Una mattinata pugliese, in località Montemesola, assieme all’amico Andrea nell’azienda Vetrere, che prende il nome dall’omonima contrada
31 Maggio 2024
Una mattinata pugliese che si apre in località Montemesola per scoprire l’azienda Vetrere, la quale prende il nome dall’omonima contrada in provincia di Taranto, in compagnia dell’amico Andrea, che ne gestisce gli aspetti commerciali. Ci troviamo in una realtà famigliare di duecento ettari, di cui cinquanta vitati, che si estendono da Taranto a Bisceglie. Proprio nella cittadina di Bisceglie è situato lo storico palazzo di famiglia Palazzo Ammazzalorsa, situato lungo la strada che passa sulle mura aragonesi del XV secolo, nei pressi del Largo Ammiraglio Luigi Durand de La Penne, dominando tutto il porto.
Tornando a parlare dell’azienda agricola dobbiamo andare indietro di qualche decennio, quando nel 1938, Enrico Bruni, eredita da una zia la proprietà, iniziando ad investire sull’attività agricola.
Il signor Bruni era un visionario nel condurre l’azienda, anche in quelle che oggi riteniamo piccole o insolite cose, come la costruzione di bagni separati per donne e uomini o la realizzazione di una cappella dove i collaboratori potevano pregare nei momenti liberi, ancora oggi consacrata e presente nella proprietà. La sua attività principale era legata alla produzione di vino sfuso, evoluta e trasformata nel corso della storia nella produzione di vino in bottiglia.
A portare avanti l’azienda, una generazione tutta al femminile, con le figlie di Enrico, Annamaria e Francesca, che si sono stabilite nella villa del 1600 all’interno della proprietà. In un lato dell’abitazione si può notare il simbolo della famiglia, coperto dall’edera che sboccia in primavera, che raffigura un’orsa.
L’ultima generazione è rappresentata dalle figlie di Annamaria, Fanny che si occupa della parte amministrativa, e Enrica, responsabile del marketing, oltre a Martina, enologa, e Federico che gestisce la campagna, entrambi figli di Francesca. Anche le nuove generazioni, oltre ad essere impegnate nell’attività di famiglia, abitano all’interno della proprietà.
Nel parco esterno, di fianco all’abitazione si può notare un piccolo parco ricco di piante ed alberi chiamato “Giardino degli inglesi”, dove vengono organizzati numerosi eventi e servizi fotografici.
Assieme ad Andrea andiamo a scoprire la cantina che si trova alle spalle della villa, all’interno della quale troviamo le vasche in acciaio e una sala dedicata alle degustazioni. Qui la temperatura è costante, grazie alla coibentazione e all’aiuto dell’impianto di condizionamento, alimentato dai pannelli solari. C’è da sottolineare che Vetrere è quasi del tutto autonoma nella produzione di energia, utile a soddisfare il fabbisogno delle varie strutture presenti nella proprietà.
In quest’area vengono ricevute le uve, vendemmiate sia a mano sia meccanicamente, per lo più per accorciare le tempistiche di raccolta. L’uva viene diraspata e le fermentazioni avvengono esclusivamente in acciaio, con l’utilizzo di lieviti selezionati.
Nella parte sottostante è presente la barricaia, costruita recuperando gli spazi che un tempo erano dedicati alle vasche di cemento, rivalutate per contenere le botti. Quest’ area, da circa un anno è in fase di ristrutturazione e, per tale motivo, barrique e tonneau, dedicate a tre dei vini della linea Vetrere sono state trasferite in una cantina terza, prezioso supporto per gli affinamenti.
All’interno della sala degustazioni si possono vedere le varie etichette prodotte, tra cui: il Minutolo “Crè” (letteralmente “domani” in dialetto tarantino); il blend di Minutolo e Chardonnay “Laureato”, il primo vino imbottigliato, dal nome che riporta alla vendemmia del 2000 quando è stato necessario raccogliere in fretta le uve per essere vinificate, ma non si trovavano i collaboratori in cantina, ricorrendo ad amici di famiglia, tutti dottori in qualche materia che esulava dal mondo del vino. Un secondo Minutolo è il “VT”, Vendemmia Tardiva. Il Minutolo è un’uva in cui l’azienda ha creduto fin da subito, storicamente confusa con il Fiano Campano, trovando la sua giusta gloria solo negli ultimi anni. Con quest’uva si produce anche un vino macerato il “Minù”, con uve che restano a contatto tra di loro per circa quindici/venti giorni.
Proseguiamo con due Chardonnay: “Finis” e “Umi”, quest’ultimo dedicato solo al mercato giapponese; due bollicine ottenute con Metodo Martinotti, rifermentati per sei mesi in autoclave: “Aureo”, a base rispettivamente di Aglianico e Minutolo. Il mondo dei rossi si apre con “Taranta”, dal nome del tipico ballo salentino, un blend di Negroamaro e Malvasia; “Tempio di Giano”, Negroamaro, che prende il nome dalla contrada in cui si trova il vigneto con cui viene prodotto; “Livruni”, un Primitivo che richiama il nome della famiglia Bruni e “Passatauro”. Quest’ultimo, Malvasia in purezza, trova in etichetta una vecchia mappa catastale, rappresentata su una pelle di mucca o pecora, la quale riporta molti dei vigneti che oggi sono parte della proprietà Vetrere. Il nome del vino rievoca i vari passaggi che ci sono tra un appezzamento e l’altro.
Concludiamo con i tre rossi che svolgono un affinamento in legno “Barone Pazzo”, Kamelios” e “Lago della Pergola”, rispettivamente Primitivo in purezza, un blend di Negroamaro e Malvasia Nera e Negroamaro in purezza.
Nella parte esterna si possono toccare con mano i cinquanta ettari vitati, che circondano gli edifici dell’azienda. Non solo vino ma anche un frutteto, dove si organizzano diverse iniziative, la più importante a Ferragosto, quando i partecipanti sono più di cinquecento.
All’interno di quest’area si possono trovare alberi di nespole, fichi, albicocche, fichi d’india e un orto adiacente.
Dando uno sguardo ad uno dei vigneti, situato in prossimità del frutteto, si può vedere il primo appezzamento piantato da Annamaria e Francesca, tutto a piede franco, a base di Minutolo, dedicato al vino “VT”.
Vetrere basa i suoi vigneti su terreni prettamente calcarei, i quali donano acidità, freschezza, ma anche larghezza ed eleganza ai propri vini.
Dal 2023 i vini bianchi sono certificati BIO, mentre i rossi dovranno attendere un altro anno, semplicemente per il già citato rinnovo in corso della barricaia, così da poter ottenere la certificazione anche su quest’area.
I trattamenti sono a base di rame e zolfo, limitandosi a tali pratiche e cercando di essere il meno interventisti possibile.
Nel 2023 la produzione è stata tristemente decimata del 40% a causa della peronospora.
La produzione si attesta sulle duecentomila bottiglie circa, per anno, avendo un potenziale molto più ampio, ma volendo crescere non troppo repentinamente e mantenendo i corretti standard qualitativi.
Una mattinata che si conclude con un pranzo di pesce nel centro di Grottaglie, al ristorante La Luna nel Pozzo, accompagnato da una bottiglia di Minutolo “VT”.
Un vino dai sentori marcati di mela matura, mela cotogna, ananas, mango, note floreali, di mimosa e tiglio, ma anche una leggera roccia bagnata. In bocca ha un buon corpo, ben bilanciato dalla spalla acida e una ricca sapidità, oltre alla mineralità e una buona persistenza.
Un ringraziamento ad Andrea e ad una parte delle nuove generazioni Martina ed Enrica che meritano la maglietta numero 343.
P.S. tra gli ampi spazi dell’azienda Vetrere scorrazzano anche alcuni cani, di diversa taglia: Ginger, Kia, Zara, Ara, Piumetta, Lulù!


