mercoledì, 22 settembre, 2021

Assieme a Noemi nell’azienda Le Guaite di Noemi a Mezzane di Sotto (Verona)

Assieme alla giovane Noemi nell’azienda che co-conduce con mamma e papà: Le Guaite di Noemi

04 Maggio 2021

Conosciuta qualche tempo fa tra le fila del Vinitaly e di un’altra manifestazione in territorio veneziano, riprendo i contatti con Noemi, titolare dell’azienda Le Guaite di Noemi, situata in un piccolo borghetto tra le colline di Mezzane di Sotto, in provincia di Verona.

Dopo aver sfamato i cani ci sediamo nella parte esterna dell’azienda e Noemi inizia a raccontarmi la storia della sua realtà. Una realtà che è iniziata dai nonni e condotta dal padre dal 1987, focalizzata principalmente sulla conduzione della vigna, oltre agli alberi da frutto ed olivi. Un importante cambiamento nel 1997 quando l’azienda ha introdotto nella sua sede un frantoio, dando vita al primo frantoio privato in provincia di Verona, così da seguire tutto il processo di produzione del proprio olio.

Le Guaite di Noemi

Gli anni duemila sono stati caratterizzati da investimenti continui, per far crescere gradualmente l’azienda fino al 2010, anno in cui è entrata anche Noemi a lavorare con la famiglia. La giovane, dopo gli studi in commercio estero, ha deciso di imparare il mestiere dei genitori mettendosi alla prova in prima persona nelle attività di campagna e di cantina. Per concludere gli studi e perfezionare anche la teoria di questa professione ha frequentato l’istituto agrario, parallelamente ai corsi per diventare sommelier.

Nel 2015 un altro step importante per l’azienda, che fino ad allora si chiamava “Dal Bosco Giulietta, Le Guaite”; da quell’anno è stato modificato in “Le Guaite di Noemi”. Più precisamente nel 2002, anno della fondazione ufficiale della cantina, la mamma di Noemi le ha dedicato il Recioto della Valpolicella chiamandolo “Le Guaite di Noemi”, nome poi ripreso per denominare l’azienda, come anticipato. Le Guaite è il punto più alto della collina di Mezzane di Sopra, con una vista a trecentosessanta gradi sulle zone circostanti. Si possono ammirare, infatti, i Monti Lessini, la Pianura Padana, il centro di Verona, lago di Garda, Valpolicella, la Cresta degli Appennini e nei giorni più limpidi anche Venezia. Oltre alla modifica del nome in quell’anno è avvenuto anche il passaggio di testimone, consolidando la figura della giovane alla conduzione dell’azienda.

Oggi troviamo circa cinque ettari vitati, più tre ettari dedicati alla coltivazione degli ulivi, per una produzione di circa trentamila bottiglie per anno. I vigneti si estendono tutti nel territorio di Mezzane di Sopra, divisi in micro-particelle, una zona stupenda per la produzione di ottime uve, ma spesso soggetta a spiacevoli grandinate. Lo specialista della vigna è il papà di Noemi; il lavoro è convenzionale, cercando di limitare il più possibile i trattamenti. Dall’anno prossimo l’azienda inizierà a lavorare con i criteri del progetto “RRR” (Riduci, Risparmia, Rispetta), un disciplinare introdotto dalla Valpolicella, una sorta di biologico più flessibile, con la possibilità di trattare in maniera convenzionale solo in casi di necessità.

La cantina è terreno della mamma di Noemi e il ruolo di quest’ultima è quello del jolly tra cantina e vigna, seguendo inoltre tutti gli aspetti di accoglienza, commerciali e amministrativi.

Dalla parte esterna si può scorgere la sala per l’appassimento, che viene lasciata aperta per tutto il periodo in cui le uve sostano, così da arieggiare costantemente l’ambiente, aiutando le ventole meccaniche a mantenere in sospensione l’umidità per non danneggiare i grappoli.

Le Guaite di Noemi

Entrando nella cantina sottostante si trovano vasche di acciaio e qualche barrique. Le uve vengono condotte in cantina dopo una pigiadiraspatura e lasciate circa una settimana a macerare a freddo, in acciaio, per avere tutta l’estrazione possibile prima della fermentazione. Le fermentazioni sono innescante con lieviti selezionati, al fine di avere la sicurezza che vengano eseguite correttamente. Dopo una sosta in acciaio per alcuni mesi, i vini vengono fatti riposare in barrique esclusivamente francesi, per il tempo necessario all’affinamento. L’Amarone ed il Recioto sostano in barrique nuove, mentre il Valpolicella e il Ripasso in legno di secondo passaggio.

Dopo uno sguardo ad una parte di barricaia, situata al di là della sala degustazione, approfittiamo della bella giornata di sole e ci posizioniamo ad assaggiare i vini nel giardino esterno.

Le Guaite di Noemi

L’uvaggio che troviamo nei vini è quello classico e vede schierate in quantità simili: Corvina, la più vegetale, Corvinone, dall’ottima struttura e acidità, Rondinella, che infonde colore profumi e morbidezza, oltre ad alcune percentuali Oseleta e Croatina.
Tutti affinano in botte per almeno tre anni e iniziamo gli assaggi con il Rosso IGTTano” 2011 e il “Tano” 2014, l’unico della squadra ad affinare solo in acciaio per ventiquattro mesi. Il primo leggermente più ossidato, dalle note di frutta a bacca nera, note speziate e fumè, con buona acidità e mineralità. Il fratello più giovane e in forma con una frutta più viva e una parte floreale che emerge, ciliegia, rosa, note erbacee e un sottofondo speziato. In bocca sono entrambi freschi, verticali, con un tannino velato e una buona mineralità e acidità.

Le Guaite di Noemi

Passiamo al Valpolicella 2011, le cui uve restano in appassimento per circa un mese e dopo macerazione e fermentazioni affina trentasei mesi in barrique di secondo passaggio e almeno ventiquattro mesi in bottiglia. Esprime inizialmente sentori delicati di frutti rossi, ciliegia, mirtilli, ribes, per poi passare alla violetta e una speziatura che accompagna. Il sorso è piacevole, non invadente, buona acidità e mineralità, con un ottimo equilibrio.

Le Guaite di Noemi

E’ il turno dell’Amarone 2010 le cui uve vengono appassite per circa tre mesi e dopo macerazione e fermentazioni il vino riposa almeno quarantotto mesi in barrique ed almeno cinque anni in bottiglia. Dai sentori di frutta rossa matura, frutta disidratata, ciliegia, marasca e frutti neri, fiori secchi, una spezia dolce, liquirizia dolce, quasi balsamico. Un Amarone dal sorso che non stanca, verticale, gusto pieno ma non invadente, con una buona mineralità ed acidità e un ottimo equilibrio.

Le Guaite di Noemi

Un assaggio anche di una chicca che viene prodotta da Le Guaite di Noemi e solo da altre undici cantine: l’Ammandorlato 2012, un antenato dell’Amarone, ottenuto con dalle stesse uve, ma con un grado zuccherino che può oscillare dai trentacinque ai settanta grammi, litro. Un vino che viene prodotto solo nelle annate migliori, con un affinamento che dura fino a sei anni in barrique francesi, create appositamente da un mastro bottaio per il suo riposo, per poi sostare ancora due o tre anni in bottiglia. Sembra di entrare in un laboratorio di pasticceria, con una mandorla dolce che inebria il naso, note di amaretto, frutta secca e disidratata per un sorso piacevole, non stucchevole pur avendo trentacinque grammi di zucchero per litro. Vino avvolgente, minerale e molto lungo in bocca, con un ottimo equilibrio.

A completare la linea ci sono anche un Valpolicella Superiore Ripasso, il Recioto della Valpolicella e un IGT CabernetTisbeRiserva (in edizione limitata come il Solitario), che viene prodotto con lo stesso processo dell’Amarone, solo nelle annate favorevoli.

Vini caratterizzati da una beva fine, che non stanca, in un mix di tradizione ed innovazione che vuole enfatizzare il territorio della Valpolicella orientale.

Le Guaite di Noemi

Tra le novità previste per quest’anno un metodo classico di Durella prodotta tra i Monti Lessini, il quale vedrà la sua prima sboccatura dopo ventiquattro mesi di riposo sui lieviti.
Inoltre, con la bella stagione, ci saranno numerose iniziative ed eventi in azienda, per poter toccare con mano cantina, vigneti e i vini di Le Guaite di Noemi.

Per Noemi maglietta numero 38!

 

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