Maugeri, ultima visita del 2025 tra le terre etnee, Milo (Catania)

Maugeri, ultima visita del 2025 tra le terre etnee in compagnia di Gea Calì, per scoprire questa realtà sul versante est del vulcano

19 Dicembre 2025

MaugeriDopo una notte passata presso Zash boutique hotel & Spa, di proprietà della famiglia Maugeri, ci dirigiamo verso Milo, in una tipica giornata che alterna nuvole molto basse a pioggia, per scoprire l’azienda vitivinicola che prende il cognome della famiglia stessa.

MaugeriAd accoglierci l’amica Gea Calì e Paola Maugeri, con cui ci immergiamo da subito in quello che sarà il futuro più prossimo di questa azienda, ripercorrendo la sua storia passata e presente. Ci troviamo all’interno della storica proprietà dei Maugeri, dove sorgeva il vecchio palmento e cantina, in fase di ampliamento e restauro, per ricavare una lussuosa villa dotata di cinque camere doppie con bagno, cucina, zona living e area benessere con idromassaggio, sauna e bagno turco. MaugeriPossiamo toccare con mano il cantiere e notare i vari arredi di pregio, oltre allo stile che vuole richiamare il tempo passato, come ad esempio una parte di pavimentazione ricavata dalle assi delle vecchie botti in castagno, oppure il muro in cemento con effetto spatolato grezzo. MaugeriLa fine dei lavori dovrebbe coincidere con l’apertura della stagione 2026, potendo offrire questa soluzione immersa tra i vigneti a chi vuole godere del relax di campagna, con vista, da un lato, sull’Etna e dall’altro sul mare, che lascia intravedere anche Taormina e le coste della Calabria.

La proprietà in origine era della famiglia Leotta, rappresentata dalla nonna di Renato Maugeri, Maria, che ha sposato successivamente Michele, Maugeri.

MaugeriAprendo una porta esterna, si può scoprire una stanza non ancora inclusa nei lavori di restauro, dove sono contenute diverse centinaia di bottiglie di vino, frutto della vendemmia 1973. La famiglia aveva da sempre allevato la vigna e conferito il vino sfuso, fino a quell’annata, l’unica in cui è stata imbottigliata una parte della produzione. Un’idea di Michele Maugeri, fratello di Renato, che di professione faceva l’insegnante di ingegneria a Torino, mentre la moglie lavorava in un importante studio grafico, così da occuparsi della realizzazione dell’etichetta, che possiamo definire già moderna per quell’epoca.
Un vino prodotto senza grandi conoscenze, soprattutto sul fronte commerciale, lasciando quasi tutta la produzione invenduta e, purtroppo, destinata a deteriorarsi nel corso degli anni in questa stanza/magazzino.
Non vedendo un grande futuro nel settore vitivinicolo la famiglia decise di sostituire la vigna con gli alberi da frutto, pur mantenendo sempre la proprietà di questi terreni.

MaugeriDopo qualche decennio, attorno al 2010 la nuova generazione, rappresentata dalle figlie di Renato, Carla, Paola e Michela, data la repentina ascesa del settore vitivinicolo etneo, hanno iniziato ad interessarsi a questa proprietà, lascito dei nonni e ormai quasi abbandonata a sé stessa. Così, si iniziò gradualmente a rivalutare l’area, ripristinando i muretti a secco, pur mantenendo la loro conformazione originaria, e ripiantando la vigna tutta ad alberello.

MaugeriOggi possiamo vedere una tenuta di otto ettari e mezzo vitati, che si estendono praticamente in un corpo unico, diviso da qualche strada o torrente. Dal primo impianto di “Frontebosco”, limitrofo ad un bosco, ci si è estesi nella parte inferiore e in tutta l’area attorno alla vecchia abitazione, fino a superare la strada che porta all’azienda, con la vigna “Soprastrada”, e l’ultimo impianto, completato nel 2022 a Praiano, con la vigna “Frontemare”, dove si stanno ultimando i lavori di costruzione di una sala dedicata all’accoglienza e alle degustazioni, immersa nel vigneto. MaugeriLe varietà allevate sono per la maggior parte il Carricante, ma anche Catarratto e Nerello Mascalese.

L’azienda sorge ad una media di settecento metri sul livello del mare e si coprono oggi le Contrade Volpare, dove sorge il corpo principale dell’azienda e Contrada Praino, ad una manciata di metri dalla precedente e Contrada Rinazzo (sopra strada).

Ci troviamo al centro del lascito dei collassi della Valle del Bove, in un’area protetta per questo motivo dalle eruzioni, le quali negli ultimi cent’anni si sono sfogate nelle vicine cittadine di Milo e Zafferana, che ne delimitano i cui confini. A poche centinaia di metri dall’azienda è presente anche il torrente Cacocciola, ormai diventato un canyon vuoto, che lascia intravedere le varie stratificazioni e conformazioni del terreno di questa zona dell’Etna, ricca di metalli come rame, zolfo, ferro scavando in profondità.

MaugeriIl substrato che si trova a corpo è formato da un’eruzione di circa milleduecento anni fa, che ha lasciato un materiale più granuloso di quello di Praiano che risale a vecchie colate e si è già trasformato in una fertile sabbia tufacea fine, che si tinge di un colore giallastro.

MaugeriMaugeri lavora in biologico certificato in vigna, con solo rame e zolfo, cercando di essere il meno interventisti possibile, e usando anche altri prodotti che possano abbassare le dosi dei primi due. Nella parte superiore dei vigneti si è utilizzato anche il sovescio, in via sperimentale, cosa che non verrà ripetuta essendoci una grande fertilità e abbondanza di piante ed infiorescenze spontanee che crescono in questi terreni. Quest’area gode di diversi privilegi che permettono di diminuire i vari trattamenti, tra cui l’esposizione a correnti che provengono sia dalla Montagna sia dal mare, le quali “investono” a pieno le vigne, data la loro pendenza, ma anche la tipologia di substrato, decisamente drenante, così da impedire potenziali ristagni di pioggia e umidità, che in questa zona non mancano.
MaugeriLa cantina non è ancora stata certificata poiché nel 2020, prima annata di produzione, si è trovata una soluzione provvisoria dove vinificare, riadattando uno spazio a Zafferana, al cui interno sono stati posizionati tutti gli strumenti, tra cui vasche in acciaio, tonneau di rovere francese e una botte austriaca di millecinquecento litri. L’idea della famiglia Maugeri è quella di costruire negli anni una cantina più vicina, in un nuovo appezzamento acquistato poco più sotto dell’attuale area vitata, dove è presente anche un vecchio palmento, da ripristinare e rivalutare.

Le uve, tutte raccolte a mano e selezionate già in vigna, restano per una notte in una cella frigorifera a cinque gradi, per poi essere diraspate e trasferite in pressa, dove effettuano una criomacerazione con il ghiaccio secco per poi essere fermentate con lieviti neutri, lasciando affinare il vino in legno o acciaio, a seconda della tipologia.

Insieme a Gea, che si occupa di tutta la parte commerciale e amministrativa dell’azienda, oltre a qualche degustazione, andiamo ad assaggiare i vini prodotti da Maugeri (tutti annata 2024, in anteprima al loro lancio sul mercato previsto a febbraio 2026), che, dalle prime ottomila bottiglie del 2020, sono passate a circa cinquantamila, che si dividono in cinque referenze.
MaugeriCominciamo con l’Etna Bianco Superiore Contrada Volpare 2024, 100% Carricante, di cui il 90% della massa affina in acciaio e un 10% in tonneau per circa otto/dieci mesi per poi riposare qualche altro mese in bottiglia prima di essere commercializzato. Un vino dai sentori di limone, ananas, ma anche pesca, fiori di gelsomino, leggera zagara, delicato in bocca, bilanciato, con una discreta acidità, sapido, abbastanza minerale, non troppo complesso e dalla moderata persistenza.

MaugeriPassiamo al secondo Carricante 100%, sempre Etna Bianco Superiore Contrada Volpare 2024, “Frontebosco”, ottenuto dalle uve che crescono nelle vigne più vicine al bosco. In questo vino cambia solo l’affinamento che per il 70% è in tonneau, mentre per il 30% in acciaio, per un otto mesi, oltre al riposo in bottiglia. Qui troviamo note un po’ più concentrate, con una frutta più matura, tocco maggiormente tropicale di ananas, note fumè, ma anche spunti erbacei, di frutta a guscio, nocciola, mallo di noce e un sottofondo di pietra bagnata. Al palato presenta una maggiore acidità, più sapido, con il ritorno della frutta secca, discreta mineralità e persistenza.

MaugeriConcludiamo i Catarratto in purezza con l’Etna Bianco Superiore Contrada Praino 2024 “Frontemare”, dalla vigna che si affaccia sulle correnti marine, il cui vino affina per il 90% in tonneau e per il 10% in acciaio. Un vino che esprime comunque sentori fruttati, con un tocco iodato, di anice stellato, ma anche spezia, un principio di idrocarburo e note più burrose che si ritrovano in bocca, per un vino comunque fresco, di beva, con una buona spalla acida, mineralità e buona persistenza.

MaugeriCambiamo uva bianca con il Catarratto, di cui il primo anno, il 2019 ne era stata venduta la massa, non credendo in questa varietà all’interno degli Etna Bianco. La prima annata in bottiglia, con sole cinquecento unità, è stata la 2021, in una sorta di scommessa, vinta soprattutto dal punto di vista commerciale, poiché la sua grande qualità ha fatto terminare tutta la produzione in maniera molto repentina. Vino imbottigliato come IGT, affinato per soli quattro mesi in acciaio e altrettanti in bottiglia si presenta con note di frutta matura, albicocca, mango, mela gialla, tiglio, sentori erbacei, di peperoncino e un sentore fumè. MaugeriIn bocca entra più pieno, con un discreto corpo, sostenuto dalla spalla acida, abbastanza sapido, minerale e persistente.

MaugeriConcludiamo con l’unico vino frutto di uve a bacca rossa, l’Etna Rosato Contrada Volpare 2024, ottenuto da uve di Nerello Mascalese pressate direttamente dopo la diraspatura, così da avere un minimo contatto tra di loro. Affinato in acciaio per un 50% e in legno per la restante metà si presenta ancora molto giovane e scalpitante, con note di ribes, fragolina di bosco poco matura, spezia, pepe nero, un tocco erbaceo e un costante sottofondo sulfureo. In bocca entra fresco, dritto, con una buona acidità, minerale, abbastanza sapido e con una moderata persistenza.

MaugeriIn attesa di tornare a toccare con mano la fine dei numerosi lavori che sta portando avanti la famiglia Maugeri, un caro saluto a Gea, sperando di incontrarci presto per nuove avventure sull’Etna e non solo!

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