Son Juliana, un’ultima visita a Palma di Maiorca in località Santa Eugenia (Spagna)

Son Juliana, un’ultima visita a Palma di Maiorca, in una cantina che, anche in questo caso, unisce la tipicità dell’isola ai tratti germanici

Venerdì 02 Gennaio

Son JulianaCi spostiamo a sud di Binissalem, in località Santa Eugenia, dove si trova l’azienda Son Juliana, una realtà piuttosto nuova nel panorama vitivinicolo di Palma di Maiorca, fondata dalla passione per il mondo del vino, da parte di Günther Zimmer, imprenditore di chiare origini tedesche.

A raccontarci la storia di questa azienda famigliare Christina, anche lei tedesca che dall’agosto del 2025, dopo alcune esperienze nel mondo del vino, si sta dedicando all’accoglienza in cantina, oltre alla gestione del marketing e della comunicazione.
Prima di partire nel nostro percorso di scoperta è necessario approfondire il nome di Son Juliana, che deriva dalla parola Maiorchina “Son” che significa “proprietà” e dall’unione del nome della moglie e della prima figlia del titolare, rispettivamente Julia e Ana.

Son JulianaCi troviamo in una realtà che conta sette ettari vitati e due ettari piantati ad uliveto (delle varietà Arbequina e Picual), tutti in un unico corpo, lo stesso dove nasce la sala degustazioni e cantina di vinificazione. Un tempo qui c’era un terreno incolto, fino al 2013, quando si sono piantate le prime vigne, puntando su nove varietà, tra autoctone ed internazionali: Prensal, Muscatell, Giro Ros, Callet, Manto Negro, Chardonnay, Merlot, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah.

Son JulianaIn quest’area troviamo un substrato uniforme, argilloso e ricco di pietre, pur non troppo abbondanti come in altre zone, godendo di un microclima ventilato, ma ben protetto dalla catena montuosa della Tramontana. Da sempre si è lavorato in biologico, con una grande cura rivolta alla sostenibilità, sia in vigna sia in cantina, dove si sono adottati i pannelli solari che alimentano la gran parte del fabbisogno di elettricità.

Son JulianaLe vinificazioni sono gestite dallo stesso enologo spagnolo, protagonista fin dall’inizio di questa avventura, dopo i suoi studi universitari nella stessa Palma.
Son JulianaPer toccare con mano la cantina è necessario spostarsi nella struttura adiacente, dove si possono trovare due diversi piani. A quello superiore è situata la sala dedicata agli acciai, con vasche di diverso formato, tutte a temperatura controllata, oltre alla linea di imbottigliamento, così da essere autonomi in ogni processo, magazzino e un piccolo deposito per gli attrezzi utili alla vinificazione, come la diraspatrice. Son JulianaTutte le uve raccolte, dalla famiglia e dai collaboratori di Günther, ma anche dagli studenti che si recano in azienda per la vendemmia, vengono prima raffreddate in alcune celle frigo, per poi essere diraspate e pressate, nel caso delle varietà a bacca bianca, o inserite in acciaio per quelle rosse, per eseguire la macerazione e conseguente fermentazione, attivata con lieviti selezionati. Al piano superiore si può vedere la barricaia, dove sono presenti esclusivamente barrique francesi e americane, di diverso passaggio.

Son JulianaDopo aver esplorato i vari spazi di trasformazione delle uve, riprendiamo una scala che ci porta al punto di partenza, la sala degustazioni, fondamentale per poter far conoscere i vini della Bodega ai numerosi ospiti che la raggiungono, avendo investito molto negli ultimi anni sul tema dell’accoglienza.
Qui iniziamo ad assaggiare i vini Son Juliana, senza dimenticare di approfondire che la sua produzione è di circa venticinque/trentamila bottiglie per anno, suddivisa in sette diverse etichette.

Son JulianaCominciamo con uno dei tre vini bianchi “Cuvée #1”, a base Prensal, Muscatell e Giro Ros, varietà tipica di Palma di Maiorca, dal colore buccia di cipolla/ramato. Annata 2021 vinificato ed affinato in solo acciaio si presenta con sentori erbacei, di té verde, mandarino, note di gelsomino e leggermente fumé, per un sorso semplice, di beva, fresco, non troppo ricco di acidità, discreta sapidità e mineralità, con un sentore di mandorla amara e di moderata persistenza.

Son JulianaBalziamo al rosato “Cuvée #3”, ottenuto da uve Callet, Manto Negro, Cabernet Sauvignon, pressate direttamente, vinificate ed affinate in maniera separata in acciaio. 2024 che regala note di arancia delicata, albicocca, melone, melograno per un sorso sempre fresco, con maggiore acidità, discreta mineralità e sapidità e moderata persistenza.

Son JulianaIl secondo bianco in assaggio è il frutto di un’uva a bacca rossa, nello specifico il Manto Negro, che viene pressata direttamente così da non estrarre colore. Nell’annata 2022 ne sono state prodotte solo duemila bottiglie, con vinificazione ed affinamento in acciaio, per un vino Blanc de Noir dai sentori di agrume, bergamotto, pesca bianca, un tocco di confetto e un sottofondo di mandorla e pepe nero. Al palato presenta una discreta acidità, ritorna la nota di mandorla amara, discreta sapidità, mineralità e persistenza.

Son JulianaContinuiamo con lo Chardonnay 2023, anno in cui ne sono state prodotte milletrecento bottiglie, con fermentazione e affinamento di cinque mesi in barrique nuove e usate, per poi passare in acciaio qualche altro mese. Al naso presenta sentori più complessi, di frutta matura, pesca gialla, ananas, note tostate, burrose, di spezia, pepe bianco, ma anche frutta secca e un tocco di miele delicato. In bocca entra con un buon corpo, equilibrato da una buona spalla acida, discreta sapidità e mineralità, una discreta grassezza e persistenza.

Son JulianaIl mondo dei rossi si apre con il Manto Negro in purezza, che affina per otto mesi in barrique e, nell’annata 2021, si presenta con note di ciliegia, frutti di bosco, marasca, rosa, violetta, note terrose e di sottobosco, di cioccolato fondente e spezia. In bocca entra con una discreta acidità, abbastanza sapido e minerale, di beva, con un buon equilibrio, tannino setoso e buona persistenza.

Son JulianaDopo aver assaggiato la numero uno e tre è il turno della “Cuvée #2”, blend di Cabernet Sauvignon al 55% e Merlot il restante 45%, che affinano per due anni in barrique. Annata 2018 si presenta con sentori di frutti di bosco, mirtilli, lampone, prugna, un tocco di sottobosco, note ferrose, di china e spezia dolce per un sorso più minerale, con una discreta acidità e sapidità, tannino più marcato ma integrato e buona persistenza.

Son JulianaConcludiamo con il Syrah 2021, che affina per due anni in barrique nuove ed usate, il quale esprime sentori di frutti scuri, prugna, ciliegia nera, per poi passare alle note speziate, di pepe nero, peperoncino, inchiostro, sentori ferrosi ed ematici, ma anche mentolati e balsamici. In bocca presenta un ottimo corpo, con maggiore tannino e acidità, ancora giovane per trovare la sua integrazione ed equilibrio.

Son JulianaNon ci siamo fatti mancare anche un accompagnamento d’eccellenza, a base di prodotti tipici Maiorchini, tra cui le impanadas, una sorta di pizza/focaccia, alcuni paninetti con sopra della sobrassada, un’ottima salsa di pomodoro da spalmare, il “pan moreno”, ma anche olive, mandorle, uva e un salame locale. Son Juliana

Son JulianaUn’esperienza conclusiva di questo viaggio alla scoperta delle cantine di Maiorca, grazie a Christina che ci ha permesso di godere dei vini Son Juliana accompagnati ad un assaggio di tradizione dell’Isola.

Torna in alto