Azienda Agricola Skerk, assieme a Sandi a Prepotto (Trieste)

Azienda Agricola Skerk, assieme a Sandi tra gli scavi della nuova cantina

13 Giugno 2021

Per concludere il weekend passato sul Carso, un’ultima visita all’Azienda Agricola Skerk, nella quale il titolare Sandi Skerk è intento in prima persona nei lavori di scavo della nuova cantina sotterranea.

Parcheggiati gli escavatori diamo uno sguardo alle vigne, che definisce essere la parte più importante della sua realtà, con i sette ettari ripartiti sul Carso, tutti attorno a Prepotto, oltre ad avere una vigna di Glera situata tra Prosecco e Santa Croce (poco più su del famoso Castello di Miramare).

Le vigne che si possono vedere davanti alla cantina sono allevate ad alberello, con tre speroni a due gemme ognuno, una tecnica che un tempo si utilizzava sui “costoni”, le parti più ripide dei vigneti. Le distanze tra pianta e pianta sono di circa un metro e, grazie alla tecnica della potatura verde si ottiene sia un grappolo sia un acino più piccolo e di una maggior concentrazione qualitativa. Il lavoro viene portato avanti “intra-filo”, con una sfogliatura manuale, di media due volte per stagione, e il taglio delle femminelle che crescono tra il tralcio e le foglie.

In vigneto l’azienda Skerk è certificata BIO da vent’anni e si cerca inoltre di seguire i cicli biodinamici per le principali attività di potatura, vendemmia, travasi ed imbottigliamento. I trattamenti vanno dai più classici rame e zolfo a prodotti a base di alghe, propoli, oli d’arancio e Sandi ammette che qualche macchia di peronospora, cercando di limitare i trattamenti, ogni tanto appare tra le foglie.

Skerk

Il terreno è quello incontrato anche nelle altre aziende del Carso (l’azienda Skerk si trova appena sotto all’azienda di Beniamino Zidarich), con poca terra rossa in superficie e la dura pietra carsica subito dopo.

Come molte realtà di quella zona la nascita dell’azienda si fa risalire alle generazioni precedenti, in questo caso al nonno che nel ‘900 possedeva alcuni vigneti, orto, bestiame più per autosostentamento che come titolare di un’azienda agricola. Il padre, invece, era un agricoltore “part-time”, lavorando in altro settore, e la rinascita dell’azienda vitivinicola come la vediamo oggi è cominciata nel 2000 quando Sandi iniziò ad allontanarsi dalle modalità di conduzione convenzionale per dedicarsi alla produzione di vini territoriali, con maggior cura della vigna e la riduzione drastica di agenti esterni anche in cantina.

Skerk

Ci immergiamo tra gli scavi della futura nuova cantina, che ad oggi sembra più un insieme di grotte e cunicoli sotterranei scavati tra la pietra, dove ogni tanto si trova qualche vera di terra, che viene rigorosamente portata in vigna. Nell’area degli scavi verranno realizzati una nuova sala per le macerazioni, una per gli affinamenti e un altro spazio per le degustazioni, tutti processi che ad oggi vengono effettuati nella cantina realizzata circa vent’anni fa, diventata ormai un po’ stretta vista la produzione di venticinque, trentamila bottiglie per anno.

Proprio durante la mattinata è stato aperto il pertugio che collega la nuova alla vecchia cantina e possiamo affermare di essere stati i primi a passarci!

Skerk

In cantina si può notare una grotta naturale che scende duecento metri sotto terra, anche se il tesoro trova ben prima, infatti a trenta metri sono state posizionate alcune bottiglie dell’azienda per essere affinate ed invecchiate. Sicuramente in questo modo non c’è la tentazione quotidiana di berle.

I vini prodotti da Skerk sono Vitovska, Malvasia, Terrano e Ograde, un uvaggio di parti simili di Vitovska, Malvasia, Sauvignon e Pinot Grigio.

I processi di vinificazione rispecchiano tutti la stessa tecnica, che ovviamente può variare di anno in anno a seconda delle condizioni dell’uva: una settimana di macerazione in tini aperti di legno con conseguente fermentazione spontanea, due anni in botte grande (con una media di tre, quattro travasi). Prima dell’imbottigliamento viene effettuata una decantazione di circa un mese in acciaio e nessuna filtrazione.

Skerk

Oltre ai lavori di espansione della cantina, la novità per il prossimo anno sarà l’esordio sul mercato di una bollicina, a base Glera, vendemmia 2015, che riposa un anno in legno e viene poi imbottigliata e fatta rifermentare con il mosto ottenuto dalla successiva vendemmia, per poi far riposare le bottiglie per quattro anni.

Lasciamo continuare i lavori a Sandi, con la promessa di tornare a vederli ultimati e ci rimettiamo in cammino, dopo avergli consegnato la maglia numero 55 di Winetelling e aver preso qualche bottiglia di vino.

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