Un pomeriggio nell’azienda I Magredi, con gli amici di Vini WebStore, Domanins (Pordenone)

Un pomeriggio passato nel cuore della Grave del Friuli, nell’azienda i Magredi, con gli amici del progetto Vini WebStore

04 Agosto 2022

Siamo nel cuore della Grave del Friuli, precisamente a Domanins in provincia di Pordenone, e con gli amici del progetto Vini WebStore andiamo a scoprire l’azienda i Magredi, in compagnia di Massimiliano Loca.

I MagrediDall’accento non troppo autoctono, Massimiliano è uno dei pilastri portanti dell’azienda, trasferitosi da Roma per motivi famigliari nel 1987, collabora con i Magredi dal 2000. Arrivato in questa realtà grazie ad un semplice curriculum, dopo un’esperienza in un’altra cantina del territorio, il suo ruolo iniziale era quello di supervisione delle vigne, processi di cantina e principalmente di effettuare le analisi di laboratorio; mansioni convertite oggi, quasi nella totalità, nella gestione degli aspetti commerciali.

I MagrediDopo la sua presentazione, un benvenuto con una bollicina, necessaria per stemperare il caldo torrido della giornata, con il termometro che oscilla tra i trentasette e i trentotto gradi. Prosecco Rosè 90% Glera e 10% Pinot Nero dai sentori delicati di piccoli frutti rossi, fragolina di bosco, fiori bianchi, una leggera nota di miele per un sorso fresco e dalla buona beva, senza impegnare il palato e gli altri sensi.

Immergendoci nella storia de i Magredi scopriamo che nel 1988 l’attuale titolare Michelangelo Tombacco ha riconvertito l’azienda acquistata da suo padre nel 1968 in tenuta vitivinicola, sostituendo gli alberi da frutto di pesche e mele, con la vigna. Una realtà che negli anni ha vissuto momenti di rinnovo continuo, con la sostituzione di tutti i vecchi vigneti, non facendone rimanere alcun superstite, visto che l’ultimo di Pinot Grigio datato 1989 è stato espiantato lo scorso anno.

Oggi l’azienda conta novanta ettari di cui sessanta sono vitati, per una produzione di circa settantamila ettolitri di vino all’anno, contro i dodicimila iniziali, facendo triplicare anche l’organico da cinque a quindici persone. Le varietà coltivate sono un 85% a bacca bianca, rappresentate da Pinot GrigioSauvignon BlancFriulanoTraminer AromaticoChardonnayRibolla GiallaGlera, e un 15% a bacca rossa tra cui MerlotCabernet Sauvignon e Refosco dal Peduncolo Rosso. Queste ultime si addizionano ad altre varietà che si vinificano in azienda, le quali provengono da una realtà della stessa proprietà, a Gaiarine, in provincia di Treviso, dove il protagonista indiscusso è il Raboso.

Motivo di questa “decisione a bacca bianca” è il territorio che, come è già stato citato è quello della Grave del Friuli, che si è formato diverse centinaia di migliaia di anni fa dallo scioglimento dei ghiacciai e il conseguente trasporto dei detriti da parte dei fiumi, Cellina e Meduna, verso valle, lasciando così un substrato magro, caratterizzato dalla presenza di sassi, ciottoli e ghiaia, definito Steppa Magredile, da cui prende il nome l’azienda.

I MagrediLa conduzione dei vigneti è seguita da un agronomo e si lavora con un sistema di “viticultura tradizionale”, cercando di utilizzare trattamenti a basso impatto, con macchinari che evitano la deriva dei prodotti. Dal 2021 si è ottenuta anche la certificazione SQNPI.

Spostando lo sguardo alle cantine, si possono notare quattro principali strutture, che riassumono le tappe evolutive dell’azienda, il primo stabile del 1990, il secondo del 2000, il terzo costruito tra il 2005 e il 2007 mentre l’ultima costruzione porta la data del 2018. Edifici che hanno svolto funzioni diversificate nel tempo, con alcuni fattori comuni quali: la presenza dell’acciaio e le temperature rigorosamente controllate. Nell’ultimo spazio costruito si possono notare addirittura due linee di pigiatura e quattro presse, al fine di lavorare le varietà in maniera differenziata.

I Magredi punta da quando è nata sull’enoturismo e sul far vivere le dinamiche aziendali di produzione del vino alle persone che vi fanno visita, oltre al gettonato punto vendita che negli anni ’70 e ’80 era un chiosco adibito alla vendita di frutta e oggi vende più di cinquantamila bottiglie all’anno.

Davanti al punto vendita è stato creato un impianto a forma radiale, di Sauvignon Blanc, ad uso principalmente dimostrativo e promozionale, il primo piantato in Italia, nel 2008. Tra le vigne si possono notare anche alcuni cartelli con frasi emblematiche e filosofiche a tema enologico, tra cui balzano all’occhio:

Dove non c’è vino non c’è amore” (Euripide)

La Perseveranza è ciò che rende l’impossibile possibile” (R. Half)

Interessante scoprire che il simbolo dell’azienda riprende l’impianto vitato circolare e rappresenta un connubio tra natura e lavorazioni dell’uomo, ma anche un legame con il territorio, essendo il centro del disegno occupato dai sassi che caratterizzano la Grave del Friuli.

Le bottiglie prodotte, senza contare la seconda azienda di proprietà, sono circa cento cinquantamila per anno, con le uve che si raccolgono meccanicamente, fermentazioni controllate con lieviti selezionati, stabilizzazioni tartariche nei mesi invernali, per poi imbottigliare i primi vini nei primi mesi dell’anno. Oltre alle bottiglie, una grande fetta di mercato è dedicata al vino sfuso e alla produzione di vino base da vendere ad aziende terze.

I MagrediPer assaggiare alcuni dei vini de i Magredi troviamo ristoro sotto al grande gelso al centro dell’impianto circolare, albero che vuole richiamare la tradizione di Friuli e Veneto nell’allevamento dei bachi da seta. Coccolati dal venticello di fine giornata cominciamo la degustazione con la Ribolla Gialla 2020, affinata in solo acciaio e dai sentori tenui e delicati di mela verde, note agrumate, di acacia, una leggera salvia in sottofondo, per un gusto dove spicca la spalla acida, leggera mineralità e sapidità, vino fresco e di beva.

I MagrediIl secondo bianco è un Traminer Aromatico, annata 2021, affinato anch’esso in acciaio, che presenta note floreali, di rosa bianca, pesca, spunti tropicali, litchi, fiori di limone, pepe bianco, ma anche un sottofondo mentolato e balsamico. Un vino che al palato si presenta più morbido, con una maggior mineralità, “grassezza” e persistenza, principalmente nel ritorno dei sentori percepiti al naso, all’interno della bocca.

I MagrediPassiamo al mondo dei rossi con un autoctono del territorio friulano, il Refosco dal Peduncolo Rosso 2021, dove anche in questo caso non c’è nessun uso del legno; al naso a farla da padroni sono i frutti rossi, ribes, frutti di bosco, tocchi di grafite, note erbacee e un sottofondo speziato. La “semplicità” di beva è una delle caratteristiche principali, oltre ad una discreta acidità, tannino presente ma non aggressivo e discreta persistenza.

Un ringraziamento a Massimiliano, che merita la maglia numero 176, e a tutto lo staff i Magredi, che ci ha accompagnato in questa avventura, in un territorio tutto da esplorare, a pochi chilometri dalle Dolomiti friulane.

https://www.vini.ws/prodotto/ribolla-gialla-igt-i-magredi
https://www.vini.ws/prodotto/refosco-dal-peduncolo-rosso-friulii-doc-grave-i-magredi
https://www.vini.ws/prodotto/traminer-aromatico-friuli-doc-grave-i-magredi

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