Una giornata tra i paesini a nord di Treviso, tra storia, natura, cultura e un’azienda vitivinicola che produce principalmente Prosecco e Verdiso
16 maggio 2021

Un giro fuori porta che in una giornata uggiosa e minacciante pioggia si apre con la visita ad alcuni paesini a nord di Treviso.
La prima tappa è la visita all’Abbazia di Sant’Eustachio, a Nervesa della battaglia. Il più vecchio monumento del paese, risalente a metà del XI secolo, quando il conte di Treviso Rambaldo III e sua moglie Gisella, fondarono e dotarono di ricchi benefici un cenobio di monaci benedettini e lo assoggettarono alla sede Apostolica Romana.
Dopo l’istituzione dell’abbazia da parte della famiglia dei Collalto ci fu una prima distruzione durante la guerra Guelfo-Ghibellina e più precisamente tra Azzo d’Este e Ezzelino da Romano. Una seconda distruzione durante la guerra tra Ungari e Trevisani nel 1358 fino all’epoca della crisi delle istituzioni religiose, nel 1521, anno in cui fu sciolto il monastero.
Con l’avvento di napoleone e il Regno d’Italia tutti i diritti religiosi passarono al potere pubblico, decretando l’inizio della fine della storia dell’Abbazia, che ricevette il suo colpo di grazia con i bombardamenti della prima guerra mondiale.
Dopo essere stata abbandonata e utilizzata come cava di materiali di costruzione, nel corso degli anni duemila è stata restaurata e rivalutata, grazie anche all’operato di un’importante azienda vitivinicola, di cui si possono ammirare i vigneti negli appezzamenti circostanti all’abbazia.

Il tour continua sempre a Nervesa della Battaglia, dove si trova un monumento per ricordare il punto in cui è caduto con il suo velivolo il Maggiore Francesco Baracca, durante la prima guerra mondiale. Il Maggiore ha combattuto almeno sessanta duelli aerei sul fronte del Carso prima e del Piave poi, meritando innumerevoli decorazioni.
Non è certo il motivo della sua morte, probabilmente vittima di una mitragliatrice austriaca, che lo colpi al capo, precipitando su quei terreni vicino all’Abbazia.
Curioso ricordare che la madre ha donato ad Enzo Ferrari l’emblema di volo del figlio: il famoso cavallino rampante.
Uno sguardo anche al Sacrario Militare, situato ad un paio di chilometri, che raccoglie le spoglie dei soldati italiani e austro-ungarici caduti nelle battaglie lungo il fiume Piave, purtroppo chiuso il quel momento.

Spostandoci in un altro borgo a nord di Treviso raggiungiamo Collalto, nel comune di Susegana, dove svettano i resti delle mura e del castello medioevale di San Salvatore costruito attorno al XII secolo per volere del primo conte di Treviso Ensedisio I. Nei primi anni è stato al centro di diversi eventi bellici tra la città di Venezia e Treviso, rivaluto poi a residenza dei conti e distrutto tra il 1917-1918 durante la prima guerra mondiale.
Ad oggi rimangono la torre, di notevole altezza, ed i terrazzamenti a verde contenuti da muri in pietra e mattoni.

Una penultima tappa al suggestivo Molinetto della Croda, nella valle del Lierza. Una costruzione edificata a più riprese a partire dal XVII secolo poggiando sulla nuda roccia, la “croda” della montagna. Successivamente la struttra si è ampliata per ospitare modeste famiglie di mugnai, sempre alla prese con la povertà e le minacce incombenti delle piene, di cui si possono ricordare le più devastanti nel 1835, 1941, 1953 e 2014.
L’ultima macina è avvenuta nel 1953, per poi abbandonare la struttura a seguito dell’incalzare dell’industrializzazione. Di recente è stato sottoposto ad un’opera di restauro ed acquistato nel 1991 dal Comune di Refrontolo, rendendolo un patrimonio culturale fruibile dalla collettività.
A nord di Treviso le aziende vitivinicole non mancano di certo e, vista anche l’ora di pranzo, la scelta ricade sull’Azienda Agricola Crodi, A Combai frazione di Miane, dove le specialità dell’Osteria al Contadin sono Spiedo, Prosecco e Verdiso!


