Due chiacchiere con Matteo e Fabio, metà del team di Wineknox, un e-commerce dedicato ai vini italiani in Bag-in-Box
Gli incontri casuali sono quelli che preferisco e che il più delle volte riservano piacevoli sorprese; questo è proprio il caso della conoscenza con i membri del team di Wineknox, una start-up tutta italiana nata come E-commerce specializzato nella vendita di vini del bel Paese in Bag-in-Box.
Il Bag-in-Box, per i non addetti ai lavori è la scatola di diverso materiale e formato che può contenere il vino per essere venduto. Il tanto bistrattato “vino in cartone”, che è stata la salvezza di molte aziende in periodo di pandemia, è il protagonista della start-up e proprio uno degli scopi di Wineknox è quello di rendergli la grazia che merita.
I protagonisti di questo progetto sono quattro ragazzi di diverse età, accomunati dalla grande passione per il mondo del vino. Fabio, Matteo, Tommaso e Luca i loro nomi; i primi due fratelli di Domodossola, i più senior del progetto, nati nei mitici anni ’80, mentre i due junior Milanesi si sono appena laureati al Politecnico della città meneghina.
Un progetto nato concettualmente nel finire del 2019, dalle chiacchiere dei due fratelli, reminiscenti delle domeniche con il papà a prendere il vino in damigiana da imbottigliare, che ha visto poi il coinvolgimento di Tommaso e Luca in una seconda fase ed il decollo nel 2020 in piena pandemia.

Un’analisi del mercato ha fatto constatare il team che in Italia, rispetto a paesi come Francia, Inghilterra e nord Europa in generale, vi era poca possibilità di acquistare in questo formato una selezione di vini a denominazione di qualità.
Questo paradosso li ha portati, inoltre, a scoprire che all’estero esistono vini in Bag-in-Box di regioni vinicole importanti, come Bordeaux o Borgogna, che arrivano a costare anche quaranta euro al litro e sono dei veri e propri “fine wines”.
In Italia il termine Bag-in-Box ha preso sicuramente piede durante il periodo delle restrizioni legate al covid, con diverse cantine che già prevedevano questa soluzione di vendita ed altre che hanno sposato il modello per far fronte al momento di crisi.
C’è da dire che la percezione diffusa porta a pensare che il vino contenuto in questo formato, per l’entità del contenitore stesso, non sia di elevata qualità, piuttosto il contrario.
La mission di Wineknox è di eliminare questo pregiudizio concentrando le energie nella fase di selezione della materia prima e delle cantine da includere nel progetto.
Solo prodotti di qualità, selezionati attentamente e focalizzandosi su quelle che sono le principali denominazioni italiane che, per i limiti imposti dai disciplinari, non possono essere espresse con il nome in etichetta. Per esempio il Nebbiolo d’Alba diventa Langhe Rosso DOC, la Barbera Superiore diventa Piemonte DOC Barbera e così via.
Il rapporto con le aziende è diretto e si vuole portare l’essenza della cantina stessa al consumatore finale, facendogli percepire che in molti casi la stessa massa selezionata per il Bag-in-Box è quella destinata anche all’imbottigliamento. Inoltre, c’è da sottolineare che il valore aggiunto di avere del vino di qualità in questo formato è l’accessibilità che può avere rispetto ad una bottiglia, acquistabile sicuramente con costi più elevati.
Con le cantine viene applicata una filosofia ben precisa per rispettare il lavoro effettuato e il prodotto di qualità che si ottiene dopo duri sforzi: selezione con assaggi alla cieca, enfasi sulla filosofia produttiva, ma anche sostenibilità economica per la cantina e il consumatore.
Tutto il lavoro che Wineknox sta facendo ha l’obiettivo di sdoganare il concetto di associare il Bag-in-Box al vino economico di bassa qualità, un bias negativo che si può eliminare sottolineando i pregi che questo contenitore può offrire.

Alcuni esempi sono la sua versatilità nel trasporto, l’apertura che consente di poter fruire di un solo calice senza problemi di conservazione (la durata media è superiore al mese), il minor impatto sull’ambiente nella fase di smaltimento.
Non è assolutamente una lotta alla bottiglia, ma un’alternativa valida a situazioni casalinghe, conviviali, di viaggio, piuttosto che quelle più professionali in bar e ristoranti. Non dimentichiamoci che fino a qualche decennio fa in tutti i bar si potevano bere vini spillati direttamente dalla damigiana, o se l’oste aveva il tempo di imbottigliarlo, dal tipico bottiglione.
In Italia non è un compito facile, sia per gli aspetti legati allo scetticismo precedentemente indicati, sia per la pratica di acquistare il vino sfuso direttamente nella cantina di fiducia e non in modalità digitale.
Gran parte delle energie di WineKnox sono destinate alla comunicazione per poter creare una fidelizzazione di clienti che possono trovare sia il loro vino favorito, ma anche spaziare su vini meno conosciuti e le cui cantine di produzione non sono prossime logisticamente.
L’attenzione alla qualità del prodotto è anche nei dettagli: le Bag-in-Box sono riempite e spedite dalla cantina al cliente al momento dell’ordine, garantendo quindi la massima freschezza ed eliminando lo stoccaggio in magazzino.
Volutamente ad oggi si utilizza un packaging generico, applicando una semplice etichetta con un QR code che rimanda al sito dove si possono scoprire alcune informazioni utili sull’azienda e sul vino stesso. Un aspetto accantonato in una prima fase per concentrarsi sulla selezione qualitativa dei vini proposti, e raccogliere informazioni sulle preferenze dei consumatori, ma che vedrà delle novità interessanti nel 2022.
Oggi in catalogo si può trovare una selezione di oltre venticinque vini DOC, DOP, IGT o IGP da 6 regioni italiane con formato da tre litri. La previsione è di offrire una selezione di cinquanta referenze entro la fine dell’anno. In Italia è il più grande e-commerce di vini in formato Bag-in-Box a denominazione, sebbene i numeri dei vini ad oggi siano contenuti.
La direzione è di ampliare sempre più l’offerta mappando tutte le zone vocate d’Italia con l’obiettivo di avere un vino in box per ogni denominazione presente puntando inoltre sugli autoctoni che solo l’Italia può offrire.
Un brand Italiano con l’ambizione di poter proporsi anche nel mercato estero e il desiderio di poter, sottolinea Matteo, offrire un giorno un calice di vino a zero impatto sul nostro pianeta.

Avanti tutta per abbattere uno dei tanti pregiudizi legati al mondo del vino!
In bocca al lupo Matteo, Fabio e Tommaso e Luca.



