Pietroso, un consiglio azzeccato per un approfondimento su Montalcinio
03 Settembre 2020
Eccoci da Pietroso, dopo aver percorso una stradina di sassi e buche in discesa, ma ovviamente ne è valsa la pena trovandoci un panorama mozzafiato in una vallata circondata da colline ricche di vigneti, ulivi e boschi.
Ci accoglie Cecilia, il volto più commerciale dell’azienda e moglie di Gianni, che ha portato avanti la passione del nonno per la viticoltura.
I terreni sono stati acquistati nei primi anni ’70 dal nonno di Gianni che si occupava di amministrare altre realtà e ha deciso di investire nel suo progetto personale.
Venuto a mancare nel 1995 il nipote ha preso le redini dell’azienda che ad oggi conta 6,5 ettari piantati a vigneti che raggiungono i 500 metri sul livello del mare.
Gli appezzamenti sono in realtà dislocati in diverse zone del comune di Montalcino, sulla collina del centro storico, sopra all’Abazia di Sant’Antimo, nella collina di Montosoli e un nuovo impianto di due anni fa di fronte all’azienda. Una diversificazione che permette di ottenere prodotti di eccellenza ed equilibrio anche nelle annate più difficili. I terreni sono ricchi di scheletro, con un clima secco e ventilato, tutte caratteristiche favorevoli per la maturazione dell’unica uva prodotta: il Sangiovese.
Dopo un’introduzione da parte di Cecilia ci spostiamo in cantina assieme a Gianni, dove scorgiamo le botti di legno, tonneau e botti grandi.
Gianni ci spiega la sua filosofia di lavoro in vigna, dove cerca di entrare il meno possibile ed in maniera manuale, prevenendo quanto possibile le avversità e lavorando senza diserbi, insetticidi ma preservando quanto la natura dona. Stesso ragionamento in cantina limitando l’utilizzo di solforosa ed affermando che il primo a bere il suo vino è lui e la sua famiglia, pertanto non vuole che al suo interno ci siano sostanze che possano essere dannose.
Riflettiamo sul fatto che in annate come la 2014 se non si facevano degli accorgimenti e dei trattamenti, pur limitati, era quasi impossibile ottenere il poco vino che è stato prodotto.
Ci spostiamo poi nella sala dove avvengono le fermentazioni, in media per tre settimane, con l’utilizzo dell’acciaio. Acciaio che viene usato solo in questa fase e nella fase di assemblaggio, poichè l’affinamento avviene tutto in legno. Interessante sapere che nel mercato troveremo per le diverse etichette un solo lotto di imbottigliamento per ogni annata (la produzione varia tra le 38 e le 40.000 bottiglie).
Lasciamo la cantina per raggiungere la sala degustazioni e prima di assaggiare i vini chiedo l’origine del nome Pietroso, che secondo i documenti ritrovati risale al 1300 in pieno medioevo. Un toponimo del luogo facilmente riconducibile alla conformazione di quelle terre ricche di pietre e terreni rocciosi.

Abbiamo poi il piacere di assaggiare:
il Rosso di Montalcino 2018, da uve Sangiovese, le stesse usate per la produzione del Brunello, affinato 12 mesi in botti grandi di Slavonia. Un vino che esprime una grande piacevolezza sia al naso sia in bocca con sentori fruttati, tra la ciliegia e la marasca, un’ottima freschezza ed acidità, note di liquirizia e pepe tipiche. Vino che nel complesso è equilibrato e pronto.
Tra una chiacchiera e l’altra (e gli approfondimenti sui costi esponenziali di un ettaro di vigneto a Montalcino) ci spostiamo verso il fratello maggiore Brunello di Montalcino 2015.
La punta di diamante dell’azienda, affinato 36 mesi in botte grande di slavonia e altri 6 in bottiglia, un vino capace di esprimere dei profumi e sentori impressionanti.
Un piacevole sottobosco, marasca, frutta sotto spirito, confettura, leggera vaniglia e spezie tutti armonici ed equilibrati. Un ottimo equilibrio anche in bocca con tannini già morbidi e una piacevole freschezza e persistenza. Un secondo assaggio vien da sè, curioso di poterne scoprirne l’evoluzione nel corso degli anni.
Il futuro è nelle mani del figlio Andrea che scorgiamo intento nei preparativi della vendemmia, è sempre bello trovarsi davanti ad una nuova generazione che porterà avanti la tradizione di famiglia.
Dovrò sicuramente tornare a prendere la bottiglia che mi son dimenticato!






