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giovedì, 13 Giugno, 2024

Tenuta l’Armonia tra vino, arte, innovazione, sinergie…a Bernuffi (Vicenza)

Tenuta l’Armonia, in compagnia del suo fondatore Andrea, il commerciale estero e tuttofare Lorenzo ed alcuni amici importatori danesi

29 Ottobre 2021

Tenuta l'ArmoniaIn una splendida giornata autunnale veniamo invitati da alcuni amici importatori scesi dalla Danimarca, preso l’azienda vicentina Tenuta l’Armonia, di cui più volte è capitato di vedere i vini nei principali social e diversi locali del panorama veneziano.

Ad accoglierci è Lorenzo, ragazzo trevigiano che supporta l’azienda principalmente nella parte commerciale estero, oltre a produrre il suo vino nell’isola di Ischia e seguire diversi altri progetti sempre correlati a questo mondo. L’avventura alla scoperta di Tenuta l’Armonia comincia toccando con mano il territorio; un primo sguardo al vigneto limitrofo all’azienda, di circa un ettaro e mezzo, dove sono allevate principalmente Barbera, Cabernet Franc e Carmenere. Spostandosi a poche centinaia di metri dal corpo principale dell’azienda, che si trova in località Bernuffi, vicino al più conosciuto paese vicentino di Trissino, si può raggiungere una delle prime vigne acquisite e rinnovate da Andrea, piantate con uve Chardonnay, che domina la collina, trovando dimora in un sottosuolo tufaceo, di formazione vulcanica.

Tenuta l'ArmoniaIl secondo appezzamento che esploriamo è nei pressi del cimitero di San’Urbano, dove a poche decine di metri sono state ricavate delle grotte, denominate “Le Priare di Sant’Urbano”, dopo le quali sorgono circa due ettari e mezzo di un nuovo impianto in cui troviamo anche del Riesling, in un sottosuolo, anche in questo caso, principalmente tufaceo. Il Riesling è definito da Lorenzo il “peccato di gola” di Andrea, poiché ama quest’uva e ne vuole la sua corretta interpretazione anche in base al territorio, un “clos di bosco” dove è piantata.

Tenuta l'ArmoniaA pochi chilometri un terzo impianto che si raggiunge percorrendo una stradina sterrata in discesa, dove la conformazione del terreno man mano varia e, da un sottosuolo calcareo, prevalentemente compatto, si arriva a trovare roccia e scaglia: un deposito marino ricco anche di sabbia e fossili. Qui alloggiano un ettaro e duemila metri di Chenin Blanc, piantato dopo aver portato a termine diversi studi e rilevazioni sul sottosuolo, risultato vocato per quest’uva.

Oltre a questi tre appezzamenti Tenuta l’Armonia conta alcuni altri piccoli appezzamenti dislocati nelle colline vicentine, con l’impianto più esteso a Montecchio Maggiore, dove sono allevati dieci ettari, tra i quali ad uve Glera, in questo caso in affitto.

Ritornando in cantina incontriamo Andrea, per approfondire la sua storia e filosofia nelle lavorazioni. Andrea Pendin, alias Pendi Fendi sui social, proviene da un mondo complementare a quello enologico.
Agli albori della sua carriera lavorativa una breve esperienza nel settore orafo, come molti nel territorio vicentino, per poi iscriversi a ventiquattro anni alla facoltà di Scienze Gastronomiche presso l’università di Parma, riprendendo la passione per il mondo gastronomico che lo accompagnava fin da piccolo.
Una prima esperienza nella ristorazione a Bressanone, per poi spostarsi, assieme alla compagna di un tempo, a Dublino, periodo durante il quale ha iniziato a prendere forma il suo periodo Pop, agevolato dal clima della capitale europea in quegli anni di fermento.

Tenuta l'ArmoniaL’occasione di poter lavorare la vigna si è presentata con l’acquisto dell’attuale proprietà, che nel 2009 presentava una casa rurale, attorniata da alcuni vecchi vigneti. Il progetto, dopo alcuni piccoli rinnovi degli ambienti è stato avviato ufficialmente nel 2010, con mezzo ettaro in produzione e un totale di tremila bottiglie immesse nel mercato. La concretizzazione di Tenuta l’Armonia è avvenuta, però, nel 2014 quando le bottiglie prodotte sono state circa settemila e Andrea, che prima svolgeva anche qualche altro lavoro, ha preso la decisione di dedicarsi solamente alla produzione di vino. La crescita è stata verticale, alternando il lavoro in vigna e cantina, con la formazione sul campo, anche grazie alle visite formative da vignaioli più storici e con maggior esperienza, principalmente tra Piemonte, Friuli e Veneto. Uno tra tutti Davide Xodo, amico di Andrea, il quale lo ha spronato a dedicarsi al 100% all’attività di vignaiolo.

Andrea, intento in alcuni travasi, mi apre la sua cantina, dove ormai vasche d’acciaio, cemento, anfore di terracotta, tini tronco conici, botti grandi di legno e tonneau non trovano più spazio, anticipando un ampliamento per il prossimo anno.

Senza un background né tecnico né famigliare, le leve principali che hanno portato Andrea a creare la sua azienda sono state passione e curiosità sia nella coltivazione della vigna sia nei processi di cantina. Una sorta di visione gastronomica applicata al mondo del vino, trovando il giusto connubio ed armonia tra i vari componenti del prodotto finale, dal vino al design della bottiglia, con nomi ed etichette mai banali. Un percorso che ha incontrato spesso ostacoli ed errori, oltre alle critiche di alcuni colleghi, il tutto affrontato con la filosofia di poter migliorare sempre di più il progetto, aumentando di volta in volta la conoscenza e trovando quella che può essere la strada migliore per raggiungere i risultati. Non ci si è mai limitati a scegliere un’unica strada per ottenere un risultato ma si sono sempre sperimentate anche vie alternative per portare sempre novità.

Tenuta l'ArmoniaParlando di lavorazioni in vigna Andrea applica alcuni dei principi legati alla biodinamica, utilizzando i preparati 500, 501 e 500K, quest’ultimo a base di corno letame e cumulo (inventato da Carlo Noro). Oltre a rame e zolfo si sperimentano nuovi trattamenti a base di alghe, oli essenziali, lactobacilli, per ridurre gli impatti sul vigneto, preoccupandosi maggiormente di ragionare sul corretto posizionamento delle diverse varietà.

Natura sì, ma con persone dietro che possano agevolare il suo decorso, una chiave di lettura moderna dove ad accompagnare la vigna alla produzione dei suoi frutti c’è sempre l’uomo.

La produzione ad oggi è di circa ottantamila bottiglie per anno con otto vini “standard” e la creazione di tre/sei etichette pensate a più mani, con altri produttori locali e non, in quelli che Andrea chiama “LAB”.

Tenuta l’Armonia ha individuato cinque principali LAB ognuno con la sua filosofia:
LAB 1: nasce dalla voglia di stravolgere il concetto di bollicine in italia, uscendo dallo stereotipo di territorio NON vocato e di vitigno NON adatto.

LAB2: interpretazione di in un territorio celebre, ricercando un risultato diverso, slegato dalle tradizioni, che rispecchi la filosofia sperimentale LAB.

LAB 3: visioni alternative e differenti stili di vinificazione per dare una faccia diversa alle varietà del territorio vicentino.

LAB 4: volontà di scambiare competenze fra vignaioli, per aiutarsi a crescere facendo squadra. Ciò che c’è in una bottiglia non è mai il punto di arrivo, ma piuttosto quello di partenza.

LAB 5: unione di uve bianche e uve rosse per andare contro le regole, riportando in vita vecchie tradizioni perse, ma innovando nello stesso tempo.

Tenuta l'ArmoniaIl nome Tenuta l’Armonia è stato concepito già durante il periodo Irlandese, con un forte richiamo ai concetti legati alla biodinamica, che voglio rendere armonico sia l’aspetto naturale della vigna, sia i processi di cantina, sia il voler promuovere un ambiente piacevole per chi sposa questo modo di vivere. Armonia per sottolineare la logica dell’essere in quanto natura e vita, al fine di unire l’unicità delle persone alla società, in un concetto che va oltre all’estetica, sfociando nella spiritualità, etica e diritto in una visione a tutto tondo tra natura e cultura. Questa filosofia è stata pienamente ritrovata in Andrea, nell’interagire con i suoi collaboratori, nel clima amichevole con cui cura il rapporto con gli ospiti e traspare nelle numerose collaborazioni con i colleghi vignaioli.

Tenuta l'ArmoniaLe piacevoli chiacchiere hanno fatto andare per le lunghe la serata, ma non è stata lasciata la cantina senza assaggiare almeno un paio dei suoi prodotti.
Due assaggi prima di partire, rispettivamente di “Bolla” e “Ufo Rosè”. Il primo vino è un Metodo Classico di vecchie vigne di Durella, in parte macerata, che affina sui lieviti almeno trentasei mesi; bolla fine ed avvolgente, per un vino dallo stile ossidativo, note fruttate, tendenti alla frutta secca, erbe aromatiche, dalla spiccata acidità, mineralità e buona persistenza.

Tenuta l'ArmoniaIl secondo è un Rosato a base Prosecco 50% macerata in anfora e un 50% di Pinot Nero, per donargli un tocco rosato.  Dopo la creazione del blend avviene un ulteriore affinamento tra anfora botte grande, per poi essere imbottigliato e fatto rifermentare con il mosto della stessa annata. Un Rosè dall’ottima struttura e personalità, dai sentori di frutta gialla e rossa alternati, una nota lievitosa e floreale accompagnano un’ottima beva, dalla ricca mineralità e buona acidità e una bolla non necessariamente fine ma intrigante.

Si può affermare che i vini prodotti sposano un nuovo concept che viene ripreso da quello della gastronomia e della comunicazione, con una ricetta che vuole trovare il corretto equilibrio tra la vista e il gusto, comunicando la filosofia alla base di Tenuta l’Armonia e del suo vulcanico produttore.
Identità personale e territoriale, senza esasperare quello che è il risultato finale

Tenuta l'ArmoniaOltre alla produzione di vino l’azienda coltiva anche grani antichi, destinati a diversi tipi di panificati, produce olio d’oliva e ortaggi, dall’orto adiacente alla cantina, da cui assaggiamo alcuni pomodorini gialli estremamente gustosi. Tutti i prodotti possono essere consumati anche nella sala degustazioni!

In attesa di scoprire ed assaggiare i prossimi vini, maglietta conto tondo 100 per Andrea.

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