Niedrist, una realtà famigliare fondata da Elisabeth e Ignaz, Cornaiano (Bolzano)

Niedrist, all’interno di questa realtà famigliare fondata sul finire degli anni ’80 a Cornaiano da Elisabeth e Ignaz Niedrist

12 Dicembre 2025

Ignaz NiedristPrimo pomeriggio a Cornaiano, piccola frazione di Appiano, sulla Strada del Vino dell’Alto Adige, per approfondire l’azienda Ignaz Niedrist.

Dopo un saluto al capostipite Ignaz, ci addentriamo tra le vigne con la seconda generazione Maria, per scoprire la storia di questa azienda famigliare.

Da uno dei punti più alti del vigneto a corpo si può toccare con mano da dove è partito tutto, il Maso storico, che conta un’età superiore ai trecento anni, sebbene sia stato ristrutturato e ampliato in una sua versione più attuale, pur mantenendo le sembianze e il fascino del passato.
La struttura apparteneva ai bisnonni Antonia e Josef, i quali portavano avanti un’attività agricola a trecentosessanta gradi, con alcuni capi di bestiame, coltivazioni di grani, ortaggi e ovviamente la vigna. Dopo la prematura scomparsa del marito, Antonia è riuscita nell’impresa di tenere in piedi il Maso durante gli anni tra le due guerre mondiali; sebbene in questo difficile periodo la produzione di vino dovette essere interrotta e le uve conferite alla cantina sociale di Girlan.

Cantina sociale che è stata anche il luogo di lavoro di papà Ignaz, il quale ha lavorato per diversi anni come enologo nella cantina di Colterenzio, pur avendo il sogno nel cassetto di fondare un’azienda dove potesse essere il protagonista principale, coltivando le varietà che più gli potevano dare soddisfazione, con le sue idee sia in vigna che in cantina.

Così, a fine anni Ottanta, la coppia Elisabeth e Ignaz ha preso la decisione di cominciare una nuova attività che portasse il loro nome, lanciando sul mercato la prima etichetta nel 1989.
Ignaz NiedristUn progetto costruito passo dopo passo, cominciando dalla vigna, che oggi conta dodici ettari, dislocati in quattro aree differenti. A corpo sono presenti cinque ettari, dove possiamo vedere anche alcune piccole pecore, proprietà di un amico, che pascolano tra la vigna, nutrendosi delle erbe che vi crescono. Quest’area è definita Girlan ed è caratterizzata da terreni di porfido vulcanico molto magri e di matrice acida, dove crescono le vigne di Pinot Nero, Sauvignon e Chardonnay. Ignaz NiedristQui la matrice è di circa settanta/ottanta centimetri per poi trovare una pietra molto dura, che non permette alle radici delle piante di andare in profondità.
Alzando lo sguardo, e guardando dalla parte opposta della valle si possono vedere alcune altre aree vitate, di cui l’azienda si occupa di altri cinque ettari, precisamente ad Appiano Monte, in una zona che si sviluppa ai piedi della catena montuosa della Mendola, confinante con il bosco, dove si trovano Pinot Bianco, Sauvignon e Chardonnay. Qui si trova un substrato caratterizzato da una pietra calcarea dolomitica, ricca di calcio e magnesio, pur essendoci un buono strato di argilla e hummus.

Ignaz NiedristInoltre, è presente mezzo ettaro in affitto nei pressi del Lago di Caldaro, dove si trova una pergola di Schiava di cent’anni, in un terreno più calcareo, dolomitico e sabbioso, lascito dello stesso lago.
Infine, un ultimo appezzamento di Lagrein a Bolzano, in zona Gries, tra le terre natali di mamma Elisabeth, dove il substrato si fa più pesante ed è di origine alluvionale, grazie al fiume Talvera.

Una curiosità dell’azienda Ignaz Niedrist è che, oltre alle uve più tipiche della zona, è stato creato un vigneto “sperimentale”, con uve miste a bacca bianca, prevalentemente di varietà storiche, tra cui si trovano Incrocio ManzoniGrenache, Sauvignon BlancGrenache GrisAssyirtikoPetit Manseng, Ribolla Gialla e a breve Furmint, oltre a tante altre che possano contrastare temperature più alte pur mantenendo un’acidità elevata in maturazione. È una delle idee della famiglia per reagire ai cambiamenti climatici e per prepararsi per annate più calde e secche.

Ignaz NiedristParlando di conduzione, l’azienda è biologica da tanti anni, pur non essendosi mai certificata: “lo facciamo per noi, perché ci viviamo dentro”. Per rendere sano e vivo il suolo e tenere alta la biodiversità vengono fatti sovesci di frumenti, fiori, erbe e trifogli, che richiamano numerosi animali e insetti dai vicini boschi, soprattutto tantissime api di diversi tipi. la rigenerazione del suolo anche la produzione e l’uso di compost assume un ruolo fondamentale nell’azienda.

Ignaz NiedristParallelamente all’incremento degli ettari vitati si è costruita la cantina, sfruttando alcune stanze del vecchio Maso, un tempo dedicate sia alla stessa funzione, ma anche a stalle e fienile.
In un’area della cantina troviamo principalmente barrique e tonneau, oltre ad alcune uova in cemento grezzo, mentre in un secondo ambiente, dedicato agli imbottigliamenti, ma anche alle fermentazioni, e ad una parte agli affinamenti troviamo altre barrique, tonneau, alcune botti grandi, vasche in acciaio e un terzo uovo di cemento.
Ignaz NiedristDipendentemente dalle vendemmie e dal raccolto di ogni annata si decidono le varie partite da fermentare ed affinare in legno o in acciaio, mentre le uova in cemento sono dedicate al Syrah in purezza e alle varietà che compongono la vigna “sperimentale” mista.
Ignaz NiedristOggi l’azienda è portata avanti da tutta la famiglia, Elisabeth e Ignaz, con i figli Maria e Johannes. In vigna ognuno ha le sue competenze, ma la gran parte del tempo, durante la stagione estiva, tutto il team si incontra in campagna.

La cantina e le vinificazioni sono gestite da Johannes e Ignaz, Maria si occupa per lo più dello Chardonnay e tiene d’occhio specialmente la Schiava, che le sta molto a cuore. Entrambi i fratelli si sono formati nel settore agricolo ed enologico, nello specifico Maria ha studiato agraria a Vienna, lavorando qualche mese in Borgogna, scegliendo successivamente di continuare gli studi tra Conegliano e Bolzano; mentre Johannes ha studiato Viticoltura ed Enologia a Geisenheim, lavorando, prima di tornare nell’azienda di famiglia, sia in Oregon, ma anche a Monforte e in Friuli.

L’azienda Ignaz Niedrist ha scelto come simbolo il gufo, per svariati motivi, tra cui la presenza di questo animale tra le campagne, la sua chiarezza, immediatezza e anche poiché rispecchia riflessione e saggezza. Quello che troviamo oggi in etichetta è stato disegnato da un’amica della mamma e negli anni non è mai stato modificato, facendo riconoscere le bottiglie Niedrist tra gli scaffali, a colpo d’occhio.

La produzione conta circa sessantamila bottiglie per anno, un numero che si sta dimostrando come un ottimo target raggiunto, al fine di mantenere una conduzione sostenibile a livello famigliare.
Le etichette sono sedici e, “non si sa come sia successo che siano così tante”, frutto della passione e della curiosità di ottenere prodotti di territorio, i quali possono rappresentare sia a pieno una determinata area produttiva, ma anche la filosofia aziendale. Riassumendo i processi di vinificazione, le uve a bacca bianca vengono pressate direttamente, mentre quelle a bacca rossa, dipendentemente dalla varietà restano a contatto per qualche giorno o settimana. Le fermentazioni solitamente sono spontanee, ma questo non è un dogma, poiché se non si è contenti di come queste si attivano e procedono nel processo di trasformazione, è possibile che si utilizzino dei lieviti neutri. Quasi tutti i vini fanno un passaggio in botte, di diverso formato, oltre all’acciaio, dipendentemente dalle quantità che offre una determinata annata.

Tra le referenze troviamo: Pinot BiancoBreg”; Pinot BiancoLimes”; SauvignonPorphyr & Kalk”; SauvignonLimes”; ChardonnayPenta”, ChardonnayVom Kalk”; il bianco “Trias”; RieslingBerg”, il rosato “Mitterberg”, con uva Syrah e Merlot; l’Alto Adige Kalterersee, con uve Schiava e un 5% di Lagrein e Teroldego; Pinot Nero RiservaGirlain”, Pinot NeroVom Kalk”; MerlotVigna Mühlweg”; SyrahMarra”, Lagrein RiservaBerger Gei”.

Ignaz NiedristGli assaggi cominciano con il Sauvignon 2024, che affina per una parte della massa in botte grande, il quale si presenta con sentori delicati di limone, cedro maturo e candito, un tocco esotico, di ananas maturo, delicata mentuccia, confetto, una leggera nota ammandorlata, che torna in bocca, dove entra dritto, ricco in sapidità, con una buona spalla acida, abbastanza minerale e con una discreta persistenza,

Ignaz NiedristSempre in bianco assaggiamo il “Trias” 2022, al cui interno troviamo un 90% di Chardonnay, che affina in botte grande per circa un anno e tutte le varietà a bacca bianca del vigneto misto, con affinamento nelle uova di cemento. Vino che regala note di frutta matura, ananas, mango, mela gialla matura, spezia dolce, un tocco di tiglio, leggera vaniglia, burro, sottofondo erbaceo, per un sorso pieno, con un buon corpo e grassezza, ma ben bilanciato, con una buona acidità, un tocco minerale e sapido e una buona persistenza.

Ignaz NiedristPassiamo alla SchiavaKalterersee” 2024, con uve che provengono da una vecchia vigna di cent’anni, fatte fermentare in vasche di legno nell’immediato e senza solforosa. Dopo un affinamento in botte grande fino all’inizio dell’estate successiva alla vendemmia e un po’ di riposo in bottiglia, arriva al naso con sentori di piccoli frutti rossi, ribes, lampone poco maturo, rosa delicata, un tocco vegetale per un sorso teso, con una buona acidità, freschezza, beva, discreta mineralità, sapidità e moderata persistenza.

Ignaz NiedristConclusione con un confronto tra Pinot Nero, “Girlan” e “Vom Kalk”, entrambi 2021, ottenuti da uve che fermentano in tini troncoconici di rovere, dopo essere state raffreddate per una notte. L’affinamento avviene in barrique, di cui circa un 25% di legno nuovo, per dodici/quattordici mesi, per poi riposare un altro anno in vetro.
Girlan” si esprime con note di ciliegia fresca, un tocco di rabarbaro, note ematiche, di sanguinella, pepe, e una leggera balsamicità, per un sorso sapido, con discreta mineralità, buona spalla acida, tannino pungente, più verticale, dritto, con una buona beva e persistenza.
Ignaz NiedristIl secondo vino “Vom Kalk” regala note più scure, con tocchi cioccolatosi, di frutti scuri, petalo di rosa, spezia dolce, per un sorso più tondo, con maggiore sapidità, tannino maggiormente integrato, buona acidità, una leggera nota amarotica sul finale, per una buona persistenza.

Ignaz NiedristGrazie a Maria per averci fatto scoprire l’azienda di famiglia, per lei maglietta numero 432!

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