Due chiacchiere con Rosaria Benedetti, Trentina DOCG, DOC e IGT, ex insegnante di lingue e Donna del Vino
Ho incontrato Rosaria Benedetti durante la trentaquattresima Rassegna del Müller Thurgau a Cembra nell’omonima Val di Cembra e, la sua personalità e modo di raccontare il vino mi hanno da subito affascinato, decidendo così di coinvolgerla in una chiacchierata per il progetto Winetelling.
Ex insegnante di lingue straniere, che ha concluso la sua carriera come professoressa di tedesco, si auto-definisce una Signorina Rottermeir Trentina, ma posso confermare che traspare un animo più gentile e meno tirannico della vecchia educatrice dei cartoni animati.
Una serie di cambiamenti governativi, le hanno dato la possibilità di concludere la sua attività con venticinque anni di dedito servizio.
L’opportunità di andare in pensione è stata colta come un repentino lancio dalla finestra, ma con un atterraggio soffice, dedicandosi a pieno all’attività di famiglia e al mondo del vino.
L’incontro con il mondo della sommellerie è stato del tutto casuale, grazie ad un amico che l’ha coinvolta nel 1997 a partecipare al primo corso per sommelier. Un tema, quello del vino, che ha iniziato da subito ad entusiasmare Rosaria Benedetti, la quale mi confessa che in realtà un piccolo seme legato al mondo del vino era già stato piantato in famiglia. Il papà, infatti, era un appassionato e consumatore di buone etichette e oggi Rosaria custodisce ancora un piccolo prezioso giacimento; custodisce si, ma ogni tanto stappa anche!
Un percorso quello del vino che si è aperto ed è continuato con grande passione, partecipando attivamente alla vita dell’associazione, come relatrice ai corsi, come coordinatore in prima persona dei panel di degustazione per alcune Guide e gestendo eventi di degustazione.
Impegni che non l’hanno vista protagonista nel solo Bel Paese, ma, grazie alla conoscenza della lingua tedesca Rosaria ha avuto l’opportunità di essere ambasciatrice dei vini trentini in Germania, promuovendo il territorio con numerose degustazioni ed eventi a tema. Negli anni le collaborazioni sono state centinaia, con un filo rosso legato alla regione di appartenenza, il Trentino, rappresentato da Rosaria anche a manifestazioni come Vinitaly, Merano Wine Festival e Prowein. Anche le guide l’hanno vista protagonista, poiché ha collaborato con alcune delle più importanti nel panorama nazionale. Il suo metodo di lavoro ha come obiettivo primo quello di creare dei momenti di condivisione per la valutazione dei vini: “…quando si deve assegnare un punteggio a un vino, bisogna essere in tanti a degustarlo, al fine di ridurre al minimo il margine d’errore ed ottenere un risultato più obiettivo possibile”.

Cambiando argomento, una ben precisa filosofia nel raccontare il vino caratterizza Rosaria Benedetti che ritiene la classica scheda tecnica uno strumento per addetti ai lavori e per alcuni eventi addirittura fuori tema. Il suo approccio è più poetico, narrativo ed emozionale. Un esempio che ho toccato con mano è proprio quello che l’ha coinvolta in prima persona durante la Rassegna del Müller Thurgau. Nel descrivere ben diciassette vini, Rosaria non ha voluto “fare le pulci” ad ognuno, ma l’obiettivo è stato trovare un identikit/un ritratto comune che potesse far emergere le caratteristiche predominanti e alcune differenze di questa tipologia di vino.
Oggi Rosaria Benedetti, impegnata nella gestione di un piccolo Garni sul Lago di Garda, si dedica ad obiettivi più trasversali nel mondo del vino, assieme alla Associazione “Le Donne del Vino” della quale è attualmente vice delegata per il Trentino. Un lavoro diverso da quello delle attività sommelieristiche professionali, che ha lo scopo di condividere obiettivi, situazioni, eventi per portare alta la bandiera della femminilità nel mondo del vino, includendo produttrici, vignaiole, sommelier, enotecarie e comunicatrici. A livello nazionale si sfiorano quasi mille associate, mentre in Trentino sono circa trentacinque, le Donne del Vino tutte impegnate nel creare e partecipare ad iniziative legate al vino e al territorio. Il tema che di quest’anno che coinvolge l’Asssociazione a livello nazionale è “DONNA VINO E AMBIENTE”.
Sicuramente ci sarà l’opportunità di conoscere più da vicino l’Associazione Donne del Vino e poter parlare dei loro progetti. Si tratta di un presidio molto attivo anche dal punto di vista regionale. In Trentino Alto Adige l’associazione delle donne del vino porta avanti eventi e piccole manifestazioni a tema, sia all’interno della Regione stessa, sia per far conoscere i vini delle produttrici associate in tutta Italia.
Nelle battute finali, sollevando il discorso sulla comunicazione del vino e riflettendo sull’evoluzione di questo settore, Rosaria è convinta che questa rivoluzione tecnologica abbia portato ai giorni nostri una copiosità di strumenti che un tempo non c’erano. Ciò non toglie però un assunto di base, che per Rosaria è una costante: per poter descrivere un vino, parlarne e raccontarlo, bisogna percepirne tutte le sfaccettature, dal colore, ai profumi, al gusto; e questo lo si può fare solo con il bicchiere in mano e la bottiglia vicina. Un conto è ammirare un quadro sullo schermo di un cellulare o, ben che vada, di un tablet, un conto è stare in una galleria o in un museo e averlo davanti a sé. La tecnologia è sicuramente un sistema di comunicazione che può facilitare, può essere il mezzo ideale per la condivisione di contenuti ad una platea diffusa, ma resta, per chi lo vuole, solo un contenuto asettico, la miccia dell’emozione non si accende e senza l’emozione…il ricordo sfuma.
“Apprezzo moltissimo alcuni giovani blogger, con i quali, per il modo e l’attenzione con cui scrivono ritengo non si possa competere. Sono convinta che, però, ci sia una piramide dove all’apice ci sono le persone che lavorano con cognizione di causa, i DOCG della comunicazione, ma c’è un fondale molto scarso, di incompetenti, che purtroppo abbiamo visto emergere con il Covid, che danneggia questo settore e il modo di comunicarlo: come per tutti i temi di grande attualità, dal virus alla regina d’Inghilterra, tutto il web si sente in grado di dire la sua, troppo spesso ormai senza cognizione di causa…”
La nostra chiacchierata si conclude con un originale modello comunicativo che Rosaria Benedetti vuole condividere con me e questo, a mio avviso, fa capire ancor di più la sua personalità e filosofia interpretativa del mondo del vino: “Premetto che sono una lettrice accanita e leggo molto anche sul vino. Prendendo spunto da uno dei libri di Roberto Cipresso dove si raccontano le tappe di un immaginario viaggio in mongolfiera che sorvola le zone vitivinicole più importanti del mondo, ho voluto descrivere allo stesso modo il mio Trentino. Seguendo i refoli del nostro vento regolare “L’òra” del Garda dal cestone di una mongolfiera, lasciandomi trascinare dalle correnti, ho inventato percorsi suggestivi, disegnando di volta in volta con tratto preciso le principali aree vitate del nostro territorio. Una lettura da una prospettiva diversa ma privilegiata delle zone vitivinicole: uno sguardo dall’alto, ma non troppo, che ti permette di cogliere l’immagine d’insieme ma anche di individuare con precisione alcuni particolari. Il Trentino è un territorio unico che riesce sempre a sorprenderti con vigneti di rara bellezza, che sembrano giardini tutti da scoprire: questo è il ritratto della mia terra che cerco di trasmettere quando racconto la mia regione attraverso i suoi vini”
Grazie molte a Rosaria per la chiacchierata, in attesa di rivederci per un calice!


