Stancija Collis, assaggi delle nuove annate, anteprima del Pet Nat e visita della cantina che ci era sfuggita l’anno precedente
25 Giugno 2021
Il rituale è lo stesso dello scorso anno, giornata di mare nella spiaggetta di Palud, all’interno della riserva naturale, a pochi chilometri dal centro di Rovigno e aperitivo nell’azienda Stancija Collis.
Il paesaggio circostante è sempre incantevole e la vista splendida, con una giornata di sole che permette di vedere le piccole isole nei dintorni di Rovigno ed il campanile di Sant’Eufemia situato nel centro del paese.
Giorgio ci accoglie sempre con il sorriso e un calice di Malvasia 2019, la più fresca delle due che produce l’azienda. Nessun contatto con le bucce e fermentazione spontanea per poi essere decantata ed affinata in solo acciaio.
Un vino fresco dai sentori erbacei, di timo ed erbe aromatiche, pesca, tenui sentori di miele e note fumè. Pieno, minerale e dalla buona sapidità, emblema del territorio di questa parte dell’Istria baciata dal sole ed accarezzata dal mare.
Le novità principali che troviamo quest’anno sono tre: la creazione di un’abitazione tra le vigne, con vista mare, che può accogliere fino ad un massimo di cinque persone; l’idea di promuovere cene a tema, su prenotazione, con cibi locali a base di carne o pesce e la produzione di una Malvasia Pet Nat, che deve ancora uscire sul mercato.
Anche questo vino è stato dedicato alla figlia, con la riproduzione della sua manina in etichetta e il numero cinque raffigurato, in croato “Pet”. L’etichetta la vediamo in anteprima poiché il vino non è ancora stato immesso nel mercato.
Vendemmia 2020, lieviti indigeni e una prepotenza che deve ancora trovare il suo corretto equilibrio; per aprirlo abbiamo dovuto bucare il tappo altrimenti avremmo rischiato di avere un effetto esplosivo, come è già capitato a Giorgio nei test di altre di queste bottiglie.
Vino dal colore giallo intenso, torbido, che si presenta pulito al naso, con note fresche di frutta come l’albicocca, ma la tendenza è all’agrume e sentori che ricordano il mosto. Un gusto citrino al palato, dalla bolla abbastanza fine ma non invadente, abbastanza minerale e abbastanza lungo. Sicuramente gli serve qualche mese ancora per trovare la “retta via”.
Tra le chiacchiere anche un calice della nuova Malvasia “Vita”, la punta di diamante dell’azienda Stancija Collis, assemblaggio di Malvasia che affina per una parte in acciaio, una in barrique di rovere e la terza in legno d’acacia, dopo una macerazione di quasi un mese in tini aperti di legno e fermentazione spontanea.
Al naso i profumi principali sono di agrume, cedro, frutta a polpa gialla, note di miele, pepe bianco, mentre l’ingresso in bocca è avvolgente ed intrigante, con un gusto pieno e minerale, con un’ottima persistenza.
Dopo esserci rilassati nella terrazza panoramica un giretto nella cantina dove vengono pensati ed affinati i vini Stancija Collis, luogo che lo scorso anno non avevamo esplorato.
Due ambienti rispettivamente con vasche di acciaio e, nella parte inferiore, barrique di rovere e di acacia. Qui vengono affinati Malvasia, Terrano, ma anche un Merlot ed un Cabernet Sauvignon.
La temperatura è di almeno dieci gradi sotto a quella della parte esterna, sicuramente favorevole agli assaggi dalle botti, sia di Malvasia che dei rossi. Malvasia che prende due strade diverse tra botti di acacia e di rovere, orientandosi più verso la spezia nel primo caso mentre con note più dolci nel legno di rovere.
Il Terrano invece, che sta riposando da quasi un anno in legno è già abbastanza morbido, con un buon equilibrio e le parti dure come l’acidità che lo contraddistinguono già abbastanza addomesticate.
Merlot e Cabernet hanno lunga vita e possono rimanere a riposare ancora qualche anno e sarà nostra premura assaggiarli anche l’anno prossimo e quello successivo per decretare assieme a Giorgio quando sarà ora di metterlo in bottiglia.
Tra gli assaggi e le chiacchiere si sono fatte le otto e mezza di sera, ma sicuramente cogliamo l’invito a testare la cucina di Stancija Collis alla prima occasione di tornare a Rovigno, magari facendo qualche abbinamento internazionale tra vini italiani e pietanze istriane.
Maglietta numero 58 per Giorgio, visto che l’anno scorso non erano ancora in produzione!


