Alla scoperta dell’azienda di Franco Toros, Novali – Cormons (Gorizia)

Toros, in compagnia di Franco Toros, nella sua azienda sul Collio, quasi al confine con la Slovenia

Un pomeriggio con Franco Toros, che mi accoglie nell’omonima cantina Toros in località Novali, a Cormons.

Franco è ormai la quarta generazione di una famiglia che da sempre ha fatto vino; è stato il bisnonno Edoardo a stabilirsi sul Collio e iniziare a lavorare una terra che negli anni ha dato sempre più soddisfazioni. Franco oggi porta avanti questa attività anche con l’aiuto delle tre figlie Eva, Cristina ed Erika e conta ormai dodici ettari vitati tutti a corpo, per una produzione che oscilla tra le sessanta e le ottantamila bottiglie per anno.

Toros

I vigneti vengono gestiti per ottenere il meglio nella produzione di un’uva sana che possa dare un ottimo prodotto finale, lavorando in maniera convenzionale. Non solo per salvaguardare il raccolto di anno in anno, ma sposando la teoria di un impatto diverso in termini di inquinamento e calpesto del vigneto. “Nel 2020 ho fatto dieci trattamenti, contro i venti di chi lavora in biologico, chi impatta più negativamente?”.

Una domanda che resta senza risposta per la mia esperienza di appassionato, ma su cui il lavoro di ricerca è in atto!

Il tempo è denaro, il lavoro sotto fila è faticoso e si argina con alcuni diserbi limitati, ma a sostegno della sua teoria Franco aggiunge che dove trattano con il rame non ci sono né cinghiali né lepri, vermi, caprioli, tutti presenti tra i suoi filari.

I vigneti contano cinquemila ceppi, ettaro e si arriva ad un’età di sessant’anni, con una resa di circa cinquanta, ottanta quintali, ettaro.

Il territorio è quello del Collio, a poche centinaia di metri dalla Slovenia, con le sue colline dolci e ricche di vigneti, tra il mare Adriatico e la catena delle Prealpi Giulie. Nel sottosuolo troviamo la tipica “ponca”, costituita da marne e arenarie stratificate che, nel corso dei secoli, sono state erose dagli agenti atmosferici, creando un terreno ideale per la viticoltura, che infonde nei vini una ricca mineralità e sapidità.

La parte più faticosa, ma anche la più divertente viene fatta in vigna; “se devi fare qualcosa di grande, devi anche divertirti”. L’uva viene vendemmiata rigorosamente a mano ed in cantina viene fatto solo il necessario con una concentrazione maggiore sui vini bianchi, le cui uve sono lavorate intere, senza contatto sulle bucce.

Toros

Le etichette prodotte sono principalmente sette, sei bianchi e un solo rosso: Friulano, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon, Ribolla Gialla e Merlot.

Uno sguardo nella parte più nuova della cantina, costruita negli anni Novanta sotto al giardino, dove sono sistemate le vasche in acciaio e più in profondità una barricaia con botti nuove ed usate.
Scendendo in profondità, si arriva ad un cunicolo e ad un’altra piccola cantina datata 1648, dove è conservata la riserva privata di Franco.

Toros

Dopo un breve tour, ci sediamo nella sala degustazioni, che deve averne ospitate a migliaia, visto anche il numero e il livello di bottiglie che la contornano.

Partiamo con il Pinot Bianco 2019 che affina in acciaio per circa cinque, sei mesi e un 15% per lo stesso tempo in legno; i sentori al naso sono freschi, note principalmente di frutta fresca, agrume delicato, erbe aromatiche, con un’ottima verticalità, ricco al palato e di buona persistenza. Caratteristica che accomuna tutti i vini assaggiati è la mineralità, infusa dal territorio del Collio e dalla sua ponca.

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Passiamo poi al re del territorio, il Friulano 2019, vinificato ed affinato come il precedente, che sprigiona note fruttate dal tropicale ananas, agli agrumi ed erbe aromatiche come il timo. In bocca è pieno ed avvolgente, riempie il palato e chiude con una mandorla tenue, delicata, restando in bocca per più di qualche secondo.

TorosTra un calice e l’altro Franco taglia un salame, ovviamente il più buono del Friuli! C’è una battaglia tra le persone del posto per definire chi ogni anno produce l’insaccato più buono, motivo di vanto, tanto da ipotizzare una bizzarra operazione di marketing “sei più uno”: un cartone da sette composto da sei bottiglie di vino e un salame, con il vino in regalo, ma il salame ad un costo esorbitante!

E’ il turno del Pinot Grigio 2019, che affina in solo acciaio, dalle note agrumate, una leggera nocciola, note erbacee, di fieno; più fresco e meno pieno del precedente, è un vino delicato, elegante, con una buona struttura, che lascia una piacevole grassezza in bocca.

TorosPassiamo poi ad una mini-verticale di Chardonnay, che comincia con un 2015, affinato in legno per circa cinque mesi, dal naso pieno, con sentori di frutta a polpa gialla matura, tropicale, con note di ananas, fiori gialli, scorza d’arancia e note burrose. In bocca è morbido e riempie il palato, con un buon equilibrio e un legno che non infastidisce, ben dosato, piacevole e persistente.

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Passiamo ad un 2009, che rispetto al primo presenta una frutta più matura e note che tendono al caffè, con l’impatto probabilmente di una tostatura diversa della botte, che si percepisce sia al naso sia in bocca. Più pieno, ricco, caldo, forse meno equilibrato del primo, ma comunque piacevole nei suoi dodici anni di vita.

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Concludiamo con un 2006, che “torna sui binari” con il suo colore ormai dorato; emerge la mela matura, ma anche una leggera menta in sottofondo, note di vaniglia, vinoso, tendente al balsamico. In bocca è avvolgente, morbido, ha ancora una buona spalla acida a supporto, con la sua piacevolezza di beva non stanca il palato.

TorosDopo questa triade di Chardonnay, l’unico rosso di casa Toros, il Merlot, nella sua ultima annata 2016. Vino che affina per trenta mesi in legno, in parte nuovo, in parte di secondo passaggio, ancora giovane, dai sentori di amarena, lampone, prugna, con una nota speziata e di tostatura. Fresco e minerale, Franco consiglia di lasciarlo riposare ancora per qualche anno per apprezzarne la sua vera essenza.

Il mercato è distribuito tra Italiaed estero in un rapporto ci circa settanta/trenta, con un ingente afflusso di privati che vanno ad acquistare i vini Toros direttamente in cantina.

TorosDopo aver superato lo scoglio linguistico, il friulano è la lingua principale, è stata goduta a pieno l’esperienza con Franco Toros, che conduce una delle cantine simbolo del Collio. Per questo pomeriggio passato assieme, maglietta numero 31!

 

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