muzic, ossia lo “Stare Braide”, blend tipico del Collio, con uve Malvasia Istriana, Tocai e Ribolla Gialla. Un vino che affina circa un anno in tonneau e un anno bottiglia e vuole essere il porta bandiera di questo territorio.

Il ciclo si conclude con la linea di imbottigliamento ed etichettatura in uno spazio dedicato, ma non si poteva lasciare l’azienda senza aver assaggiato qualche vino, nella sala degustazioni al piano rialzato, con una vista stupenda sulle vigne del Collio.

MuzicPunto di partenza il Friulano 2020, che riposa in solo acciaio; vino di territorio che presenta una buona frutta gialla, tendenze tropicali, mango, fiori bianchi, gelsomino, ma anche note erbacee, erbe aromatiche, timo, salvia, frutta secca, mallo di noce. In bocca entra pieno e deciso, con un’ottima mineralità e sapidità, leggera acidità e una buona persistenza.

Il secondo vino è la Malvasia Istriana 2020, vino prodotto ormai da dieci anni per iper ossidazione, iniettando dell’aria a fine fermentazione e decantandolo nella fase di affinamento per poi eliminare questa parte, che funge da protettore. Questo è stato l’ultimo vino prodotto in casa Muzic, varietà che prima del 2009 veniva inserita nel Collio Bianco. Al naso spicca l’albicocca, fiori bianchi, timo, note erbacee, una leggera spezia; mentre al palato emerge un’acidità maggiore del precedente, con una buona sapidità e mineralità, la tipica “grassezza” della varietà, equilibrata ad una buona verticalità ed eleganza, per una buona persistenza.

MuzicInfine la già citata punta di diamante e simbolo del CollioStare Braide”, che tradotto significa “Vecchi Vigneti”, vino che nell’annata 2019 ha visto un 50% di Tocai, 30% di Malvasia Istriana e 20% di Ribolla Gialla.

Al naso una frutta matura, tropicale, con tocchi di vaniglia e tostature, spezie dolci, pepe bianco, note erbacee e sasso bagnato; al palato entra più “morbido”, elegante e pieno, ricco in avvolgenza, con una buona acidità, mineralità e sapidità, infine una lunghezza che supera nel tempo i precedenti due vini.

Molto curioso del suo avvenire negli anni, sicuramente può regalare più di qualche emozione.

MuzicIn attesa di tornare a trovare Fabijan e l’azienda di famiglia Muzic, per poter scoprire qualche vecchia annata, per lui maglietta 140!

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