Robert Mondavi, sicuramente una delle più note cantine della Napa Valley (California)

Robert Mondavi, all’interno della sala degustazioni denominata Arch & Tower, ricavata al centro di Napa per scoprire questa iconica realtà

01 Maggio 2025

Robert MondaviTarda mattinata in una delle, forse, più conosciute anche oltre oceano aziende della Napa Valley, Robert Mondavi. Ci troviamo all’interno di uno degli edifici più storici della città, tutto in pietra e con il tetto in legno, costruito alla fine del 1800, trovando molteplici funzioni nel corso degli anni, tra cui mercato, posta e, prima dell’acquisizione da parte dell’azienda, birrificio (chiuso durante la pandemia). Robert MondaviRibattezzato come Arch & Tower (poi ne scopriremo il motivo ed il richiamo) e rinnovato totalmente in stile moderno, senza denigrane i particolari dell’epoca, oggi, essendo la sede principale in fase di rinnovo (che terminerà nel 2026) è il punto di accoglienza e delle degustazioni per gli ospiti di Robert Mondavi.

Ad accoglierci Ramser, che dal 2018 si occupa della parte di ospitalità dell’azienda, originario del Messico e con alcune esperienze precedenti nel suo curriculum in aziende della Baja California, precisamente nell’area di Ensenada.

Robert MondaviImmergendosi nella storia di questa azienda scopriamo che è stata fondata da Robert Mondavi, figlio di Cesare e Rosa Mondavi, immigrati da Sassoferrato, in provincia di Ancona, per stabilirsi prima in Minnesota, per poi affondare le proprie radici in California, precisamente nella Napa Valley. Robert MondaviDurante gli anni del proibizionismo la famiglia si occupò di selezionare le uve californiane che venivano successivamente vinificate dalle famiglie italiane nel Minnesota, producendo vino atto all’autoconsumo, rispettando le tre barrique come produzione massima consentita per ogni famiglia. In questo periodo, la famiglia Mondavi si trasferì nella città di Lodi, più vicina alla parte centrale della California e nel 1943 venne acquistata un’azienda vinicola a Napa, la Charles Krug, dopo che Robert convinse Cesare a farlo. Passato il difficile periodo del proibizionismo l’azienda si espanse diventando, passo dopo passo, una solida realtà nel mondo del vino, fino alla morte del capostipite Cesare, il quale lasciò in eredità i possedimenti alla moglie e ai figli.

A causa dei dissapori famigliari, principalmente tra Robert e il fratello Peter, si decise di dividere la proprietà, dando successivamente vita all’azienda Robert Mondavi nel 1966. Continuando ad approfondire le tappe salienti di questa iconica realtà, scopriamo che Robert è mancato nel 2008, ma, quattro anni prima, l’azienda è stata venduta a Constellation Brand, che ne detiene ancora oggi la proprietà. Un graduale passaggio di consegne che ha mantenuto, oltre al leggendario nome, l’essenza del brand, dando sempre un’immagine di tenuta vitivinicola famigliare, volendo innalzare sempre maggiormente la qualità dei vini prodotti, cominciando dal lavoro in vigna per poi concentrarsi sulla trasformazione ed affinamento delle uve.
Qualche piccola parentesi: anche il fratello di Robert, Peter, ha portato avanti la sua propria realtà, dando vita ad un secondo ramo di aziende che portano il nome Mondavi. Dopo la vendita, i figli di Robert non hanno cambiato settore, ma si sono cimentati in una nuova esperienza vitivinicola: Continuum Estate e successivamente è nato il progetto RAEN Winery, nella costa ovest di Sonoma, fondato dai figli di Tim, Dante e Carlo, che rappresentano oggi la quarta generazione di vignaioli Mondavi.

Robert MondaviPer scoprire al meglio dove sono situate le vigne Robert Mondavi, Ramser ci dà un’idea topografica della Napa Valley, che presenta sedici macroaree da nord a sud, per la quasi totalità a nord della città di Napa, percorrendo l’omonimo fiume Napa.
L’azienda si estende principalmente nell’area di Oakville, composta da seicento acri, di cui l’azienda ne possiede quattrocento/quarantacinque vitati. Robert MondaviQuesta zona è di origine alluvionale, caratterizzando i suoi suoli per una grande abbondanza di argilla, sabbia, ma anche con parti più rocciose e di riposto.
L’82% delle varietà allevate è composta da Cabernet Sauvignon, l’uva definita “Signature” e la filosofia di lavorazione è quella organica, per la quasi totalità degli appezzamenti. Con l’ingresso del nuovo gruppo si è prestata una maggior attenzione per i trattamenti, lasciando più spazio alla natura che all’intervento dell’uomo.

Robert MondaviParlando di cantina, la struttura principale si trova nella parte nord di Oakville, fatta costruire dallo stesso Robert Mondavi, come citato precedentemente, ora è in fase di restauro. L’idea nell’architettura era quella di ricreare una vecchia Missione, eredità storica di tutta la California, ereditata dalle conquiste spagnole, così da riportare una struttura rassomigliante ad un ranch ad arco, con una torre adiacente, rispettando così le origini di una parte di popolazione e omaggiando coloro che hanno portato la viticoltura in queste terre.
Le etichette dell’azienda sono svariate, ma l’intento è quello di produrre vini sempre di maggiore qualità, con il brand Mondavi, avendo nel portfolio anche altri marchi da cui si ottengono vini più immediati e di facile consumo. Questa fase di diminuzione produttiva per far sì che si possa lavorare su un settore ancora più Premium rende difficile una quantificazione media di bottiglie prodotte per anno.
Robert MondaviTra i must troviamo diverse tipologie di interpretazione del Cabernet Sauvignon, ma anche Pinot Nero, Malbec, Merlot, Petit Verdot, sia in purezza, sia con alcune interpretazioni di blend di uve internazionali a bacca rossa. Tra le fila dei bianchi troviamo il blend di Sauvignon Blanc e SemillonFumé Blanc”, Chardonnay, Sauvignon Blanc, ma anche due vini da dessert, ottenuti rispettivamente da uve Moscato e Sauvignon Blanc ed infine un rosè da Pinot Nero e un Metodo Classico, a base di Chardonnay e Pinot Nero.

Robert MondaviCominciamo gli assaggi con “The Estates Fumé Blanc”, Oakville District 2022, un Sauvignon Blanc con una piccola percentuale di Semillon (per l’8%) di ispirazione francese, più precisamente della Regione della Loira. Per la vinificazione vengono utilizzate barrique (per circa un 23% di legno nuovo), dalla fermentazione all’affinamento, che dura dai sette ai nove mesi sui lieviti (in questa specifica annata otto mesi), con la pratica del battonage.
Al naso si presenta con sentori molto freschi e decisi di agrume, limone, lime, pesca bianca, note erbacee e verdi, un tocco di peperone, leggermente iodato e burroso, con un sottofondo di pepe bianco. Al palato entra diretto e verticale, ricco in acidità, abbastanza minerale e sapido, oltre ad una discreta persistenza.

Robert MondaviIl mondo dei rossi si apre con “The Estates Red Blend”, Oakville District 2021, un taglio bordolese a base Cabernet Sauvignon (quasi per la metà, 48%) Cabernet Franc 20%, Malbec 13%, Merlot 10%, Petit Verdot 9%. Le uve vengono vinificate separatamente mediante una fermentazione in acciaio, per poi riposare in barrique nuove per circa venti mesi. Al naso si presenta molto fruttato, con sentori di piccoli frutti rossi e neri, frutti di bosco, un tocco di cioccolata, note di peperone, un tocco terroso e di sottobosco, ma anche sentori floreali, di violetta, rosa rossa e una leggera speziatura in sottofondo. In bocca entra fresco e bilanciato, con una discreta acidità, buona mineralità, abbastanza sapido, tannini delicati, con un sorso di beva e dalla buona persistenza.

Robert MondaviIl secondo vino rosso è “The Estate Cabernet Sauvignon”, Oakville District 2021, con un 83% di Cabernet Sauvignon e la restante parte con le varietà precedentemente citate (11% Cabernet Franc, 2,5% Petit Verdot, 2% Merlot e 1,5% Malbec). La vinificazione è simile al primo vino degustato presentandosi con sentori più floreali di rosa rossa e violetta pur mantenendo una buona dose di frutta, un velo di peperone, ma anche qualche tocco terziario di grafite e cioccolata. Al palato entra ben teso e di beva, un po’ più marcato del precedente nelle parti dure, minerale, dalla buona spalla acida, tannino che fa maggiormente capolino e persistenza.

Robert MondaviIl quarto vino è “The Estate Petit Verdot”, Oakville District 2021, che al suo interno presenta anche un 10% di Cabernet Franc e un 2% di Cabernet Sauvignon. L’affinamento viene effettuato in barrique nuove per ventuno mesi e si presenta al naso con sentori di frutti di bosco, frutti neri, mirtilli, prugna, spunti floreali, ma anche note verdi, di alloro, un principio di sottobosco e cioccolato fondente.
Al palato entra con un più importante corpo, sempre ben bilanciato dalle sue parti dure, con una buona mineralità, discreta spalla acida, tannino integrato e ottima lunghezza.

Robert MondaviConcludiamo con un ospite a sorpresa, “The Reserve Red Blend”, a base Cabernet Sauvignon, 48% Cabernet Franc 42%, 5% Malbec e 5% Petit Verdot anche se solitamente le Riserve dell’azienda Robert Mondavi si caratterizzano per essere monovitigni. I grappoli sono selezionati dalle parti migliori dei vigneti e nel 2021 si è voluta produrre la prima Riserva a base di uve differenti, aumentando il tempo di macerazione per estrarre più concentrazione, mantenendo un affinamento di circa venti mesi in barrique di rovere francese nuovo. Al naso si presenta con note intense di frutti neri, frutti di bosco, una frutta che tende al sotto spirito, la quale lascia spazio anche a note floreali, per poi immergersi in sentori terziari, di cioccolato, note ferrose, tocco di grafite, un velo di pepe nero, per un palato che si prospetta verso una beva futura, con un buon corpo e robustezza, buona acidità, note minerali e abbastanza sapido, tannino vivido ma non invadente e ricco in persistenza.

Robert MondaviUn ringraziamento al nostro cicerone Ramser che ci ha guidati nella storia e negli assaggi di questa iconica realtà della Napa Valley.

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