Maharia, tappa non prevista ma molto gradita nel centro di Menfi, (Agrigento)

Maharia, una cena non prevista nel centro di Menfi, molto consigliata per la location unica e il menù della tradizione

MahariaPernottando ad una manciata di chilometri da Menfi, ci è stato consigliato di andare a cena in un posto unico nel suo genere, per molteplici aspetti, Maharia.

MahariaCi troviamo nel centro del paese e la prima cosa che si nota, ancora prima dell’ingresso del ristorante, è l’imponente e secolare Bougainvillea che svetta in una delle pareti del locale, creando una copertura naturale che, durante il periodo della fioritura regala un ambiente pressoché bucolico e unico, come possiamo ammirare dalle foto che ci fa vedere la titolare Maria, avendo perso per poche settimane l’exploit di questa meraviglia.

MahariaSeduti ad uno dei tavoli interni, data la temperatura che nelle ore serali si abbassa di molti gradi rispetto a quella diurna, conosciamo meglio Maria e le sfaccettature del quasi omonimo complesso, che va oltre al semplice ristorante. Nel suo curriculum troviamo studi in economia e finanza e un’esperienza di diversi anni come capo ricevimento in un resort di Menfi, che conta trecento camere, esperienza durata fino al 2021.
Durante lo stesso anno si è presentata l’opportunità di dedicarsi alla riapertura dello storico palazzo, edificato nella seconda metà del Settecento e abitato dalla famiglia Planeta fino al 1968, donandolo in negli anni ’90 al Comune di Menfi. MahariaDopo un grande restauro ha preso forma il progetto Maharia, curato in prima persona da Maria e dal marito Baldo, con il supporto di uno staff giovane e dinamico, oltre alla mascotte Feudo il Grande, un alano di tre anni e mezzo color canna di fucile, che accoglie i clienti come un vero padrone di casa.

MahariaMaharia non è solo un ristorante, ma si compone di diverse sale ed ambienti, offrendo un’area per l’accoglienza, come bed and breakfast con quattro camere; centro culturale; galleria d’arte e location per eventi sia privati sia istituzionali.
MahariaLo scopo di questo progetto, fin dalle sue fasi iniziali è stato quello di voler donare nuovamente questa location alla comunità, facendola vivere a pieno alle persone del posto, ma anche ai numerosi visitatori di questa cittadina che, come molte altre della zona, hanno subito l’evento catastrofico del terremoto del 1968.

Parlando di vino, nel passato di Maria i vigneti sono sempre stati un affare di famiglia, poiché il padre conferiva le uve alla cantina sociale del paese, ma l’innamoramento per questo settore si è concretizzato grazie a ad una produttrice del posto, Marilena Barbera, la quale, grazie a diverse esperienze di degustazione, ha fatto avvicinare ancor di più la ristoratrice al vino e alle sue migliaia di interpretazioni, specializzandosi successivamente anche con il corso sommelier.
MahariaOggi ci cade l’occhio su una carta vini che si compone di numerose aziende siciliane, le quale spaziano da una proposta regionale, all’area delle Terre Sicane, ma anche circoscritte al comune di Menfi. Non è scontato trovare anche vecchie annate, aggiungo a prezzi molto ragionevoli, e non ci si limita ad una proposta locale, percorrendo diverse regioni italiane e spostandosi dai cugini francesi ed in altri stati europei e non.
Nelle fasi di apertura la carta è stata curata dall’amico in comune Salvo Ognibene, originario proprio di Menfi e grande conoscitore del mondo del vino.

MahariaTra le chiacchiere, ci sediamo per assaggiare qualche piatto della cucina proposta da Maharia e curata da Eliana, una giovane e propositiva pasticcera che si è trasformata durante questi anni in chef, credendo nel progetto ed avventura.
Tra i piatti del menù scegliamo il Macco di fave servito calamaro, pur non essendoci le chips di carciofo spinoso di Menfi, poiché si è appena conclusa la stagione e si punta molto ad avere materie prime fresche, di qualità e a chilometro zero. MahariaTrasformiamo successivamente un secondo piatto in antipasto, con la scelta del Polpo in doppia cottura servito con patate piastrate a maionese al prezzemolo.

MahariaAd accompagnare il tutto il vino rosato “Petalo” 2019, prodotto da Enza La Fauci, azienda del messinese, con uve autoctone di Nocera, scoprendo così una nuova varietà.

MahariaConcludiamo con un abbondante, come tutte le porzioni, primo piatto a base di pasta al pesce spada, pomodorini e melanzane, con opzione senza glutine.
MahariaIn realtà, per aiutare la digestione, ci siamo fatti deliziare dall’amaro locale Don Carmècon tutto l’amore che c’è”, infuso di succo di melograno, agrumi di Sicilia ed erbe aromatiche.

L’idea di ristorazione di Maharia è quella di non avere un esubero di coperti, limitandosi ad una trentina circa, per poter far vivere al cliente un’esperienza “slow”, senza alcun affanno di dover lasciare i tavoli ad altre persone e godendosi idealmente tutto l’ecosistema creato, dal tardo pomeriggio al dopocena, o dalla colazione al dopopranzo.
MahariaLa cura della materia prima è quasi scontata, grazie alle sinergie con produttori locali, che coprono la proposta annuale delle varie pietanze, le quali, se non sono più protagoniste stagionali, vengono prontamente sostituite nel menù.

MahariaPrima dei saluti una passeggiata panoramica per toccare con mano i vari ambienti di Maharia, potendo così scoprire la terrazza, naturalmente pergolata dalla Bougainvillea, dove nel periodo estivo si trasferisce il servizio di ristorazione, ma anche sede di numerosi eventi, oltre alle varie stanze che sono adibite a galleria d’arte, con numerose opere di artisti locali ed internazionali.
MahariaIl progetto artistico è nato quasi per gioco, poiché durante il periodo post apertura, essendo ancora in balia del covid, a molti artisti è stata offerta la possibilità di avere uno spazio espositivo all’interno del palazzo, potendo così comporre ed esporre le proprie opere, senza riconoscere alcuna commissione, se non quella di un loro elaborato. MahariaCosì Maharia si è arricchita di quadri ed installazioni, che hanno trovato la giusta disposizione qualche anno più tardi, grazie all’intervento di un professore delle belle arti di Palermo, che, appassionato del progetto, ha voluto offrire la cura della mostra.
MahariaTra le varie opere anche quelle della titolare Maria, che scopriamo avere, oltre al buon gusto sul vino, anche la dote artistica di dipingere e quella di cantare, allietando gli ospiti del ristorante quando possibile.Maharia

Sicuramente un posto dove tornare per vivere a pieno le varie dimensioni di questo ecosistema, sia per la fioritura della Bougainvillea, ma anche nel periodo invernale per ammirare il decantato presepe di Natale creato da Maria.

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